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RAZZISMI

Caro Sala, sulla Lombardia “terra d’accoglienza” non puoi dare lezioni

Attualità | 28 Maggio 2020

Il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, pensa sia sbagliato richiedere a chi viaggia dalla Lombardia verso altre regioni, la documentazione che attesti negatività al virus dei turisti che partono dalla Regione. Ce l’ha con Sardegna e Sicilia, ovviamente, che hanno chiesto questa misura.

Sala dice che discriminare gli italiani per regioni di appartenenza non è bello, ed io sono d’accordo.

Come non esserlo quando i primi a subire tale discriminazione siamo stati noi, quelli da Roma in giù. Stai venendo a suonare a casa dei suonatori, praticamente.

Sala dice anche che Milano e la Lombardia saranno sempre terre di libertà e di accoglienza e che si aspetta lo stesso dal resto del Paese.

Ed è qui che casca l’asino, caro Sala.

Purtroppo non è stato così, basti pensare ai cartelli “non si fitta ai meridionali”, ai “terùn” gridati a squarciagola, alla Lega Nord, a quel colera che fu visto come la peste bubbonica ed ai Napoletani discriminati per anni (ed ancora oggi). Non è così, caro Sala, e lo sai anche tu: “minacciare” di non tornare nelle nostre terre per turismo è da vili. Non è certo colpa dei lombardi se il virus è scoppiato in Lombardia, come non fu colpa dei Napoletani quando il colera fece sì e no trenta decessi, eppure fummo trattati e siamo ancora visti come colerosi.

La verità, caro Sala, è che, nonostante tutto, voi (generico) la lezione di vita a noi non potete farla. Non potevate farla ieri, non potete farla oggi, e così continuando, non potrete farla mai.

Ylenia Petrillo

Un articolo di Ylenia Petrillo pubblicato il 28 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 28 Maggio 2020

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