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RIONE TRAIANO

Inaccettabili le dichiarazioni di Luigi Bobbio: ecco perché

Battaglie | 25 Settembre 2014

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Nell’immagine a sinistra lo stato pubblicato da Tommaso Bifolco, fratello di Davide, di cui mettiamo in evidenza un passaggio: “Se pensate di giudicare noi, dovete sapere che avete fallito perché la costituzione italiana è costruita sulla casa e lavoro, e voi a me e a mio padre come tanti altri padri di famiglia del mezzogiorno non avete dato né casa né lavoro.” E noi su questa pagina siamo ben consapevoli delle scelte scientifiche con cui alla nostra gente viene negato il futuro e riservato un destino da colonia interna da un secolo e mezzo a questa parte.

Nell’immagine a destra una foto dalla famigerata intervista al Mattino di Luigi Bobbio, magistrato, senatore per Alleanza Nazionale nel 2001, Presidente Provinciale di A.N. Napoli nel 2007 e sindaco di Castellammare di Stabia nel 2010. E’ l’intervista in cui afferma che “la vera vittima è il carabiniere“: in merito a ciò, avremmo alcune domande da fare.

Prima domanda: lei afferma che “avevano forzato un posto di blocco” (falso, era una volante che circolava nel quartiere), parla di “uno che era evaso dagli arresti domiciliari” (FALSO), parla di “disordini di piazza” (falso, abbiamo ampliamente documentato il contrario), e di “sommosse di teppisti e familiari che bruciano auto della polizia per vendicare uno di loro” (falso, episodio smentito anche dalla questura). Quindi la domanda è: ma lei quando fa il magistrato raccoglie informazioni sulle persone con la stessa “accuratezza e precisione” con cui rilascia interviste? Ci auguriamo vivamente di no.

Seconda domanda: lei afferma che “giustificazionismo, buonismo, perdonismo e pietà solo non servono a niente (…) a 17 anni si è uomini fatti e gli uomini sono responsabili delle loro scelte, delle loro azioni.”
Se vale per un ragazzino di 17 anni, vale tanto più per un carabiniere di 32. Che non era autorizzato a sparare in quella situazione, lo abbiamo documentato con numerose sentenza della Cassazione. E poi c’è la faccenda del cadavere rimosso da terra e del bossolo sparito: quindi che facciamo, la legge è uguale per tutti o per qualcuno è più uguale degli altri? Non è una domanda da magistrato, e neanche da studentello del primo anno di giurisprudenza. Siamo al massimo a livello di educazione civica alle medie.

Terza domanda: ciò di cui parla Tommaso sulle condizioni di miseria e colonia interna in cui viene costretto il mezzogiorno è faccenda a noi ben nota. Si chiama Cassa per il Mezzogiorno, che destinava al sud l’1% del PIL mentre al nord andava ordinariamente il 30%. Si chiama, in anni più recenti, trasferimento al nord della proprietà di tutte le banche del sud, federalismo fiscale, federalismo energetico, furto dei fondi FAS, investimenti in infrastrutture esclusivamente al nord, prodotti tipici del sud che vengono continuamente taroccati da aziende del nord e così via. L’elenco completo è sterminato.

Lei che è stato senatore della repubblica e presidente provinciale di AN, che cosa ha fatto per arginare i continui assalti all’economia del sud? Che cosa ha fatto per impedire che la famiglia di Davide e tante altre famiglie meridionali come la sua si venisse a trovare in condizioni di tale difficoltà?
Ci serve il suo aiuto, perché abbiamo cercato in lungo e in largo una sua dichiarazione, una qualsiasi contro una delle innumerevoli schifezze a danno dell’economia del sud, ma non ne abbiamo trovato traccia.

Anzi, al massimo abbiamo trovato dichiarazioni come questa, ricorda?

Sono e resto un convinto sostenitore del federalismo fiscale, perché ritengo che sia la migliore e forse ultima occasione per i buoni amministratori del Sud, che pure esistono, di mettersi alla prova su un piano di responsabilità, inaugurando così una stagione di oculata e produttiva gestione della finanza pubblica (…) puntando solo ed esclusivamente all’interesse e al bene della collettività

Invece di affermazioni vuote e retoriche in politichese puro come questa, lei che in quel momento era sindaco, non riteneva un suo dovere spiegare ai suoi concittadini che, a causa del federalismo fiscale, quando comprano al sud un prodotto con sede legale al nord, il 52% dell’IVA che pagano di tasse su quel prodotto va direttamente ad una regione del nord? Non riteneva più concreto informarli del fatto che su 100 euro di spesa fatta al sud, 93 euro vanno al nord, e che questa è una delle principali cause della mancanza di lavoro al sud, e di quel milione circa di meridionali che negli ultimi dieci anni, dati ISTAT alla mano, sono stati costretti a emigrare al nord per lavoro?

E’ davvero singolare che chi si scaglia con tanta veemenza contro le conseguenze, ovvero lo stato dio abbandono di quartieri come Traiano, sia poi incredibilmente docile e silente quando si tratta di puntare il dito contro le cause, ovvero l’arricchimento del nord a spese del sud.

Lorenzo Piccolo

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 25 Settembre 2014 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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