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RIFLESSIONI SULLA MONETA

I falsari dell’euro? Sono quelli della Bce

Europa | 28 Novembre 2014

signoraggio banconota euro

Un ragionamento che fa riflettere  e che può sembrare una provocazione o addirittura un’apologia di reato quello di Francesco Amodeo. In realtà è una riflessione molto interessante e razionale sul signoraggio, sul debito e sulla dittatura della bce che vale la pena leggere fino in fondo.


Vi spiego perché i falsari dell’euro sono quelli della Bce e molto più di quelli arrestati a Napoli.

I falsari creano la moneta e poi la spacciano a chi la richiede. Per ogni banconota di 10 euro loro in cambio non richiedono il valore nominale ma quanto è stato speso per fabbricarla maggiorato da una quota di guadagno per loro stessi come avviene in una normale tipografia.

Nel mercato delle banconote contraffatte una banconota di 10 euro viene venduta per 3 euro circa. Questo perché chi la richiede deve a sua volta avere un guadagno se riuscirà a smerciarla.

Quella banconota genera quindi un credito sia per chi la fabbrica che per chi la richiede e poi la usa.

Se anche la richiesta di quelle banconote dovesse aumentare vertiginosamente e quindi per la legge della domanda e dell’offerta il suo prezzo dovesse lievitare, il falsario sa bene che quel prezzo non potrebbe ma essere pari ne tantomeno superiore al valore nominale.

Questo perché, per logica, se io vendo una banconota falsa di 10 euro a 10 euro è ovvio che essa non può generare credito da parte di chi la acquista e quindi rimarrebbe invenduta. Ciò significa che nel sistema monetario del falsario l’emissione della moneta deve sempre generare reddito a chi la emette e a chi la acquista.

Vediamo invece cosa avviene con la Bce: la moneta viene creata sganciata da qualsiasi tipo di copertura (anche quella dei falsari) ma questa volta viene data in prestito a chi la richiede ad un prezzo che tiene conto non solo del valore nominale (quanto c’è scritto sopra e non quanto è stato speso per fabbricarla) Esempio una banconota da 10 euro viene “venduta” a 10 euro e non a 20 centesimi che è il prezzo della carta più il lavoro di manodopera per fabbricarla. Ma non solo, essa viene anche gravata di interessi. In pratica chi fabbrica gli euro (quelli considerati autentici) per ogni banconota di 10 euro ne richiede in cambio 12. Questo sistema genera un credito infinito per chi la emette ed un debito inestinguibile per chi la richiede. Perché al momento che la moneta viene richiesta il richiedente è già automaticamente indebitato.

Questo dimostra che quelli che vengono considerati i falsari sono in realtà gli unici ad emettere l’euro vero, nel senso che sono gli unici ad emettere una moneta non gravata da debito ma emessa per diventare la ricchezza di chi la detiene.

Francesco Amodeo

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 28 Novembre 2014 e modificato l'ultima volta il 28 Novembre 2014

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