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lunedì 1 giugno 2020
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REFERENDUM COSTITUZIONALE

Applichiamo la Costituzione e votiamo NO contro la deriva autoritaria di Renzi

Speciale Referendum | 1 Dicembre 2016

vignetta alex referendum

Un NO contro una riforma che riduce gli spazi di democrazia e il peso degli elettori. Un NO contro una riforma che non riduce affatto i costi della politica (pagheremo i viaggi dei senatori a Roma); non abolisce il senato ma all’opposto crea una supercasta di intoccabili non eletti dai cittadini; con il premierato assoluto ci espone al rischio di una deriva autoritaria, mette una pietra tombale sulla già ridotta sovranità popolare (i cittadini eleggeranno candidati blindati) e il cui fine ultimo è ridurre i diritti e asservire il paese alle logiche del mercato, è anche e “soprattutto” un voto “contro” questo governo.

Contro questo governo di nominati, contro questa classe politica mediocre ed incapace di risolvere i problemi strutturali che, oggi più che mai, attanagliano il nostro paese, primi fra tutti disoccupazione e povertà, ma allo stesso tempo abilissima a realizzare riforme a dir poco abominevoli come il Jobs’ Act, lo “Sbloccaitalia” e ultima e non ultima la “Buona Scuola”.

Da giornalista, credo sia doveroso fare innanzitutto un’analisi sul modo in cui è stata gestita in questi mesi la campagna referendaria dal punto di vista mediatico.

Ci troviamo di fronte a una vera e propria “macchina da guerra”, siamo protagonisti, nostro malgrado, di un futuristico film Luce perché il governo (oltre ad avere speso una cifra esorbitante per la campagna), ha dalla sua parte quasi tutte le reti televisive, la quasi totalità della carta stampata e finanche i social network e non ha esitato a mettere in campo le ragioni più strumentali e “surreali” per convincere i cittadini che BASTA UN NO per far sprofondare il paese nel baratro.

Eccone un elenco:
Si torna indietro di 30 anni.
É peggio della Brexit.
Andranno al governo Grillo, Berlusconi, Salvini, Meloni.
E, ultima e non ultima, è arrivata la minaccia del fallimento delle banche oltre che il monito dell’OCSE.

Si continuano poi a fare promesse “inenarrabili” pur di garantirsi la vittoria al Referendum: dal Ponte sullo Stretto fino all’annuncio che la famiglia Riva elargirà oltre un miliardo di euro per la bonifica di Taranto da parte dell’Ilva: peccato che quei soldi siano sequestrati in Svizzera e verranno svincolati solo a fine processo.
Si continuano, altresì, a fare annunci eclatanti che non devono fare altro che accattivarsi una certa parte dell’elettorato (vedi ieri il rinnovo del contratto del pubblico impiego).
Si sono, inoltre, incassati gli endorsement ad orologeria dell’ambasciatore Usa Phillips, di Barack Obama, del Ministro dell’Interno tedesco Thomas De Maizière, della Fornero, di Sergio Marchionne e di numerosi Vip fra cui il notissimo trio canoro Il Volo (questo ovviamente è sarcasmo!).

Da docente, voglio far notare invece l’analogia tra la Riforma Costituzionale e quella della Scuola: come la Riforma Costituzionale rottama e distrugge la Carta costituzionale, così la riforma della scuola rottama ed annienta definitivamente la scuola pubblica in nome degli interessi della finanza.
In questo già la Legge 107, denominata buona scuola ma che di buono ha veramente ben poco, è riuscita egregiamente, consentendo ai dirigenti scolastici di ampliare a dismisura il loro potere decisionale rispetto alle prerogative del Collegio Docenti (un pò quello che accadrebbe con il potere quasi illimitato concesso al Premier se passasse il sĺ alla riforma costituzionale).
Riforma che ha introdotto la chiamata diretta clientelare degli insegnanti, il bonus premiale per comprare i docenti e che con l’alternanza scuola-lavoro ha legalizzato lo sfruttamento del lavoro minorile.

Per concludere, credo sia importante ribadire che queste riforme dal Jobs Act, alla Riforma della Scuola e della Costituzione fanno parte di un disegno più ampio voluto fortemente dalla finanza, dagli Usa, dalla Ue e dai mercati e questo perché le Carte costituzionali sono, ormai, solo un impiccio alla distruzione dei diritti sociali faticosamente conquistati.
La nostra Costituzione, nata dall’antifascismo, perciò non ha bisogno di essere stravolta ma soltanto applicata e senza di essa si faranno leggi impopolari.

Monica Capo

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 1 Dicembre 2016 e modificato l'ultima volta il 1 Dicembre 2016

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