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REFERENDUM COSTITUZIONALE

L’onnipresenza di Renzi e la comunicazione tossica offerta dalle tv italiane

Speciale Referendum | 26 Ottobre 2016

vignetta alex referendum

Una cosa possiamo affermarla senza paura di essere smentiti neanche dai sostenitori del Sì: speriamo che arrivi presto il 4 dicembre così smetteremo di vedere Renzi ovunque!

Ogni talk, ogni trasmissione anche quelle sportive, ha ospitato nelle ultime settimane il faccione del presidente del consiglio che, alla ricerca disperata di voti monopolizza

le tv, non solo quella pubblica, le radio e persino le strade, invase da centinaia di 6X3.

Il presidente Renzi però, oltre che una evidente difficoltà nel gestire il confronto, e di questo eravamo consapevoli sin dai tempi delle solitarie dirette facebook,  ha l’abitudine ai proclami shock.

Dopo il rilancio dell’idea  “ponte sullo stretto” negli ultimi giorni siamo passati all’abolizione di Equitalia!

L’altro ieri Renzi ospite dell’Annunziata se ne è uscito con un: “Cucù Equitalia non c’è più” affermando che Equitalia a partire dal prossimo luglio non esisterà più.

La domanda che subito ci poniamo non è se sia vero oppure no che Equitalia e le sue nefandezze spariranno, già conosciamo la risposta: NO, quello che però ci lascia puntualmente basiti è la becera strategia comunicativa utilizzata da Renzi.

Nell’ultimo mese lo abbiamo visto a confronto con il giornalista Marco Travaglio nella trasmissione di Lilli Gruber, orbene per quanto fosse di fronte ad un giornalista tra i più preparati che riesce a fare della sua faziosità perfino una qualità positiva, è comunque un giornalista molto schierato ed inviso a una certa parte di pubblico, soprattutto quello che guarda il programma della giornalista:

Vita facile per Renzi dunque nel farlo apparire antipatico e quindi meno ascoltato.

Qualche giorno dopo era da Mentana in un faccia a faccia con Zagrebelsky. Anche qui nella teoria non c’era confronto e il nostro bullo fiorentino ne sarebbe uscito con le “ossa rotte” se solo l’illustre costituzionalista avesse avuto in dote la percezione dei tempi televisivi!

Ecco dunque che l’assurda lentezza del Professor Zagrebelsky ha certamente messo in difficoltà gran parte del pubblico che da casa faceva fatica a seguire la discussione.

Ancora qualche giorno e Renzi invia la Boschi sempre dalla Gruber in un confronto con Salvini.

Salvini!?!

E allora giù di battutine e faccette strane senza entrare nel merito della questione referendum.

Di esempi potremmo farne ancora e ancora e quello che ne ricaviamo è sempre la stessa sensazione di disagio rispetto ad una narrazione che avviene sempre a senso unico, sempre favorendo il più forte.

E se dai confronti televisivi passiamo agli spot la situazione peggiora, semmai fosse possibile, fino a raggiungere la soglia del ridicolo.

In una nota diramata dalla Rai la scorsa settimana e riportata dal Sole 24 Ore, si affermava che i tempi sia di “parola” che di “notizia” destinati alle due parti, Si e No, erano in perfetto equilibrio.

Peccato però che manchi del tutto una comunicazione istituzionale in merito allo svolgimento del referendum, un programma di informazione vera che possa spiegare ai cittadini cosa nella sostanza cambia con il voto e soprattutto che si metta in onda uno spot come quello della Rai sul referendum che palesemente si schiera con il Si.

Insomma una informazione schierata, monca o meglio una non informazione che mira a lasciare tutti nella confusione più totale.

Dobbiamo davvero riconoscere che i 400mila euro dati a Jim Messina sono stati uno spreco! Con delle tv e dei giornali così asserviti non c’era bisogno di sprecare tutti sti soldini caro Matteo!

Simona Sieno

 

 

 

 

Un articolo di Simona Sieno pubblicato il 26 Ottobre 2016 e modificato l'ultima volta il 26 Ottobre 2016

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