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RIAPERTURE

Ritorna Casa Kbirr con un nuovo menù ancora più partenopeo

Imprese | 24 Giugno 2020

Riapre Casa Kbirr,  la dimora  della birra artigianale di Fabio Ditto, “spin off” del birrificio campano conosciuto ormai in tutta Europa.

Una riapertura post covid che ha il sapore della conquista, dello studio, della ricercatezza. “Non ci siamo mai fermati – ci racconta Fabio – abbiamo studiato, ricercato l’eccellenza del nostro territorio, perchè se ritorno doveva essere, doveva avere il sapore della nostra splendida terra, del meglio della nostra terra”

Ed infatti per questa riapertura Fabio Ditto ha stretto importanti partnership legate al meglio dell’eccellenza enogastronomica: come GustoRosso, Pastificio Gentile, Villa Matilde.  La consulenza per gli abbinamenti è firmata da Alfonso dal Forno, riconosciuto esperto in materia, insegnante di molti corsi tra cui Slow Food e Gambero Rosso e fondatore del progetto Birra in Tavola, formatore birra per Slow Food e Unionbirrai Beer Taster.

In un pranzo dedicato alla stampa, Ditto e il suo staff ci accolgono in un locale ridimensionato secondo le regole anticovid, ma ancora più bello, fresco, grintoso. E durante il nostro live ci portano direttamente nelle cucine, alla scoperta del nuovo menù e della nuova brigata.

Il nuovo chef Antonio Alberti, napoletano DOC,  propone piatti della tradizione come il ragù, la  genovese e il soffritto, serviti in deliziosi tegamini di alluminio monoporzione. In questa casa, tutto racconta del territorio, anche l’utilizzo di materie prime come la pasta di Gragnano IGP trafilata a bronzo, il pomodoro di San Marzano, la mozzarella di bufala campana e il tarallo ‘nzogna e pepe. 

Gli antipasti sono tutti da provare, come il classico ‘o ciurillo mbuttunato con fiori di zucca, salame napoletano e pomodoro San Marzano, dorato e fritto con ricotta di Frìuscella; la speciale braciulella torrese, un involtino di maiale nero casertano ripieno di peperoncini  del Ciummo e provola affumicata o la napoletanissima à purpetta della nonna, polpette di scottona con  pinoli al ragù.

I primi oltre che da mangiare sono anche da fotografare, perché serviti in monoporzioni di alluminio come le  candele alla genovese  oppure la  pasta e patate con provola agerolese e pecorino o ancora lo spaghettone aglio, olio e tarallo.

I piatti della tradizione napoletana hanno una particolare sezione  dedicata: “Chello ca mugliereta nun te fa” e spaziano dalla parmigiana di melanzana, alla classica braciola o al baccalà mantecato.

I secondi sia al piatto che nel panino, sono di carne e di pesce. Completano l’offerta insalate fresche e le immancabili Friselle proposte anche nella versione gluten free.

Da quest’anno è stato aggiunto anche un ampio spazio esterno con tavoli e sedie per godersi a pieno l’estate. Lampade, sculture e illustrazioni esposte all’interno dello spazio di Casa Kbirr sono opera di artisti napoletani che interpretano nel loro  stile l’iconografia della città, dal Vesuvio a San Gennaro.

Queste sono le realtà che ci piace raccontare. Quelle che non si fermano, quelle che ricominciano. E Fabio, con la sua Casa Kbirr, lo sta facendo alla grande.

 

Alla riapertura di Casa KBirr tra il nuovo menù e nuovi progetti

Posted by Identità Insorgenti on Tuesday, June 23, 2020

Valentina Castellano 

 

Un articolo di Valentina Castellano pubblicato il 24 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 24 Giugno 2020

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