fbpx
lunedì 30 novembre 2020
Logo Identità Insorgenti

RIAPERTURE

Osanna: “Così riorganizziamo Pompei tra restrizioni, sicurezza e sensi unici”

Beni Culturali | 13 Maggio 2020

Dal 18 maggio riaprono i musei e i siti archeologici statali che presenteranno le condizioni necessarie per farlo. Lo ha specificato più volte il Ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Ma quali sono queste condizioni?

Sicurezza e salute sono le due esse che fungono da imperativo categorico attorno alle quali si stanno costruendo le misure per il prossimo futuro.

Pompei riapre forse il 25 maggio con tante novità e restrizioni

Pompei sta ragionando già da settimane sulle modalità di riapertura. Mentre si aspettavano le linee guida dal Comitato tecnico scientifico,  si è iniziato a ipotizzare come aprire al pubblico tenendo bene a mente le misure generali dettate dal Mibact: progettare percorsi in sicurezza, l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (in particolar modo l’obbligo di mascherine), il distanziamento sociale, la misurazione della temperatura corporea con il termoscanner, la sanificazione degli ambienti.

E se “Non toccare” prima era riferito solo alle opere d’arte, ora la parola d’ordine  sarà “contactless” cioè letteralmente “senza contatto”, a iniziare dalle biglietterie agli ingressi che non saranno aperte, prevedendo, invece, per i primi mesi solo il biglietto online. La piattaforma utilizzata da Pompei sarà ticket one.

No all’uso dell’audioguida e di materiale informativo cartaceo

Vietato anche l’uso dell’ audioguida che prevede una sanificazione dopo ogni utilizzo, quindi poco pratica e dispendiosa. Non a Pompei ma alcuni musei prevedono app in sostituzione per i singoli visitatori.  Niente materiale cartaceo informativo agli info point per il turista in entrata ma solo scaricabile dal proprio smartphone o tablet.

Percorsi in sicurezza obbligatori e a senso unico

A Pompei saranno quattro i percorsi predefiniti in sicurezza, con due ingressi (porta marina e porta anfiteatro) e un’unica uscita (piazza Esedra). Il senso unico sarà un obbligo indiscutibile così come prediligere gli spazi aperti del sito (giardini e domus che hanno un doppio ingresso che può fungere da entrata da un lato e uscita dall’altro). “Aspettiamo ancora una serie di indicazioni dal Ministero. Il Ministro ha detto “a partire dal 18 maggio una graduale apertura dei musei”. Noi stiamo lavorando non per essere i primi perché Pompei è un luogo complesso ma per riaprire presto, credo a partire dalla settimana dopo quella del 18, cioè dal 25 con degli itinerari nuovi da tutti i punti di vista, cioè itinerari che facciano visitare il sito in totale sicurezza, sia per i visitatori ma sicurezza anche per il nostro personale, per i custodi che stanno lì lavorando in maniera sistematica anche quando il sito è chiuso, per tutto il nostro personale tecnico. Stiamo lavorando su itinerari a senso unico, con ingresso e uscita differenziati con case che hanno un doppio ingresso” afferma il Direttore generale Massimo Osanna che in questo periodo si divide fra Roma e Pompei. “Questa diventa una occasione per ripensare Pompei. Stiamo lavorando a mantenere aree mai aperte di Pompei, per esempio i quartieri rustici della casa del Menandro perché si può accedere da un altro ingresso quindi avere il senso unico che è uno dei requisiti fondamentali per questa riapertura (o il vigneto della casa della Nave Europa)” – continua Osanna.

Si pensa a una fase sperimentale di due settimane, da fine maggio, che prevederà una passeggiata lungo le strade della città antica, secondo un percorso predefinito e con le necessarie misure di distanziamento, a garanzia tanto dei visitatori quanto dei lavoratori e del personale di vigilanza in servizio. In attesa di una seconda fase, con itinerari che contempleranno anche l’accesso a diverse domus, ampie o dotate di ingresso e uscita separate, e con il supporto della tecnologia per organizzare e monitorare i flussi.

Aggiunge Osanna: “La prima fase di apertura sulla quale stiamo ragionando ci consentirà di valutare la risposta della comunità, in vista poi della fase successiva. Per questo secondo momento, stiamo definendo percorsi di visita sicuri, ma che possano anche trasformare la visita in un momento di approfondimento, con un’offerta innovativa. Saranno, infatti, previsti accessi anche ad ambienti e Domus inediti”.

Ingressi contingentati e a fasce orarie

Gli ingressi saranno contingentati e a fasce orarie e ci sarà, se non subito in riapertura, una app già studiata e acquisita in passato poi spostata sull’emergenza Covid per gestire e controllare i flussi, a supporto delle misure varate.

Non si conosce ancora il numero massimo di visitatori consentito

Restano ancora molte domande senza risposta a causa della poca chiarezza che giunge alle direzioni museali da parte del Governo centrale. Non c’è un numero massimo di visitatori totali da dover rispettare, né un numero massimo di un gruppo già costituito di persone che vuole visitare i musei. Si ragiona ovunque, anche a Pompei, su riduzioni di prezzo del ticket dovute a una minore accessibilità e difficoltà di fruizione e ai costi e alle modalità di sanificazione degli ambienti comuni.

Una sanificazione necessaria ma costosa

Forse non Pompei ma i musei chiusi come Capodimonte e MANN dovranno sostenere spese di sanificazione quotidiane a fronte di un incasso povero. Possiamo ipotizzare 500 euro in un giorno di apertura, considerata la chiusura regionale delle frontiere almeno fino a giugno inoltrato, per una sanificazione obbligatoria di migliaia di euro.

Musei in rosso: nella bozza di decreto 100 milioni per i musei statali

In soccorso dei musei nella cosiddetta bozza di Rilancio si chiede di autorizzare anche la spesa di 100 milioni di euro per l’anno 2020 per assicurare il funzionamento degli istituti e luoghi della cultura statali afferenti al settore museale, in considerazione del mancato introito dei biglietti durante il periodo di chiusura al pubblico conseguente all’adozione delle misure di contenimento del Covid-19. Una boccata d’ossigeno per un anno che si apre e chiuderà sicuramente in rosso per tutto il settore afferente alla Cultura e al Turismo. Non ci saranno i grandi numeri del 2018 e del 2019 ma un turismo “slow” (forse troppo se si considera le frontiere chiuse, voli fermi, crociere cancellate e una possibilità di contagio che è ancora concreta). Turismo di prossimità? Turismo sostenibile? Intanto sono parole che troveranno verifica nei mesi a venire.

Il ruolo importante dei custodi: troppo pochi per fronteggiare l’emergenza

Restano i problemi atavici che si fanno più evidenti: mancano i custodi che ora più che mai dovrebbero essere raddoppiati per controllare le sale dei musei o i percorsi dei siti archeologici e assicurare la sicurezza non solo del sito ma del visitatore, nonché il rispetto delle nuove regole.

Sindacati e Mibact a confronto per un protocollo condiviso di sicurezza

Slittata la conclusione della trattativa di una posizione congiunta tra Mibact e sindacati su indicazioni uniformi da mandare al territorio in vista delle prime possibili riaperture dei luoghi della Cultura di lunedì 18 maggio. Un protocollo condiviso di prevenzione e sicurezza dei dipendenti e utenti per musei e luoghi della cultura. Ciò è quanto chiesto dalle sigle Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Flp, Confsal Unsa.

Le linee guida del Comitato tecnico scientifico per le riaperture dei musei

Intanto è stato finalmente diramato il verbale del Comitato tecnico scientifico delle riunioni tenutesi presso il Dipartimento della protezione civile i giorni 04, 05 e 06 maggio con le linee guida per la riapertura dei musei che vi riportiamo qui di seguito:

In relazione alle richieste pervenute dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (MiBACT) circa le azioni e modalità di riapertura al pubblico dei musei e degli altri luoghi di cultura, il CTS conferma che l’adozione delle misure di contenimento del contagio epidemico da SARS-CoV-2 devono avvenire secondo i principi della gradualità e progressività in modo da consentirne la verifica della sostenibilità.

Le indicazioni fornite dal CTS rivestono carattere di ordine generale per garantire la coerenza delle misure essenziali al contenimento dell’epidemia, rimandando agli enti preposti ed alle autorità competenti la declinazione di specifiche indicazioni attuative.

Dal punto di vista della sostenibilità, le riaperture dei musei vanno differenziate rispetto alla tipologia (sito all’aperto, sito in locali confinati, sito ibrido), alle dimensioni e alla concentrazione dei flussi di visitatori.

Al fine di garantire la tutela di coloro che lavorano all’interno dei siti e dei visitatori, vanno identificate, specificatamente per i siti ad alta concentrazione di visitatori (oltre 100.000 l’anno), differenti misure di contenimento del contagio che si possono riassumere come di seguito:

1. gestione degli ingressi e delle uscite. Le visite vanno contingentate per numerosità e fasce orarie, nel senso che bisogna prevedere orari di apertura e chiusura che non vadano ad aggravare la mobilità in relazione al pendolarismo (es evitare il sovrapporsi con ore di punta). Si rimanda a tal fine al documento tecnico trasporti INAIL/ISS “Documento tecnico sull’ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive in relazione al trasporto pubblico collettivo terrestre, nell’ottica della ripresa del pendolarismo, nel contesto dell’emergenza da SARSCoV-2” (approvato nella seduta del CTS n. 55 del 18/04/2020). È necessario anche prevedere idonei raccordi con le istituzioni coinvolte nei piani di mobilità;

2.Obbligo di mascherine anche di comunità per i visitatori durante tutta la visita. I lavoratori che operano in spazi condivisi e/o a contatto con il pubblico devono utilizzare mascherina come disciplinato nello specifico documento tecnico sopramenzionato;

3. corretta gestione degli spazi comuni. Gli spazi dediti ai servizi di ristoro e commerciali dedicati al merchandising, vendita libri, ecc., vanno contingentati in analogia alle regole generali previste per il commercio, ovvero garantendo sempre la presenza all’interno di essi un numero limitato di utenti proporzionale alle dimensioni dei locali (ove si decidesse di riaprirli);

4. utilizzo della segnaletica per far rispettare la distanza fisica di almeno 1 metro anche presso biglietteria e sportelli informativi, nei negozi ecc., nonché all’esterno dei siti;

5. prevedere percorsi a senso unico;

6. i servizi igienici vanno regolamentati in maniera tale da prevedere sempre il distanziamento sociale nell’accesso, ad esempio lavandini contigui;

7. effettuare un frequente lavaggio delle mani secondo le modalità raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Ministero della Salute;

8. garantire la pulizia giornaliera degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni prestando particolare attenzione alle superfici di contatto di frequente utilizzo;

9. posizionamento di dispenser per sanificazione delle mani in più punti;

10. limitare l’utilizzo di touch screen;

11. limitare l’utilizzo di pagamenti in contanti;

12. evitare file alle biglietterie incentivando l’acquisto di biglietti tramite app e siti web;

13. audioguide: soprattutto in una prima fase non si raccomanda l’utilizzo di audioguide e comunque qualora utilizzate vanno sanificate preventivamente all’uso di ogni singolo utente;

14. prevedere guide e materiale digitale per i visitatori in sostituzione del cartaceo;

15. Fornire materiale di informazione e formazione (es. schede informative);

16. Utilizzo di video sulle misure da seguire all’interno dei siti da porre in particolare in prossimità dell’ingresso principale, stanze, bagni.

Per i siti suddetti (oltre 100.000 visitatori l’anno) si presentano particolari criticità non solo in merito al rischio di aggregazione, ma anche in relazione agli impatti sulla mobilità complessiva e sui trasporti che richiedono misure di sistema. Tali misure implicano azioni sinergiche con il coinvolgimento di tutte le istituzioni coinvolte e comunque necessitano di caute valutazioni in tema di progressività delle azioni in considerazione delle grandi complessità che implicano. E’ opportuno quindi sviluppare specifici piani che prevedano il contingentamento anche in considerazione delle dimensioni e della tipologia del sito relativamente all’accoglienza sostenibile.

In riferimento ai lavoratori, per l’individuazione di specifiche misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonché di tutela dei lavoratori “fragili” si rimanda a quanto indicato:

Va precisato che tali misure per i siti di grande complessità non sono necessarie per piccole strutture che in alcuni casi hanno visitatori solo su appuntamento e con limitato accesso al pubblico per i quali dovranno essere adattate misure semplificate ma sempre nell’ottica della prevenzione del rischio da contagio garantendo distanziamento sociale, uso delle mascherine e misure igieniche coerenti con tutte le indicazioni note.

In ogni caso, si dovrà comunque tener conto di quanto raccomandato precedentemente, rispetto alla massima presenza di persone.

Check List

In riferimento alla check list proposta dal MiBACT (allegato), si rappresentano di seguito alcuni commenti ai seguenti punti del documento:

Per quanto riguarda i lavoratori si rimanda a quanto indicato dalla specifica valutazione dei rischi. Riguardo i custodi e i lavoratori si segnala la necessità di utilizzo corretto di mascherine in spazi condivisi con altri lavoratori e/o a contatto con il pubblico (art. 16, legge 24 aprile 2020, n. 27 di conversione del decretolegge 17 marzo 2020, n. 18). Per quanto riguarda il pubblico si rimanda all’obbligo di mascherine di comunità come previsto dall’art 3 del DPCM 26 aprile 2020.

Si rimanda ai sopra citati elementi normativi e di indirizzo in particolar modo per quanto riguarda i lavoratori “fragili” o al rientro da infezione da SARS-CoV-2 che ha comportato ricovero ospedaliero.

La modalità di lavoro agile rappresenta uno strumento di prevenzione del contagio, e quindi, di tutela in particolar modo dei lavoratori fragili.

In riferimento allo specifico punto su “misure di screening di popolazione e sorveglianza epidemiologica”, si rappresenta che al momento non sono raccomandabili indagini di screening di popolazione nelle forme indicate rimandando agli specifici punti dei documenti e norme sopra citati.

La gradualità delle riaperture permette anche la verifica della sostenibilità delle misure per il contenimento complessivo dell’epidemia rimandando a quanto già detto nella premessa generale.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 13 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 14 Maggio 2020

Articoli correlati

Beni Culturali | 25 Novembre 2020

L’OBLIO

La stradina medievale di San Nicola a Nilo ridotta a discarica dopo la scoperta di luglio

Abruzzo | 17 Novembre 2020

EMERGENZA COVID

Abruzzo da mercoledì zona rossa. Marsilio firma l’ordinanza: lockdown fino al 3 dicembre

Beni Culturali | 17 Novembre 2020

NOMINE

Pompei, Franceschini sceglie la commissione che indicherà il nuovo Direttore tra 44 candidati

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi