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REGIONE SICILIA

Referendum no Triv, Crocetta e company votano contro

Ambiente, Battaglie | 27 Settembre 2015

Crocetta

Più si va avanti nelle votazioni dei consigli regionali più viene confermato il dato: la Regione Siciliana rimane l’unica ad aver votato contro la richiesta d’adesione al referendum abrogativo che, sostanzialmente, potrebbe rimettere in discussione la politica energetica italiana.

Sia lo Sblocca Italia di Renzi che lo Sviluppo Italia di Monti verranno, nella primavera del 2016, interessati da un voto popolare che riguarderà in sostanza le trivellazioni petrolifere nonché un rinnovato accentramento di poteri da parte dello Stato.

Ma perchè i deputati siciliani, mercoledì scorso, non sono riusciti a raggiungere il quorum necessario (46, la metà più uno dei componenti dell’Assemblea Regionale Siciliana)? Colpa innanzitutto degli assenti, ben 34. Nell’elenco di chi non c’era spiccano i nomi di Giovanni Ardizzone, presidente Udc del parlamento siciliano (che pure ha definito “incomprensibile la scelta dell’Ars di non accogliere la proposta di referendum”), l’intero gruppo di Forza Italia e quello di Nello Musumeci: a parole contro le trivellazioni, nei fatti assenti. Colpa del Pd siciliano, più renziano del renziano Pittella, presidente della Regione Basilicata che per primo ha votato a favore del referendum, mentre i dem siciliani hanno votato pressochè compatti a sostegno della linea nazionale del partito. Un’altra indicazione poi l’ha data il presidente della Regione Rosario Crocetta. “In conformità al rispetto dell’accordo con l’Eni – ha scritto ieri in una nota su facebook il governatore siciliano – la Regione non ha aderito alla proposta di indizione del referendum contro le trivellazioni, promosso da alcune forze politiche, che avrebbe compromesso gli investimenti promessi per Gela”. Dove il cane a sei zampe ha promesso fino a 2 miliardi e 200 milioni di investimenti, a patto che gli si lasci trivellare la costa alla ricerca di petrolio. Peccato che a distanza di quasi un anno da quegli accordi la ormai ex Raffineria ha pressochè tutti gli impianti spenti, i lavoratori continuano ad emigrare altrove, le bonifiche del territorio continuano a rimanere ferme.

Andrea Turco

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 27 Settembre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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