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RIFORMA MIBAC

Bonisoli ridimensiona l’autonomia dei Musei

Beni Culturali | 22 Giugno 2019

Nei giorni scorsi è stato approvato il decreto che dà il via alla riforma Bonisoli del Mibac.

Il testo, prima di essere approvato, è stato sottoposto da una Commissione apposita ai sindacati, ai rappresentanti delle professioni culturali e alla società civile. Il Decreto recepisce anche il trasferimento del Turismo al Mipaaft ( il Ministero delle politiche agricole, alimentari forestali e del turismo) e, da quanto si legge, apporta modifiche organizzative per “rendere più efficace l’azione del Mibac, secondo una normale logica di verifica e adeguamento periodici”. Seguiranno, poi, le misure attuative del provvedimento.

Depotenziate le autonomie gestionali dei Musei

La ex riforma cosiddetta Franceschini esce dalla “controriforma” Bonisoli rivista in maniera centralista. Le autonomie gestionali su cui aveva puntato l’ex ministro del Mibact vengono depotenziate dando vita a una sorta di struttura ibrida che sta cercando una sua forma. Evidentemente ascoltare coloro che erano a favore dei musei autonomi e quelli che erano e sono assolutamente contro ha fatto nascere la volontà di smussare e far rientrare, ridimensionando, il troppo potere accentrato nelle mani di pochi soggetti che in maniera preponderante hanno fatto il bello ma anche il cattivo tempo dei nostri beni culturali negli ultimi quattro anni.

Ridotto il numero dei musei autonomi

Con la Controriforma viene innanzitutto ridotto il numero dei musei autonomi da 22 a 19: ne fanno purtroppo le spese il Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, il Parco archeologico dell’Appia e la Galleria dell’Accademia di Firenze.

Aboliti i Consigli di amministrazione dei musei autonomi

Viene depotenziata la figura dei Direttori autonomi con un controllo più stringente da parte del Mibac: saranno di fatto aboliti i Consigli d’amministrazione degli istituti museali autonomi e i bilanci verranno pertanto approvati dagli organi centrali del Ministero.
Cosa succederà poi agli attuali direttori in scadenza di mandato? E a quelli appena nominati come il direttore del Parco archeologico dell’Appia, Simone Quilici, appena designato a capo di un museo autonomo che con la riforma Bonisoli non sarà più tale, non è ancora dato sapere.

Estesi i poteri del Segretario generale

Vengono estesi i poteri del Segretario generale che da figura amministrativa si trasforma in una sorta di “vice ministro” a cui vengono assegnati anche problemi tecnici come la promozione e il coordinamento della digitalizzazione del patrimonio culturale nazionale, il coordinamento delle politiche dei prestiti all’estero dei beni culturali, il coordinamento delle politiche in materia di comunicazione e informazione istituzionale. Il Segretario generale potrà anche avocare a sé la “titolarità di un ufficio dirigenziale di livello generale che risulti vacante”, che in pratica vuol dire che potrà assumere pro tempore la direzione di un museo autonomo di prima fascia. Potrà anche conferire gli incarichi ai nuovi “ segretari distrettuali”. Questi ultimi saranno il braccio locale del segretariato generale e coordineranno gli uffici locali del Mibac. I Segretari distrettuali eserciteranno “funzioni ispettive, di verifica e di controllo a livello territoriale, secondo le indicazioni fornite dal Segretario generale”.

Direzioni territoriali delle reti museali: ex Poli museali che si rifanno al Segretario generale

Nasce una “Direzione musei che sovrintende al sistema museale nazionale e coordina le Direzioni territoriali delle reti museali (ex Poli museali)”. Fornisce linee guida per orari di apertura, bigliettazione e politiche dei prezzi per l’accesso ai musei e ai luoghi della cultura statali, anche in forma integrata, ed “esercita vigilanza” sui musei autonomi. Le sue emanazioni sul territorio sostituiscono Segretariati e Poli museali. Questi enti decentrati hanno potere di “ direzione, indirizzo, coordinamento, controllo, e, in caso di necessità, informano il Segretario generale, avocazione e sostituzione”.

Le Soprintendenze divise in 5 aree funzionali

Le Soprintendenze assicurano la tutela del patrimonio culturale. Il Dpcm fissa 5 aree funzionali in cui sono articolate: organizzazione e funzionamento, patrimonio archeologico, artistico e demo-etno-antropologico, patrimonio architettonico, paesaggio. Hanno responsabilità di assenso, autorizzazioni, pareri, visti o nulla osta. L’incarico di Soprintendente è conferito con la possibilità di un solo rinnovo e comunque vengono estese le sue funzioni di valorizzazione.

La nuova Direzione generale “Creatività contemporanea e rigenerazione urbana”

La Direzione generale “Arte e architettura contemporanee e periferie urbane” assume la nuova denominazione di “ Creatività contemporanea e rigenerazione urbana” con nuove competenze di moda e design. Promuoverà , sosterrà e valorizzerà la creatività contemporanea italiana.
Sosterrà l’arte contemporanea, la cultura architettonica e urbanistica, le arti applicate, compresi design e moda. Si farà, inoltre, promotrice di interventi di rigenerazione urbana.

La nuova Direzione “Contratti e concessioni”

La nuova Direzione “Contratti e concessioni” centralizzerà le competenze in materia di attività contrattuali, appalti e concessioni. In pratica la nuova Direzione avocherà a sé le funzioni di stazione appaltante per i contratti di appalto e concessione per importi al di sopra di una cifra che verrà stabilita da un successivo decreto ministeriale. Ora questa funzione è prerogativa dei musei autonomi, soprintendenze archivistiche e poli museali regionali.

Problemi irrisolti

La Controriforma mette però molti punti interrogativi su temi irrisolti: innanzitutto un problema scaturito dall’accorpamento voluto da Franceschini delle soprintendenze storico – artistiche e architettoniche con quelle archeologiche che insieme alla creazione dei poli museali ha causato passaggi di competenza e personale col risultato di avere pochi funzionari a disposizione su territori molto vasti e che comunque da quanto si legge nel testo del decreto non trova per ora soluzione; poi, ci si chiede che fine faranno i musei cosiddetti minori poco o per niente considerati e che funzione, concreta, svolgeranno le “direzioni territoriali delle reti museali” cioè gli ex poli museali.

Oltre la Riforma: lo sblocco per far ripartire i bandi per le concessioni e servizi aggiuntivi

Il Ministro per i Beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, oltre alla sua riforma, alla già modificata “domenica al museo” sostituita dalla nuova campagna “io vado al museo”, comunica tramite i suoi profili social anche un altro traguardo e cioè lo sblocco delle procedure per far ripartire i bandi per le concessioni e i servizi aggiuntivi nei luoghi della cultura statali.
“Grazie a un disciplinare sottoscritto da Mibac e Consip abbiamo finalmente posto le condizioni per superare la grande anomalia delle proroghe ripetute. Era tra le mie priorità e adesso è realtà. Un ulteriore tassello che solidifica l’indirizzo di trasparenza che ho fortemente voluto per questo Ministero” – afferma Bonisoli.
Sul versante Mibac il Disciplinare è stato il frutto del lavoro del Segretario Generale con il coinvolgimento delle Direzioni generali Musei e Bilancio nonché degli altri uffici competenti.
Consip invece avrà il compito di rilevare le esigenze degli istituti, la definizione della strategia di gara, la verifica circa l’adozione di tutte le misure in tema di salvaguardia delle esigenze occupazionali, lo svolgimento delle procedure ad evidenza pubblica. Il Mibac si impegna nel monitoraggio delle procedure e dei risultati.
Consip è una società per azioni partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che opera al servizio esclusivo della Pubblica Amministrazione. Ha la mission di rendere più efficiente e trasparente l’utilizzo delle risorse pubbliche.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 22 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 25 Giugno 2019

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