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RAZZISMO CONTINUO

Pagina fb con foto dei testimoni dei fatti di Roma. "Napoletani infami e spie"

NapoliCapitale, Sport | 8 Maggio 2014

COMBO ALFANO GENNARO

L’eco dei fatti di sabato tre maggio non scema, tutt’altro. Il passare dei giorni, l’emergere delle falle enormi nella verità precostituita dai media, fa aumentare la consapevolezza diffusa di aver assistito ad un gioco di illusionismo basato sulla distrazione dell’attenzione dal fatto eclatante, un agguato armato di tifosi romanisti neofascisti ad un gruppo di supporters napoletani lasciati in balia degli eventi da un servizio d’ordine meno che mediocre. Non scema al punto che il gruppo Meridionalisti Democratici chiede alla commissione Vigilanza Rai di acquisire tutti i girati documentali della serata della finale nonché la formazione di una commissione autonoma che valuti tutti gli eventi. Una iniziativa che potete leggere a questo link.

Ciò che, però, lascia basiti è l’incapacità dei media, almeno di quelli che si autoproclamano liberi, di indagare a fondo i fatti, anticiparli, spiegarli. Si limita il mediocre cronista a raccontare, in maniera sbagliata, ciò che compiace il pubblico. La notizia è ridotta a prodotto. Non importa la sua efficacia, ma la sua capacità di attirare lo sguardo o il click in rete. Non importa che sia vera, ma basta che sia verosimile. Non è necessario informare, basta conformare e confortare. C’è ancora chi scrive di un inno infangato per i fatti precedenti la partita quando già era vivissimo, acquisito il diritto di giocare la finale, il dibattito nei social o nelle trasmissioni di settore sul “fischiare si, fischiare no”. A quasi una settimana, ancora, c’è una forte protezione mediatica sul gruppo del Trifoglio e ciò è maggiormente clamoroso in un paese che ha fatto dell’antifascismo un buon modo per fare carriera e successo. Tale incapacità di narrare, anche in forma minima, i fatti provoca deliranti e pericolose derive.

Il profilo facebook https://www.facebook.com/pages/Napoletani-infami-e-spie/264384270400222?fref=ts Napoletani Infami e spie ne è la dimostrazione. Protetto dall’anonimato, che dovrebbe immediatamente essere svelato dagli organi di Polizia preposti, qualcuno sta diffondendo foto e notizie sui testimoni dell’agguato a scopo intimidatorio. Reato gravissimo, comportamento mafioso, ma la mafiosità, per gli italiani, connota solo i comportamenti e la vita di una parte della finzione che chiamano nazione. A pensar male….. in un paese caratterizzato dalla strana alchimia tra ultradestra e servizi segreti, è legittimo il sospetto che qualcuno sta favorendo il clima per ulteriori fatti eclatanti volti a rintuzzare la presa di coscienza storica e sociologica dei meridionali? Che la nuova coscienza del sé (primo passo verso la libertà d’ogni schiavo) sia ritenuta da qualcuno un pericolo da arginare immediatamente e con ogni mezzo?

 Alessandro Cantelmo

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 8 Maggio 2014 e modificato l'ultima volta il 8 Maggio 2014

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