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RAZZISMO ANTIMERIDIONALE

Reagisce all’insulto contro Napoli: licenziato a Genova

Attualità, Italia, Lavoro, Razzismo | 10 Novembre 2014

fincantieri

Siamo alla follia: un insulto razzista e antinapoletano nei confronti di un operaio, che reagisce, ed arriva il licenziamento in tronco “per insubordinazione”: è quanto è accaduto ad un operaio di 42 anni – sposato e con due figli – dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente, dopo un acceso diverbio avvenuto alle 2.38 di notte all’uscita dello stabilimento, a fine turno con un caporeparto che lo aveva apostrofato con la frase “Bella la vita, Napoli”, riferendosi alla sua provenienza meridionale.

Alla reazione, non fisica secondo testimoni, ma verbale dell’operaio napoletano, è seguito il licenziamento. La Fiom , che ha immediatamente proclamato un’ora di sciopero a fine turno, annunciando nel contempo la tutela legale del lavoratore e ulteriori mobilitazioni, parla di “un fatto inaudito e senza precedenti” e, in un comunicato, di un’azienda “che o è impazzita o vuole essere la prima della classe nella libertà di licenziamento anticpando il Jobs Act”.

Secondo le ricostruizioni l’uomo, un guardia ai fuochi (cioè addetto alla sicurezza antincendio) , da molti anni al lavoro nello stabilimento di Sestri, alla fine del turno notturno, una decina di giorni fa, si è avvicinato alla macchina timbratrice all’uscita dello stabilimento dove ha incontrato un capo reparto  (di un settore diverso dal suo) che lo avrebbe apostrofato con la frase (che la Fiom definisce “chiara provocazione razzista), incalzandolo poi con altre considerazioni.

L’operaio avrebbe risposto a tono, con frasi pesanti, concluse con un “vaffa”, ma senza che tra i due ci sia stato contatto fisico. Una guardia giurata avrebbe fatto rapporto. “La contestazione è stata avanzata ed è partita la normale procedura di composizione, ma sabato è arrivata la lettera di licenziamento in tronco – spiega Giulio Troccoli, Fiom – abbiamo subito proclamato un’ora di sciopero a fine turno, ma adesso attendiamo di sentire il nostro legale. Di sicuro, una cosa del genere non è mai accaduta”.

Diversa la versione dell’azienda. Conferma che il diverbio tra i due è avvenuto all’uscita, ma segnala che il caporeparto avrebbe stigmatizzato il fatto che l’operaio sarebbe arrivato davanti alla timbratrice già alcuni minuti prima delle 2.30, ora di conclusione del turno, e già cambiato. Ancora peggio, insomma, perché quel “Bella la vita, Napoli” voleva praticamente insinuare che l’operaio non aveva voglia di lavorare. Quando in Fincantieri è da oltre 15 anni.

“Resta il fatto che una vicenda del genere al solito viene risolta con una lettera di richiamo o un altro provvedimento di lieve entità” segnala il segretario della Fiom Bruno Manganaro “e che questa cosa non resterà impunita”.

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 10 Novembre 2014 e modificato l'ultima volta il 10 Novembre 2014

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