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RECENSIONI SENZA TEMPO

L’imprefetta perfezione di “Tutto sarà perfetto” di Lorenzo Marone

Libri | 9 Gennaio 2020

La bellezza di essere liberi e di non rispondere a schemi significa anche poter scrivere recensioni fuori dai tempi di uscita dei libri.

E’ il caso di un libro meraviglioso, che ci ha colpiti nel profondo, uscito nel maggio dello scorso anno: si chiama “Tutto sarà perfetto” e l’autore è Lorenzo Marone.

Confessiamo il nostro peccato: questo è il primo libro di Marone che leggiamo. Non ci ha deluso per niente… “Tutto sarà perfetto” tocca tantissime corde delicate in modo sublime. Lo abbiamo trovato straordinario e per questo abbiamo deciso di scriverne: perché sinceramente per chi come noi è un lettore vorace e fagogitante è difficile innamorarsi di nuovo di uno scrittore e una scrittura. L’ultimo volta era stato con Alessio Forgione, con Napoli Mon Amour: ma un solo romanzo è ancora poco e siamo in trepidante attesa del secondo, Giovanissimi, che uscirà  il 23 gennaio per i tipi di NN, come il primo: editori milanesi brillantissimi e attenti ai nostri autori meridionali.

Marone invece è pubblicato da Feltrinelli. E’ già supernoto. Dai suoi libri Gianni Amelio ha tratto un film premiatissimo, La Tenerezza. E in veste di direttore artistico lo abbiamo incrociato più volte, in questi anni, seguendo come media partner quel miracolo di manifestazione che è “Ricomincio dai libri”, intervistandolo pure. Ma la sua scrittura fino a poco fa non l’avevamo avvicinata.

Per riparare, comprammo questo libro nell’ultima edizione di Ricomincio dai libri, che quest’anno è stata ospitata da Foqus ai Quartieri Spagnoli. Poi, come capita, è rimasto sul comodino in questi mesi. Così come è capitato, un giorno, di aprire la sua prima pagina e non lasciarlo fino alla fine….

“Tutto era perfetto” è la storia degli ultimi giorni di un rapporto complesso e distante tra un padre e un figlio. Libero Scotto, il padre, procidano fin dal cognome, è un uomo che come la maggioranza dei suoi concittadini, vive per mare, naviga. Il mare mette distanza tra la sua anima inquieta, la sua isola e la sua famiglia. Quando la moglie morirà lasciandolo solo con due bambini, lascerà Procida per Napoli. Il libro si svolge negli ultimi giorni della sua vita, quando Andrea, suo figlio, un fotografo peter pan quarantenne e dalla fama di scapestrato – soprattutto per il padre – è costretto ad accurdirlo per la partenza della sorella Marina, posatissima e responsabile quanto lui non è mai stato. E sarà una resa dei conti poetica, amara, tenera.

Il libro si svolge in un fine settimana dove Andrea si fa convincere da Libero a trasgredire a ogni regola di Marina, dai divieto di mangiare fritti al fumare: ma soprattutto a tornare a Procida, con tanto di cane pazzo Tannen, un bassotto terribile che ringhia anche quando dorme.

E’ un ritorno commovente su un isola che chi scrive ama e vive da anni come una seconda casa… (e dunque per questo questo libro ci ha colpiti ancora di più: è chiaro che anche Marone ha un legame solido con Procida!).

Procida è la natura che ti frega, ti avvolge, ti cattura, sono gli anni 70 che non passano mai, è la Corricella che invoca poesia, sono i faraglioni tra Ciraccio e Chiaiolella, imponenti e testimoni di falò notturni. Struggente, dunque, ambientare qui questa resa dei conti: qui dove al storia dei due è iniziata…

“E proprio in mezzo a quei contrasti, in quell’imperfetta perfezione che riporta a galla ferite non rimarginate ma anche ricordi di infinita dolcezza, cullato dalla brezza che profuma di limoni, capperi e ginestre e dal brontolio familiare della vecchia Dyane della madre, Andrea trova finalmente il suo equilibrio” si riassume nella descrizione del libro. Ma per trovarlo, questo equilibrio, dovete leggere queste 297 pagine di poesia scanzonata, anche ironica, autoironica, delicata al punto che qualcuno non ha esistato a paragonarlo a Troisi…

“Tutto sarà perfetto” è un libro bellissimo, che racconta l’ultimo passaggio degli eterni adolescenti all’età adultà, determinato dal saluto finale di un genitore che ci lascia: una resa dei conti con se stessi e le ferite che anche inconsapevolmente ci infliggono le umane debolezze di madri e padri. Quanto è universale quell’inversione di ruoli che per tutti arriva alla fine della vita di un genitore?

La potenza con cui Marone lo racconta, la delicatezza, l’amore… ci hanno fatto venire voglia di leggere ogni suo libro, da oggi. Una cosa questa che non ci capitava da quando eravamo ragazzine e leggemmo Erri de Luca, Non ora non qui, la prima volta. E dopo tutti gli altri, letti d’un fiato. Come accadrà stavolta con Marone…

Grazie Lorenzo, ci hai fatto ringiovanire e riscoprire la bellezza della scrittura, attraverso temi intimi ma universali.

Leggetelo. Lo amerete e vi commuoverà. Che è più di quanto si possa chiedere a un romanzo.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 9 Gennaio 2020 e modificato l'ultima volta il 22 Gennaio 2020

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