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Ristorazione: la proposta della Fipe per ripartire anche in zona arancione

Agroalimentare | 22 Febbraio 2021

La decisione di inserire la Campania in zona arancione è calata come una mannaia sulla testa dei tanti ristoratori che dopo mesi di chiusure e di incertezze sembravano lentamente rivivere sprazzi di normalità. Proprio in queste ore la Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) ha presentato una lettera alla Regione Campania con una serie di proposte che possano essere utili sia per mantenere aperte le attività in zona gialla che in zona arancione.

Proposte di cui discuteremo nel dettaglio domani alle 18 con la nostra Valentina Castellano, che in diretta sulla nostra pagina intervisterà il presidente regionale della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) Massimo Di Porzio e Leopoldo Infante, referente dei bar del territorio.

Il comunicato della Fipe

La situazione Pandemica e i numeri dei contagi richiedono un’attenzione massima da parte degli amministratori e degli esercizi pubblici. Il sistema dei colori va assolutamente rivisto per quanto riguarda la possibilità di apertura dei pubblici esercizi, almeno di quelli che riescano ad applicare in maniera rigorosa e scrupolosa il sistema del tracciamento dei clienti e dei protocolli di sicurezza previsti dalla normativa vigente.

Purtroppo nelle ultime settimane si è assistito ad un proliferare delle situazioni di assembramento nelle piazze ed in alcune aree a vocazione maggiore per la fruizione del tempo libero, circostanza assolutamente non imputabili ai pubblici esercizi e da affrontare con una programmazione delle chiusure e transennamenti di intere aree nei giorni di maggior afflusso. Contemporaneamente la riapertura delle scuole e quindi i maggiori assembramenti nei mezzi di trasporto ha causato un incremento significativo dei casi e dei contagi da Covid 19, che ha portato ad un inasprimento delle misure preventive, che per il momento si concretizzano nella chiusura a tempo indeterminato dei pubblici esercizi.

Questa situazione è insostenibile, moralmente, psicologicamente e soprattutto economicamente da parte delle circa 40.000 imprese della ristorazione campana, che già vengono da un anno di restrizioni e limitazioni della attività e sono indebitate fino al collo! Occorre assolutamente consentire la riapertura in sicurezza di tutte quelle aziende che rispettano i protocolli e i parametri di sicurezza ed in tal senso ci permettiamo di suggerire dei piccoli accorgimenti che potrebbero essere in grado di consentire la somministrazione in sicurezza di alimenti e bevande.

Bisogna uscire dal ‘macro’ e ragionare sul ‘micro’, ristabilendo il sistema del tracciamento dei contagi su larga scala, anche in considerazione dell’aumento, speriamo veloce e progressivo del numero delle persone vaccinate. Eventuali cambi di colore devono essere comunicati per tempo e non il venerdì sera per la domenica mattina. Questo va assolutamente evitato, perché al danno si aggiunge la beffa.

Permanendo l’attuale sistema di classificazione delle zone sulla base dell’indice RT e dei colori, la nostra proposta prevede una riapertura a pranzo, fino alle 18 in zona arancione e a pranzo e cena, fino all’orario di coprifuoco in zona gialla, richiesta che è in linea con le richieste di ieri della conferenza Stato-Regioni.

“attività senza somministrazione ai tavoli”

a)Divieto di consumare davanti al locale al di fuori delle aree autorizzate.

b)Possibile utilizzo di apposite App che regolino il flusso di ingresso con prenotazione del posto in fila (ad esempio UFIRST)

c) Stabilire un numero massimo di persone presenti all’interno e nelle aree esterne autorizzate dei locali (bar e ristoranti) nella misura di una persona ogni 2 metri quadrati (e il numero max deve essere esposto con un cartello all’ingresso ben visibile), adottando delle misure e degli indicatori sul pavimento per le persone che consumano in piedi al banco tali da garantire una distanza di almeno un metro tra i clienti (salvo il caso dei congiunti conviventi). I clienti presenti devono sempre indossare la mascherina protettiva ed abbassarla solo al momento della consumazione.

d) Eventuali bibite o cibi da asporto dovranno sempre essere chiusi e confezionati per evitare il consumo all’esterno dei locali. Possibilità di prevedere il divieto di consumo all’aperto su aree pubbliche.

e)Divieto di vendita di bevande alcoliche da asporto a partire dall’orario di chiusura previsto per i bar (Da applicarsi a tutti, inclusi supermercati e distributori automatici). ‘attività con somministrazione ai tavoli’: 1)La disposizione dei tavoli e dei posti a sedere deve garantire tra i clienti, durante il pasto (che necessariamente avviene senza mascherina), una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets tra le persone. Quindi bisogna stabilire un numero max di persone presenti e sedute nella sala, tali da garantire una persona ogni 2 metri quadrati, massimo 4 persone per tavolo (salvo se congiunti conviventi) e un metro almeno tra tavolo e tavolo e sedia e sedia, fatto salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie in plexiglass o altri materiali. 2) Adottare turnazioni del servizio con prenotazioni, anche su più turni, fino al massimo di persone dichiarate; Utilizzo possibile di App (come ad esempio QR ACCESS APP) per il tracciamento sicuro dei clienti dei locali che sostano ai tavoli– Utilizzo di patenti o altre specifiche App per i clienti vaccinati. 3) Divieto di servizio a buffet o servizi similari; 4)Particolare attenzione è posta al consumo esterno al locale, dove si vigilerà per evitare assembramento di persone entro i 10/15 metri dall’ingresso o si obbligherà ad indossare la mascherina protettiva. Eventuali bibite o cibi da asporto dovranno sempre essere chiusi e confezionati per evitare il consumo all’esterno dei locali. Possibilità di prevedere il divieto di consumo all’aperto su aree pubbliche. Cibi e bevande potranno essere consumati esclusivamente al tavolino o all’esterno, in zone autorizzate. 5) I menu dovranno essere scritti su lavagne, consultabili via app o comunque su supporti lavabili o monouso; 6) Prodotti igienizzanti per Clienti e Personale presenti in più punti in sala e, in particolare, per l’accesso ai servizi igienici che devono essere periodicamente sanificati; 7) Al termine di ogni servizio al tavolo sono previste tutte le consuete misure di igienizzazione di superfici, utensili e contenitori, nonché sedie e tavoli; 8) Il personale è informato delle procedure da attuare e delle procedure di carattere personale con particolare riferimento alle specifiche norme igieniche da rispettare nonché all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale ovvero, Indossare sempre la mascherina durante gli spostamenti all’interno dei locali a meno che si stia consumando al banco distanziati o ci si trovi a distanza di sicurezza a tavolo; Tali proposte vanno obbligatoriamente e necessariamente integrate con un efficace ed efficiente presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine, e quindi: a)Istituzione di un centralino o di un numero dove poter segnalare eventuali violazioni delle misure di sicurezza da parte di consumatori, clienti o esercizi commerciali per informare le autorità competenti in caso di non rispetto delle distanze di sicurezza anche all’esterno del locale; il nostro territorio è importante; rispetteremo le prescrizioni sindacali e in caso di disturbi alla quiete pubblica o al decoro si informeranno le forze dell’Ordine attraverso il numero dedicato; b)controlli e chiusura coattiva di zone e piazze di ritrovo dove si verificano costantemente degli assembramenti, prevedendo in anticipo nei week end e nei giorni di maggior afflusso di persone, un transennamento preventivo e un contingentamento degli accessi, anche solo per il passaggio, come sta avvenendo in altre zone della movida in Italia.

Fipe Confcomercio Campania

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 22 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 22 Febbraio 2021

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