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RECENSIONI RAZZISTE

Il Sole 24 ore resuscita Lombroso per parlare de “L’invisibile”, il libro su Caldoro

Libri, Razzismo | 7 Aprile 2015

invisibile

Che si stronchi un libro, ci può stare per carità. Non è che tutto quello che si pubblica debba piacere a tutti. Sul domenicale del Sole 24 ore però la recensione del “L’Invisibile” di Giuseppe Manzo e Ciro Pellegrino, libro che fa coraggiosamente le pulci a Stefano Caldoro (ma i due autori non sono nuovi a volumi a doppia firma, dove lanciano strali alla politica campana, senza alcun “condizionamento” politico) edito dalla Round Robin, va oltre.

Il critico, tal Andrea Di Consoli, concentra le sue osservazioni sulla campagna elettorale campana – dal momento che si vota tra un paio di mesi per il rinnovo della Regione – e sottolinea che a lui il libro non è piaciuto e che alla fine gli autori accuserebbero in fondo Caldoro di essere un moderato in mezzo a una massa di affaristi – poverino – e che nonostante le inchieste lui non solo non sarebbe mai stato coinvolto ma  che in fondo – e già, poca roba – Caldoro avrebbe fallito “SOLO” su sanità e trasporti. Consigliamo a Di Consoli un giro in un qualsiasi nosocomio campano o su un treno regionale…

Ad ogni modo, nella recensione, poche righe al veleno, arriva il giudizio sprezzante, non sul libro – che, ripetiamo, ci può stare pure – ma sul popolo campano. Testuale: “Nemmeno una parola, invece, sulla crisi finanziaria dell’ente regionale campano prima dell’arrivo di Caldoro e sul marasma antropologico del popolo campano tra i più anarchici d’Italia”.

sole 24 ore recensione razzista

Commentano i due autori, quasi all’unisono su fb: “Una recensione completamente negativa è legittima, il libro può non piacere e le critiche fanno sempre bene. Quello che non capiamo è, visto che ci accusa di “pregiudizio politico”, la gravità di questa frase: “marasma antropologico del popolo campano”. Beh, questo è un giudizio lombrosiano e razzista che rende vano anche voler argomentare una risposta alle critiche che ci vengono mosse”.

Siamo alle solite: per attaccare qualcuno, per giunta anche con un certo immotivato astio, si attacca a sproposito un intero popolo. Una cosa francamente inaccettabile, tanto più quando queste critiche arrivano dal giornale di Confindustria che certo non ha mai remato a favore della popolazione campana, per giunta in lotta da lungo tempo contro gli abusi di potere (basti pensare a fiume in piena e ai 150mila in piazza di un anno e mezzo fa e alle tante mobilitazioni di questi anni).

Ma le cose in questo paese non cambiano mai, soprattutto quando c’è da esprimere un giudizio sprezzante sui campani: della serie, “Lombroso è vivo e lotta insieme a loro”.

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 7 Aprile 2015 e modificato l'ultima volta il 7 Aprile 2015

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