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LA SOLITA STORIA

La Juventus evita l’onta della curva vuota con lo stratagemma dei bambini: sul razzismo negli stadi, l’Italia del calcio ha nuovamente voltato la faccia

Sport | 16 Ottobre 2018

Nonostante la squalifica inflitta dal Giudice Sportivo per i cori di discriminazione territoriale intonati, lo scorso 29 settembre, nei confronti dei tifosi del Napoli, sabato pomeriggio contro il Genoa la Curva Sud dello Juventus Stadium di Torino non sarà vuota.

E’ di stasera, infatti, la decisione di FIGC e Lega Calcio di destinare il settore dell’impianto bianconero ad una delegazione di bambini, di età compresa tra i 7 e i 14 anni, provenienti dalle scuole calcio del Piemonte e della Valle d’Aosta. Si tratta di uno “stratagemma” già adoperato dalla stessa Juventus nel dicembre del 2013. Anche allora la squalifica si rese necessaria a seguito di cori razzisti e discriminatori, stavolta provenienti dal settore Curva Nord, rivolti dai tifosi bianconeri ai supporter partenopei e alla città di Napoli.

L’esperimento di riempire gli spalti con i bambini si rivelò però un tremendo flop, col Giudice Sportivo costretto a comminare un’ulteriore multa alla squadra torinese per le ingiurie rivolte dai suoi sostenitori in erba al portiere avversario. Insomma, un film già visto nuovamente rispolverato grazie all’ipocrisia e alla scarsa serietà dimostrata, per l’ennesima volta, dai vertici del calcio italiano.

Appena pochi giorni fa, avevamo accolto con soddisfazione e futura speranza il raddoppio della sanzione – seppur sospesa e da applicare in caso di recidiva – dopo che la società bianconera aveva addirittura presentato ricorso contro la prima decisione del Giudice Sportivo.

Quanto ne deriva non potrà che avvantaggiare esclusivamente il club della famiglia Agnelli, che potrà così nascondere alle telecamere e alle riprese televisive del mondo intero la vergogna di dover disputare un incontro di campionato con un intero spicchio di stadio vuoto a causa dell’intolleranza razzista dei propri tifosi.

A perdere, invece, saremo nuovamente tutti noi. Noi che, oggi, prendiamo definitivamente atto della totale assenza di volontà – nella governance calcistica italiana – di porre in essere qualsiasi reale e credibile azione volta a contrastare, con fermezza e serietà, fenomeni attuali come quello del razzismo e della discriminazione.

Tra l’altro così largamente diffusi negli stadi italiani, soprattutto in quello della Juventus.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 16 Ottobre 2018 e modificato l'ultima volta il 16 Ottobre 2018

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