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RISTAMPE

Se Troisi non fosse mai morto: torna il romanzo di Anna Pavignano, sua compagna e sceneggiatrice

Libri | 24 Luglio 2020

Da domani mi alzo tardi è un romanzo del 2007 scritto da Anna Pavignano ed edito da E/O edizioni, che è stata appena ristampato dalla casa editrice (la stessa che pubblica Elena Ferrante). Un libro importantissimo per chi non ha dimenticato Troisi, che ce lo restituisce appassionatamente. Anche perché contiene pezzi inediti della sua vicenda personale e professionale.  Del resto chi meglio della Pavignano, compagna di vita e di lavoro, poteva raccontarcelo?

Il romanzo, liberamente ispirato alla vicenda autobiografica dell’autrice, racconta, tramite reali flashback ed un fittizio presente – in cui Troisi viene descritto ancora in vita – la lunga ed appassionata storia d’amore e di amicizia e il sodalizio artistico tra la Pavignano e Troisi: Anna è stata la colonna portante di Massimo per anni, anche al di là della loro relazione d’amore.

L’escamotage è geniale, amoroso: dopo anni di esilio volontario in cui non si è saputo più nulla di lui ed è stato, in qualche modo, dimenticato, Massimo Troisi decide di tornare alla sua vecchia casa di Roma per riallacciare il filo con il suo passato. Ma non è facile. Non ha voglia di cercare nessuno, lo imbarazza dover spiegare come e perché se n’è andato, come mai è tornato. Nei primi giorni del suo ritorno vive un’esistenza solitaria, finché Gaetano Daniele e Anna, il suo amico più caro e la donna con cui ha condiviso anni di lavoro e di amore, lo convincono a ricominciare scrivendo un nuovo film.

Per realizzarlo Anna e Massimo affittano una casa fuori città, dove si trasferiscono insieme. Qui, mentre cercano un’idea per una storia, Massimo scopre che Anna ricorda tutto di lui, molto più di quanto non ricordi egli stesso: la famiglia, gli episodi dell’infanzia in cui lei non c’era, ma che lui le ha raccontato in passato; il lavoro che hanno fatto insieme e come lo hanno fatto, gli incontri e, soprattutto, il loro amore.

Anna comincia a narrargli ogni cosa, riempiendo i giorni di racconti intensi che portano alla luce non solo gli episodi divertenti e dolorosi della vita che hanno condiviso, ma la personalità, il modo di pensare e anche di far ridere di Massimo.

Tramite gli evocativi racconti di Anna, dolci, pungenti e sinceri allo stesso tempo, Troisi ritrova un senso nel suo presente e riscopre il sentimento d’amore che l’aveva legato all’arte ed alla compagna molti anni prima, che è sempre rimasto vivo, insieme a lui.

Troisi, del resto, è ancora vivo, per tanti: e questo escamotage narrativo che Anna Pavignano usa nel suo libro per parlare di Massimo e ricordarlo a molti anni dalla sua morte, resta un’operazione unica, importante, che rende giustizia alla sua memoria.

La Pavignano, autrice assieme all’attore delle sceneggiature di molti suoi film, conobbe Troisi nel 1978, ai tempi di No stop e della Smorfia, il trio di cui Troisi faceva parte con Lello Arena e Renzo De Caro.  Nel libro si ripercorrono quegli anni, la vita, le idee, le battute che sono rimaste celebri, l’infanzia, la famiglia, gli inizi per caso, il successo, l’arrivo a Roma, le tante donne conquistate e segnate su un libretto azzurro, gli amici. E Massimo pagina dopo pagina torna vivo davvero…

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 24 Luglio 2020 e modificato l'ultima volta il 27 Luglio 2020

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