fbpx
domenica 17 gennaio 2021
Logo Identità Insorgenti

RICOMINCIO DAL CENTRO

La Locanda Gesù Vecchio lancia un nuovo menù e un evento per la ripresa

Imprese | 4 Luglio 2020

Ricominciare. Dal Centro storico di Napoli. Svegliarsi la mattina e alzare le saracinesche delle attività, risistemare i locali, le botteghe, i negozi, le vetrine. Rimodulare l’organizzazione, lo staff, gli orari, le proposte e anche le prospettive.

Questo vuol dire fare commercio e impresa in epoca post covid, o quanto meno in questa fase così ancora intermedia e incerta che è definita da tutti la fase tre.

Abbiamo deciso di raccontarvela con uno speciale tutto dedicato al Centro Storico, dove la mancanza di turisti ha pesato enormemente sulla ripartenza delle attività che hanno riaperto da meno di un mese.

Dal food, all’artigianato, dal settore dell’accoglienza come i b&b ai negozi al dettaglio. Questa narrazione con due live a settimana e relativi articoli è dedicata a loro, per dare luce a realtà che, nonostante tutto, ci sono. Sono vive. E vogliono farlo sapere.

In questo nuovo appuntamento del nostro speciale vi portiamo nel cuore pulsante del Centro Storico. Tra Largo San Marcellino, Piazzetta Nilo e San Biagio ai Librai, c’è la locanda di Vittorio Fortunato, nata giusto un anno fa e che si è affermata da subito come punto di riferimento della cucina napoletana della tradizione: La Locanda Gesù Vecchio.

“Non basta essere napoletani per fare cucina napoletana, è una questione di studio, di rispetto delle tradizioni. Nessuna rivisitazione, nessuna invenzione, ma grande attenzione alle ricette originali e alle materie prime con la loro stagionalità”

Così ci accoglie Vittorio nella sua Locanda, spiegandoci che per lui fare cucina tradizionale è una grande responsabilità che porta avanti con orgoglio e rispetto della storia che c’è dietro ad ogni piatto.

“La tradizione ci aiuta a guardare al futuro, e la nostra cultura, che si esprime appieno nella cucina, ci dice chi siamo, come popolo, qual è la nostra identità”

E fino a prima del Covid, cultura e identità, Vittorio le ha messe nei piatti dei tanti turisti che hanno affollato il suo locale sin dal primo giorno di apertura.

“Il nostro record lo abbiamo battuto il periodo di Natale, abbiamo lavorato ininterrottamente per tutta la giornata, facendo più di 250 coperti. Dopo quel momento abbiamo deciso di progettare una ristrutturazione del locale, per renderlo più grande, per accogliere ancora più clienti. Eravamo lanciati e carichi. Poi lo stop forzato”

Fermarsi, così d’improvviso, senza alcuna prospettiva di quel che sarà, ha messo a dura prova ogni attività. Ma le attività che fino ad allora si erano basate sul turismo sono state di fatto messe in ginocchio. E la maggior parte delle imprese e delle realtà commerciali del Centro Storico respiravano grazie ai turisti.

“I primi giorni della riapertura sono stati avvilenti. Strade quasi deserte, la paura, l’incertezza, la confusione di ciò che potevamo fare e cosa no. Ma siamo andati avanti giorno per giorno. Mettendo al momento da parte i progetti più grandi ma restando saldi, uniti e affrontando tutto piano piano”

“Lo staff è sempre lo stesso – ci tiene a sottolineare Vittorio – siamo rientrati tutti, perchè siamo una famiglia, non potevo lasciare nessuno fuori.”

Lo notiamo l’affiatamento, in sala, in cucina, ogni cosa è fatta con passione, con cura del dettaglio, nessuno lascia nulla al caso. E sono tutti carichi e pieni di voglia di fare in questo momento in cui la ripresa sembra ancora così altalenante.

Ma Vittorio e il suo staff si sono dati da fare: ci sarà un evento in cui si abbineranno vini piemontesi a piatti napoletani; la Locanda è partner ufficiale di Napoli Teatro Festival, e sui social sono attivi e costanti nel far conoscere la loro realtà con foto e video.

“Sabato scorso abbiamo avuto il pienone, nonostante i posti persi per le misure di sicurezza e il rispetto delle normative anti covid, siamo certi che le persone stiano cominciando a sciogliere le riserve. Anche i napoletani vengono, clienti di sempre e anche clienti nuovi. Adesso abbiamo bisogno di loro. Il turismo, certo, lo aspettiamo, ma sono i nostri concittadini che devono riappropriarsi degli spazi della loro città.”

Prima, ma anche durante il live alcune persone si sono affacciate in locanda per prenotare il loro tavolo, c’è chi chiede piatti d’asporto, chi si accerta che sia pronta la genovese, il piatto di punta del locale.

Questo via vai ci piace perchè è il segno che la gente del posto vuole tornare a vivere i suoi vicoli, le attività, i negozi. Perchè è il segno che il Centro Storico di Napoli sta ritornando a pulsare e lo fa stavolta grazie ai napoletani.

Noi però non ci fermiamo qui e continuiamo a raccontarvi questa ripartenza con altri appuntamenti. Il mercoledì e il venerdì live sulla nostra pagina Facebook. Seguiteci.

https://www.facebook.com/identitainsorgenti/videos/815019862359384/UzpfSTE0NjY2ODcyNzM6MTAyMjM5MjAzNjM3MDQ3NTg/

Valentina Castellano 

Un articolo di Valentina Castellano pubblicato il 4 Luglio 2020 e modificato l'ultima volta il 4 Luglio 2020

Articoli correlati

Agroalimentare | 13 Gennaio 2021

PROTESTE

Ristoratori campani bloccano autostrada verso Roma

Imprese | 5 Gennaio 2021

IDEE CAMPANE

Dal parmigiano alla crema di bellezza: così si ricicla il siero del latte

NapoliCapitale | 3 Gennaio 2021

L’EDITORIALE

Una Capitale al collasso: il patrimonio storico di Napoli destinato alla rovina