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lunedì 30 novembre 2020
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RICOMINCIO DAL CENTRO

La pizzeria Di Matteo ai Tribunali ricomincia con nuove pizze nel segno dell’eccellenza del sud

Imprese | 9 Luglio 2020

Ricominciare. Dal Centro storico di Napoli. Svegliarsi la mattina e alzare le saracinesche delle attività, risistemare i locali, le botteghe, i negozi, le vetrine. Rimodulare l’organizzazione, lo staff, gli orari, le proposte e anche le prospettive.

Questo vuol dire fare commercio e impresa in epoca post covid, o quanto meno in questa fase così ancora intermedia e incerta che è definita da tutti la fase tre.

Abbiamo deciso di raccontarvela con uno speciale tutto dedicato al Centro Storico, dove la mancanza di turisti ha pesato enormemente sulla ripartenza delle attività che hanno riaperto da meno di un mese.

Dal food, all’artigianato, dal settore dell’accoglienza come i b&b ai negozi al dettaglio. Questa narrazione con due live a settimana e relativi articoli è dedicata a loro, per dare luce a realtà che, nonostante tutto, ci sono. Sono vive. E vogliono farlo sapere.

Quello di oggi è un nuovo appuntamento con la Storia della pizza napoletana, di famiglie che hanno tramandato quest’arte di generazione in generazione e che di fatto per la nostra città sono l’esempio vivente di quanto le crisi, gli stop, i problemi possono essere superati e ricominciare rappresenta – in questo momento storico e delicato – un imperativo imprescindibile.

E oggi siamo a Via Tribunali 94 dove dal 1936 ha sede l’Antica Pizzeria e Friggitoria Di Matteo.

“La mia famiglia è qui dal ’36 ma la nostra è una storia che comincia nel 1897 quando il mio bisnonno apre la sua friggitoria a Via Fuori Porta Capuana 5”. Ci tiene alla storicità del suo cognome Salvatore, e questa storia se la porta tutta nell’orgoglio e nella forza con cui ha da sempre affrontato le cose, compreso il lockdown.

Quando gli chiediamo a che età ha cominciato a fare pizze, ride e ci dice: “Sono stato praticamente concepito qui. Mia madre poco prima di partorirmi era sul bancone a vendere le pizze a portafoglio. Noi ce l’abbiamo nel dna questo mestiere”

E si vede, perché nel via vai che anima il dentro e il fuori del suo locale, ogni singolo cliente gli fa i complimenti, lo ringrazia, gli da appuntamento all’incontro successivo. Mentre facciamo l’intervista alcune persone fanno fotografie dopo aver acquistato dei panzarotti fumanti da portar via. Li fermiamo e insieme capiamo che sono turisti, siciliani, per la prima volta a Napoli.

Il Centro Storico si sta rianimando, e ogni volta sembra sempre più vivo. Più popolato.

“Le difficoltà ci sono ancora – ci dice Salvatore – siamo ancora al 50 per cento, abbiamo ancora delle persone a casa perché la mole di lavoro è diminuita. Ma non demordiamo. La ripresa c’è, si sta avviando.”

In sala c’è un cliente seduto da solo che all’arrivo a tavola di una fantastica pizza fritta ci dice che ha fatto tre chilometri a piedi per tornare a gustarla, che la desiderava da prima della chiusura e solo ora riesce finalmente a mangiarla.

Testimonianze continue di un lavoro costante e appassionato. Volto sempre a migliorare la propria attività e sé stessi.

“Vogliamo cominciare la ripresa con un menù completamente nuovo, che possa celebrare l’eccellenza dei prodotti del sud, perché le nostre terre ci donano tesori preziosi che rendono i nostri prodotti unici. Da qui dobbiamo ripartire.

Difendere e promuovere l’eccellenza del sud è un’idea che poi si è sviluppata in un progetto ambizioso. “Eccellenze del Sud” è un progetto che Salvatore sostiene e che ha pian piano preso vita in seno al  Terronian Project che nasce nel 2011 da un’idea dell’artista partenopea Shara (Sarah Ancarola – compagna di Salvatore). Questo progetto nasce inizialmente come premio, simbolo di riconoscenza nei confronti di personaggi noti che hanno reso lustro alle terre del Sud e personaggi sconosciuti alla massa che operano ogni giorno al fine di valorizzare e rendere migliori i territori meridionali, per poi divenire in pochissimi anni un vero e proprio marchio distintivo delle realtà imprenditoriali di qualità.

La pizza a difesa dell’identità dunque. E quando Salvatore ci presenta in anteprima la sua nuova creazione non ci siamo stupiti del suo nome: “Lo lanceremo a breve. Sarà la nostra nuova pizza per la ripartenza: ‘o ripieno ‘mbuttunato. Un ripieno classico con sopra crema di peperoni.”

Il nome rende benissimo l’idea così come solo la lingua napoletana sa fare.

Mentre Salvatore è al banco a dare vita a questa novità, notiamo che proprio sopra al forno c’è una gigantografia di una foto: Bill Clinton che mangia tra la folla la sua pizza a portafoglio, scelta proprio dal banco di Di Matteo.

“Questa foto è l’originale, nessun fotomontaggio – sorride Salvatore – Clinton è stato qui giusto ventisei anni fa, proprio oggi. Sceglie di fermarsi qui, ai Tribunali, di mangiare “al volo” la nostra pizza a portafoglio, sdoganando per sempre l’idea che la pizza sia un piatto solo per il popolo, cambiando la visione stessa di come godere e gustare di questo patrimonio dell’umanità”

Ventisei anni dopo Clinton, da Di Matteo ci siamo passati noi raccontando una realtà e una famiglia che è ancora qui al proprio posto, con i propri progetti e ambizioni, proiettata nel futuro più forte che mai.

Questa è Napoli. Questi sono i figli del Centro Storico della nostra città.

Il nostro racconto non si ferma qui. Continuate a seguirci sulla nostra pagina Facebook. Abbiamo ancora tanto da farvi vedere.

Nuovo appuntamento del nostro speciale “Ricomincio dal Centro”. Oggi vi portiamo ai Tribunali alla PIZZERIA DI MATTEO

Posted by Identità Insorgenti on Wednesday, July 8, 2020

Valentina Castellano 

Un articolo di Valentina Castellano pubblicato il 9 Luglio 2020 e modificato l'ultima volta il 9 Luglio 2020

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