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RENZI A CASA

No: una valanga che risale da Sud. Bocciata la riforma della Costituzione. Il premier oggi da Mattarella per dimettersi

Italia, Politica, Speciale Referendum | 5 Dicembre 2016

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Addio Matteo Renzi: la riforma costituzionale del governo non diventerà legge e il premier, uscito a pezzi, si dimette, anche a causa di una sconfitta netta con il No attestato attorno 60%. Il referendum confermativo della legge Boschi si è concluso malamente per il premer, dunque: una sconfitta pesantissima che, a poco più di un’ora dalla chiusura dei seggi, ha spinto Renzi ad annunciare le proprie dimissioni: «Non sono riuscito a portare il Sì alla vittoria. L’esperienza di questo governo finisce qui, ce ne andiamo senza rimorsi. Domani pomeriggio (oggi per chi legge) riunirò i ministri, poi salirò dal presidente della Repubblica e rimetterò il mandato».

L’affluenza è stata particolarmente elevata:  quella delle 23 è risultata del 68,40%. Alle 12 si erano recati alle urne il 20,14%, alle 19 il 57,24 % degli aventi diritto. Quanto alla distribuzione geografica dei risultati, il si ha vinto solo in Toscana, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige.

Al Sud invece ha stravinto il no con percentuali altissime: a fronte di un 59,97 nazionale, quasi in tutte le regioni del sud si è superato di 5 punti con alcune regioni e città come Taranto e Napoli dove si è sfiorato o raggiunto il 70 per cento (a fronte ad esempio di Piemonte e Lombardia dove il no si è attestato al 55 e al 54 per cento). Ecco alcuni risultati a scrutinio quasi concluso ovunque, che riguardano il Sud che ricordiamo tutto governato dal Pd (e con la sola eccezione del pugliese Emiliano, con tutti i governatori schierati per il Si).

Taranto: no al 68,48.

Napoli. no al 70,38

Bari: no al 68,02

Lecce: no al 64,97

Cosenza: no al 66,21

Reggio Calabria: no al 69,04

Matera: no al 67,97

Potenza: no al 64,73

Pescara: no al 64,75

L’Aquila: no al 64,95

Sicilia: no al 71,49

Calabria: no al 66,92

Puglia: no al 67,16

Basilicata: no al 65,87

Campania: no al 68,51

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 5 Dicembre 2016 e modificato l'ultima volta il 5 Dicembre 2016

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