fbpx
domenica 20 settembre 2020
Logo Identità Insorgenti

REGALI ANTIRAZZISTI

A Natale donate un libro. Magari scegliendone uno scritto da qualcuno di noi

Libri | 22 Dicembre 2019

“A Natale facciamo una bella azione Antifascista e Antirazzista: regaliamo libri”. Come dice Francesco Paolo Oreste, storico e “antico” collaboratore di queste pagine, ho pensato allora di proporvi alcuni titoli, quelli dei “nostri” libri: troverte temi compositi, anche molto diversi tra loro, che in qualche modo ci raccontano e vi dicono chi siamo. Dal giallo al saggio su Napoli, dalla fiaba al libro sui migranti, dai racconti alla narrativa umoristica… 

Tra i tanti consigli per gli acquisti di cui vi bombardano in queste settimane – in queste ore frenetiche in cui molti vivono la drammatica e sconfortante corsa al regalo last minute – eccovi titoli e trame dei libri scritti dalle persone di questo collettivo /giornale, Identità Insorgenti, composto da giornalisti e scrittori e semplicemente persone “affini” che hanno in comune l’amore per la propria terra, il Sud e la propria città del sud dove vivono o – purtroppo – dove vorrebbe tornare. Sono i libri di Antonio Corradini, Maurizio Zaccone, Barbara Mileto, Sofia de Curtis, Francesco Paolo Busco, Rocco Pezzullo, Gianluca Corradini, Alexandra Romano, dell’editore Vincenzo D’Amico. E anche dello stesso Francesco Paolo Oreste… 

In ordine rigorosamente sparso, fatevi questo regalo, con un libro scritto da qualcuno di noi: un gruppo di persone che ogni giorno provano a offrirvi narrazioni “altre”, solo per l’urgenza di narrare… buone feste e soprattutto un 2020 radioso – e pieno di buone letture – a voi… (Lucilla Parlato)

Francesco Paolo Oreste – L’ignoranza dei numeri. Storia di molti delitti e di poche pene

 

Quello che vi proponiamo è un ordine talmente sparso che iniziamo proprio da Francesco Paolo Oreste, uno dei primi collaboratori di questo giornale. Francesco è un poliziotto. Ebbene si. Per noi si occupava di poesia, di anima e di identità… da Pino Daniele in giù… Ora, se tutti i poliziotti fossero come Francesco, forse chi scrive crederebbe di nuovo, come nella fanciullezza inconsapevole, alla parola Italia e rivaluterebbe il concetto, ormai smarrito, di Stato.

Ad ogni modo, col solido retaggio di chi ha frequentato il liceo scientifico, vi suggeriamo “L’ignoranza dei numeri” perché tra tanti commissari della letteratura, anche napulegna, siamo certi che vi legherete in modo speciale al sensibile Romeo Giulietti, commissario dal nome shakesperiano, che legge poesie ed ama senza vergognarsene, che si muove con lucida onestà nei meandri di Napoli, tra la monnezza e l’amarezza di chi ama questo mare, per indagare su una delle tante anime perse di questa città. Noi, ma è un fatto soggettivo, a questo Romeo, diamo le sembianze fisiche di Francesco. Oggettivo invece, il fatto che, sia lo scrittore che il suo personaggio, siano entrambi schierati dalla parte dell’umanità. Anche per questo ci piaceva cominciare questa carrellata proprio dal suo libro, che ha una sentita prefazione di Erri De Luca.

Descrizione: L’ispettore Romeo Giulietti è un uomo di speranze, è uno che crede nelle parole, più che nei numeri, e nei miracoli, perché gli è capitato di vederne qualcuno. La sua casa è il suo rifugio dove spesso sogna. Sogna frammenti della vita degli altri. I loro amori, le loro miserie, i loro dolori gli cadono dentro quando chiude gli occhi, quando il sonno dovrebbe essere ristoro e invece si trasforma in un valzer di immagini e parole da cui Giulietti cerca di trarre una soluzione, una spiegazione, un abbozzo di verità. Combattuto tra la legge che ha giurato di servire e la giustizia cui profondamente anela, tra l’amore impossibile per Rebecca, che lo ha lasciato e a cui non ha mai smesso di pensare, e le indagini da portare avanti, Giulietti trova conforto nel pragmatismo tagliente del suo fido assistente Michele, detto appunto ‘a polemica, nei libri dei suoi autori preferiti, che sfoglia ogni volta che ha bisogno di trovare risposte, nella contemplazione di quel mare – il suo mare – che, silenzioso e onnisciente, è il solo (forse) in grado di restituirgli il vero senso delle cose. Così, in una Napoli sommersa dai rifiuti, l’ispettore si schiera dalla parte di un’umanità piccola piccola che lotta per sopravvivere. Per questo quando viene brutalmente assassinato Tatore ‘o Scarrafone, che vive di furti e di espedienti, Giulietti vuole a tutti i costi scoprire la verità. 

Maurizio Zaccone – Sputtanapoli. La narrazione viziata di Napoli tra pregiudizi, bufale e luoghi comuni

Maurizio Zaccone è una penna eccellente della quale ci siamo letteralmente innamorati qualche anno fa. Una penna affine a quelle taglienti che fanno parte di questa redazione-collettivo, ma ancora più raffinata. Soprattutto, Maurizio una persona per bene, onesta, leale, modesta e assolutamente non narcisista. Il che in questo mondo del giornalismo, soprattutto sportivo, è qualità rarissima e apprezzabile. Con lui un confronto che va avanti da 3 anni di cui questo libro, inevitabilmente, porta una forte traccia, che però va oltre, diventando questo “Sputtanapoli” un vero e proprio manuale delle narrazioni tossiche di questa città.

Sputtanapoli. La narrazione viziata di Napoli tra pregiudizi, bufale e luoghi comuni (Edizioni Mea) dovrebbe collocarsi quale pietra miliare nelle librerie di chiunque perché racconta di questa epoca in cui la città ha iniziato a prendere coscienza di essere, sotto attacco del mainstream. Maurizio coniuga lo Sputtanapoli – dividendo le vicende in capitoli –  spalmandolo sui temi di sempre: quelli storici (smontando gli aggettivi: “sporchi, colerosi e terremotati”), quelli provocati dai media (Cruciani, Feltri, Lucarelli: tre nomi che massacra con la sua naturale eleganza), quelli nel campo sportivo (eterni e su cui è ferratissimo) e quelli storici… un gioiello, per me, la postfazione sull’orgoglio dimenticato: una vera e propria rivendicazione di identità. Con tanto di citazione di Viviani: “Dobbiamo vivere da garzoni e siamo maestri”. Per ricordarci che essere napoletani ha molti, moltissimi motivi d’orgoglio. Tra cui, per quanto ci riguarda, uno è proprio Maurizio Zaccone.

Descrizione – Un viaggio nella narrazione viziata e stereotipata di Napoli attraverso articoli ed episodi di cronaca degli ultimi tempi raccontati dai media, con uno sguardo alla storia anche meno recente. Ogni paragrafo è un’occasione per chiarire, bilanciare e rispondere a quella che spesso si rivela una cronaca falsata o esasperata della città. Non mancano approfondimenti specifici su secolari luoghi comuni e uno sguardo al passato per comprendere meglio il presente e le ragioni di questa malevole narrazione.

Francesco Paolo Busco – Napoli a piedi

Francesco Paolo Busco è un ingegnere, emigrato in Olanda e poi tornato a Napoli. Un altro emigrante “di ritorno” del nostro gruppo. Un giorno mi contattò per propormi di raccontare l’utilità e la bellezza delle scale di Napoli, sulle quali si sarebbe lanciato, percorrendole tutte, armato solo della macchina fotografica e della voglia di raccontarle, per invitare i napoletani a scoprire percorsi alternativi e veloci. E così, in dieci passeggiate, Francesco ha percorso le principali discese della città, con cronometro alla mano. Busco è un camminatore, meditatore, ricercatore di fonti reali, curioso e anche rigoroso. E’ stato, quello delle passeggiate, l’inizio di una bella storia condivisa, proseguita sulle tracce poi di alcuni grandi che hanno attraversato le nostre strade, da Leopardi a Caccioppoli. Ma da quelle passeggiate – la prossima la faremo sulle orme di Vincenzo Gemito il 28 dicembre per chiudere l’anno in pura bellezza – sono diventate un libro di successo di una casa editrice coraggiosa quanto lui: la Homo Scrivens. Un viaggio, questo “Napoli a piedi”, che non vuole essere una guida ma un invito alla scoperta e riscoperta delle strade meno battute di questa città.

Descrizione: Le guide insolite di Homo Scrivens: Napoli in dieci itinerari lungo le antiche scale e strade poco comuni. Napoli è una città “raccolta”, tra le colline e il mare, con strade strette, pessima per le auto, perfetta per chi ha voglia di muoversi a piedi. In questa guida innovativa alla città, ci muoveremo dalla Pedamentina a San Martino, lungo il Petraio, Calata San Francesco, Salita Cacciottoli, Cupa Vecchia, il Moiariello, vico Paradisiello e poi da Capodimonte al mare della Gaiola, per girare a piedi la città da un capo all’altro. Dieci percorsi per una ragnatela di scorciatoie, per percorrere la città in tempi brevi, immersi in aree di silenzio, lontani dal traffico dei veicoli a motore. Francesco Paolo Busco, scrive e fotografa per la testata on-line “Identità Insorgenti”. Dopo alcuni anni da ingegnere in Olanda, ha deciso di tornare in Italia e nella sua città di origine: Napoli.

Sabrina Cozzolino (Sofia de Curtis) – Diario di una Piccola Vrenzola

In “arte” (e sui social) è Sofia de Curtis. Nella realtà è Sabrina Cozzolino. E vi garantisco che apparentemente personaggio e persona potrebbero sembrare due opposti. In realtà attraverso l’espediente del nickname, Sabrina da voce alla vrenzola, personaggio trash che qui viene in qualche modo nobilitato.  Ilary Caccavella, la protagonista di “Diario di una piccola vrenzola”, altro libro edito da Homo Scrivens, è infatti una vrenzola ribelle, che coltiva la speranza di migliorare il suo futuro.

Dalla scrittura di Sabrina, insegnante nei quartieri popolari di Napoli, di quelle che ti lasciano per sempre una traccia, emerge l’amore, la tenerezza e la comprensione per questa figura. Ve lo berrete in poche ore, perché si fa leggere, fa ridere – in alcuni passaggi a voce alta! – ma fa anche riflettere. Appassionata cultrice di Pino Daniele e Massimo Troisi, Sabrina ha un legame forte con l’identità della città – basti pensare allo pseudonimo scelto – che trasmette anche ai suoi alunni e che trapela in ogni parola di questo piccolo divertente volume che è divertente fino alle ultime pagine, che sono “Il vrenzolario”, ovvero un vocabolario con traduzione in “vrenzolese” di una serie di parole in lingua napoletana contenute nel libro.

Descrizione – Ilary Caccavella, “vrenzola” quattordicenne napoletana, vive in un quartiere popolare la sua vita da adolescente, fatta di primi amori travagliati, uscite con le amiche e le immancabili discussioni in famiglia. Ilary, però, è una vrenzola atipica, perché ne utilizza il linguaggio, ma allo stesso tempo non vuole omologarsi alle sue coetanee, decisa a costruirsi un futuro andando all’Istituto “Abbegghiero” per coronare il sogno di diventare una “Masta Scef”. In un diario segreto confida le proprie emozioni, una vera e propria cura dall’effetto catartico, o come dice lei, dall’effetto catarro”.

D’Amico editore –  “La notte de Piedigrotta azzoè lo filantropo de la Pignasecca” di Giacomo Marulli e “Cosimo Giordano e la sua banda” di Francesco Mastriani

Nel nostro gruppo c’è anche un editore: Vincenzo D’Amico. Un editore coraggiosissimo, attento alla storia e all’identità del Sud. Un editore che recupera pezzi smarriti di noi.  E anche un collezionista di volumi d’epoca, inclusi giornali, di cui ogni tanto ci ha trascritto qualche “chicca”, regalando a questo giornale e ai suoi lettori dei pezzi di storia autentici e inediti, preziosissimi e di rara bellezza.

“La biblioteca ideale a cui tendo è quella che gravita verso il fuori, verso i libri “apocrifi”, nel senso etimologico della parola, cioè i libri “nascosti”. La letteratura è ricerca del libro nascosto lontano, che cambia il valore dei libri noti, è la tensione verso il nuovo testo apocrifo da ritrovare o da inventare.” diceva Italo Calvino. E la D’Amico Editore è sorta proprio con questa filosofia, impressa da Vincenzo: proporsi come una “bottega dell’editore” all’antica, valorizzando quelli che erano i caratteri originari di questa nobile professione. Un luogo, cioè, dove autori, committenti e lettori si ritrovavano per trasformare in realtà editoriale i sogni, i progetti, le storie di vita vissuta, gli studi accademici, i reportage fotografici e molto altro ancora. Sempre con una precisa missione: la qualità dei volumi e dei relativi contenuti. I libri, quali veicoli di sapere e conoscenza, sono come solide costruzioni: durano per sempre. Ed è per questo che Vincenzo mette quotidianamente tutto il suo impegno, la sua esperienza e tantissima passione su ogni edizione che realizza. Per questo “speciale” sui nostri autori, dunque, ci ha proposto due titoli dei quali va molto orgoglioso:”La notte de Piedigrotta azzoè lo filantropo de la Pignasecca” di Giacomo Marulli e “Cosimo Giordano e la sua banda” del grandissimo e oggi troppo trascurato Francesco Mastriani.

Descrizione – La lingua napoletana è nota in tutto il mondo per le canzoni e le poesie. Ma non sono mancati i romanzi redatti in napoletano. Vi proponiamo La Notte de Piedigrotta di Giacomo Marulli, poeta e drammaturgo. Il libro narra le disavventure di un fratello e di una sorella nella Napoli di metà Ottocento. Tradimenti e gesti di grande generosità sono il filo conduttore di una storia ambientata nella Napoli popolare d’allora. Un viaggio anche in luoghi ormai scomparsi, ad esempio il teatro Sebeto, attraverso una lingua arcaica ma perfettamente comprensibile anche ai non napoletani.

Descrizione – “Cosimo Giordano e la sua banda. Episodi del brigantaggio del 1861” invece è un volume che porta la prestigiosa firma di Francesco Mastriani: anche il grande scrittore si è occupato di brigantaggio nella sua lunga e prolifica carriera letteraria. Questo romanzo apparso sul “Roma” a puntate nel 1886 non era mai stato raccolto in volume. In esso Mastriani prendendo spunto dal processo al celebre brigante Cosimo Giordano che si era tenuto qualche anno prima, parla del brigantaggio e delle sue cause. Il romanziere napoletano riteneva il brigantaggio un fenomeno sociale, pertanto auspicava una distribuzione della ricchezza meno squilibrata e una maggiore equità sociale per avere una società pacificata.

I volumi possono essere acquistati on line sul sito della D’Amico editore

Barbara Mileto – Imperial 290

Barbara Mileto è un ex avvocato che ha mollato tutto per l’arte e la libertà: la scrittura e la fotografia sono le sue vocazioni. Ha un animo sensibile e molto mediterraneo. L’abbiamo incontrata due anni fa, durante una bella iniziativa svoltasi nei Magazzini Fotografici di Yvonne De Rosa, all’Anticaglia, dove presentava il suo primo libro. Lei, catanese, ha un padre nato a Napoli che le ha insegnato tutto su di noi. Insieme a lei, Federico Hermann e a Eddy Ferro, abbiamo dato vita l’anno scorso a “Sotto un altro vulcano”, il nostro documentario autoprodotto sulla festa di Sant’Agata a Catania che,  in Italia, è la festa più importante della cristianità e nel mondo la terza. Con Barbara, poi, condividiamo questo fatalismo allegro che unisce napoletani e catanesi, enormemente attaccati alle radici, vitali come vulcani e autoironici. Barbara, con garbo e passione, racconta di grandi artigiani e piccoli imprenditori della sua terra sulle pagine di Identità Insorgenti. Invece nei suoi libri ama raccontare fiabe, che i bambini – per i quali tiene affollatissimi corsi di scrittura creativa, adorano. E non solo loro. In questo Imperial 290, edito da una casa editrice siciliana e innovativa quale la Splen Edizioni, ci racconta una storia adatta a tutti, dove il protagonista è un pianoforte. E la sua storia lungo un secolo. Barbara è una donna che sa ancora sognare e far sognare.

Descrizione –  “Un pianoforte a coda tra i più grandi al mondo abbandonato sulla spiaggia dell’East River, di fronte al ponte di

Brooklyn.

Comincia così una storia lunga un secolo alla scoperta delle emozioni umane in cui il protagonista – il leggendario Imperial 290 – diviene voce narrante e racconta della musica e della vita di chi lo ha suonato… e non solo.

Antonio Corradini – Dieci strani sogni

Da maggio 2019 la famiglia di Identità Insorgenti si è allargata, “inglobando” i ragazzi de “Il Vaporetto” quotidiano on line assorbito dalla nostra squadra: sono stati mesi intensi, ricchi di idee e costruttivi per tutti: un matrimonio riuscito.  Il primo libro che vi propongo degli “ex Vaporetto”, oggi pezzi fondamentali di Identità Insorgenti, è firmato da Antonio Corradini. Questo ragazzo, giovanissimo e talentuoso, umile quanto rigoroso, che ha subito dimostrato di saper svolgere alla perfezione il compito di caporedattore, affiancandomi ogni giorno – insieme a Luciano Troiano e Drusiana Vetrano – nella “macchina” del giornale e nei contenuti, ha anche scritto un libro di racconti. Cosa che ho scoperto da pochissimo. Qui Antonio si propone in veste di “narratore di sogni”. Che poi è un po’ quello che facciamo ogni giorno, insieme, quando pensiamo al modo migliore per poter offrire pezzi di storia di Napoli o del Sud, quando ci confrontiamo nel quotidiano.

Descrizione – Le storie raccontate in questa raccolta hanno una gestazione lunga e vengono alla luce un po’ alla volta. Talvolta provengono dai recessi della mente, richiamati dalla memoria come farebbe il piu abile scaffalista, altre volte vengono fuori dai sogni (o dagli incubi), altre ancora spuntano senza preavviso e da sole prendono vita su un foglio bianco.

Rocco Pezzullo – Quel migrante di Dio

Anche Rocco Pezzullo proviene dal Vaporetto. Ma io lo conoscevo già, grazie ad Antonio Corradini – che mi segnalava i suoi pezzi più belli, e ai suoi estimatori esterni al nostro collettivo: per il suo impegno in vari campi. E’ un ragazzo che vive nel sociale, molto empatico e sensibile, capace sempre – nella sua narrazione – di scovare la bellezza che resiste e di rivelarla a chi lo legge. E del resto la prefazione di Alex Zanotelli a questo libro curato con Ena Serra, dà già la misura di chi è Rocco, ragazzo semplice e pulito, legato da sempre al mondo dell’associazionismo e del volontariato, per giunta insegnante, anche lui di quelli che ti lasciano per sempre una traccia.

Descrizione“Quel migrante di Dio” è il titolo del libro pubblicato dalla Caritas Diocesana di Aversa con il patrocinio della Fondazione Migrantes – curato da Rocco Pezzullo e arricchito dal progetto fotografico di Ena Serra.

Il testo si propone di attualizzare la “Storia della Salvezza” evidenziando come il fenomeno delle migrazioni, a partire dalla vicenda di Abramo, ne caratterizzi l’essenza e lo sviluppo: l’apertura allo straniero è sempre stato lo stile attraverso cui Dio ha scelto di manifestarsi.

Così, le storie di Ibrahim, Muhammed, Irene, Salvatore, Myriam, donne e uomini che, ancora oggi, abitano la casa di accoglienza della Caritas di Aversa “Gratis Accepistis”, diventano un luogo teologico e le loro storie, scritte tutte nella forma della prima persona singolare, vogliono aiutare il lettore ad entrare in empatia con i protagonisti, a guardare da vicino le travagliate vicissitudini che hanno caratterizzato la loro vita e, in questo modo, provare a vivere il passaggio da un “io” al “noi”.

Le tematiche dell’accoglienza dello straniero, della tratta degli esseri umani e della piaga della prostituzione emerse nella prima parte del volume, sono analizzate, nella seconda parte, da alcuni studiosi ed esperti (don Salvatore Purcaro, don Bartolomeo Puca, dott. Domenico Airoma, dott. Antonio Mattone e Antonio Corradini) i quali hanno scelto di mettere a disposizione le loro conoscenze ed esperienze per fornire al lettore la possibilità di ampliare gli orizzonti della riflessione.

I proventi derivati dalla vendita del libro saranno devoluti a favore dell’opera della Caritas Diocesana di Aversa, in particolare delle attività legate alla casa di accoglienza “Gratis Accepistis”

Gianluca Corradini – La gabbia

Gianluca Corradini, sempre dal Vaporetto, emigrato al Nord, è un giovane dagli interessi variegati, che vanno oltre la scrittura. Uno spirito libero e fantasioso. In questo libro non c’è però la musa ricorrente nella sua narrazione, Napoli.  Il tema del suo romanzo è il carcere, metafora in questo “La gabbia”, edito da Lfa Publisher, delle gabbie in cui tutti ci rinchiudiamo o siamo rinchiusi, con ritmi decisi da altri. Un libro che porta anche a una riflessione sulla perdita di identità.

Descrizione – Stan è stato appena arrestato. Confuso e disorientato, inizia a prendere coscienza di quella che sarà la sua vita da quel momento in poi. Studia i suoi compagni di cella, osserva la presa di potere delle guardie chiedendosi come poter andare avanti in maniera normale, ed entrando in un luogo nel quale ogni concetto prestabilito perde il suo valore. Resetta ciò che rimane della sua vita passata per inserirsi nel nuovo habitat, come se non potesse esistere nient’altro di diverso dal carcere. Solo una voce, saggia, prova ad indicargli come fosse un enigma, la verità che si nasconde dietro il suono cupo prodotto dall’acciaio nel momento in cui la cella si chiude per sempre alle spalle dei reietti.

Tutto è incentrato sulla vita grigia e asettica dietro le sbarre. Una vita, fatta di ritmi decisi da altri, di ore d’aria irrespirabile e silenzi che sanno essere assordanti. Una vita imposta che non è poi tanto diversa dalla spersonalizzante routine nella quale spesso si sceglie di vivere anche da uomini liberi.

Nel carcere il tempo perde consistenza cambiando forma, ed il perché della detenzione diventa un dettaglio irrilevante. Si fa spazio la prigione, come una gabbia mentale in cui si perde la propria identità, ed i ruoli si amplificano nel loro senso di potere; dove la lucidità e la consapevolezza si sgretolano come un muro scosso da un terremoto.

Alexandra Romano – Zaffiro, il richiamo Ventusmarin 

Infine la più giovane di tutti. Appena 20 anni. Un paio d’anni fa incontrammo Alexandra, allora diciottenne, durante “Ricomincio dai libri”, la fiera “dal basso” del libro, di cui siamo media partner da 3 anni. Allora presentava un altro libro, quello del suo esordio. Ci piacque subito. Anche se qui la leggete poco, ha sempre voluto rimanere legata al collettivo di Identità Insorgenti e alla nostra vita quotidiana nel luogo virtuale che condividiamo tutti i giorni.  Del resto la sua vocazione è letteraria soprattutto. E questa sua vocazione la conduce in giro per la Penisola ad assorbire e raccontare storie piene di mistero come quella di questo ultimo suo lavoro, Zaffiro, il richiamo Ventusmarin

Descrizione – Anche dietro a un’apparente e semplice routine può celarsi il più profondo dei misteri. Talvolta, gli stereotipi sono dei veli che sanno camuffarci a perfezione per stare al mondo, ma non bisogna tralasciare neanche il più minuscolo dei dettagli. Uno sguardo, una mera sensazione, e tutto può cambiare, perché la persona più limpida, in realtà, può essere la più ambigua. È un po’ quello che succede a Ginevra che, sin da bambina, si pone sempre le stesse domande, senza riuscire a rispondersi, ogni volta che trasmigra verso un luogo atipico. Un continente dove è forte l’eco di voci provenienti dal mare, dove la spiaggia è ricoperta di cristalli di ghiaccio ed è assente ogni traccia della specie umana. Forse ciò che vede non è un caso? Forse qualcuno sta cercando di comunicarle qualcosa? Una spiacevole sorpresa ne sarà la conferma e il primo passo che le consentirà di fare luce sul suo mistero, ma forse… era meglio non sapere. Proprio mentre Ginevra comincia ad essere perseguitata da un uomo oscuro, senza volto, l’incontro apparentemente casuale con un ragazzo diventa una coincidenza frequente nei momenti più incredibili. L’improvvisa scoperta dell’identità del padre sarà solo la punta di un iceberg che cela un altro groviglio di misteri, o forse… l’ipotetica chiave di lettura del suo segreto.

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 22 Dicembre 2019 e modificato l'ultima volta il 22 Dicembre 2019

Articoli correlati

Libri | 18 Settembre 2020

EDIZIONE LIMITATA

Langella ripubblica gli Altarini della Serao con le foto di Sergio Siano

Libri | 15 Settembre 2020

RIEDIZIONI

Riscoprire Marotta. La Polidoro ripubblica: “San Gennaro non dice mai no”

Libri | 24 Luglio 2020

RISTAMPE

Se Troisi non fosse mai morto: torna il romanzo di Anna Pavignano, sua compagna e sceneggiatrice

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi