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RISTORAZIONE

Le proposte dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani per riaprire

Agroalimentare | 9 Maggio 2020

L’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, presieduta da Sergio Miccù, ha formalizzato questa sera all’Unità di Crisi della Regione Campania, attraverso una nota, le proposte dell’APN per il settore ristorazione, con riferimento al mondo pizza.

Vi proponiamo il documento integrale.


Proposta protocollo di funzionamento delle attività di ristorazione (Ristoranti, Trattorie, Pizzerie, Pub, Paninoteche, ecc)

 

 

L’Associazione Pizzaiuoli Napoletani  è un associazione che raggruppa 1.200 pizzerie in tutto il mondo, nata nel luglio del 1998 con l’intento di rivalutare e preservare una delle professioni simbolo del folklore e della cultura partenopea: il Pizzaiuolo.

L’obiettivo è quello di riuscire a tramandare l’arte della manipolazione della pizza alle nuove generazioni promuovendo e valorizzando l’utilizzo di prodotti tipici campani in modo da perpetuare la tradizione ed offrire, al contempo, una concreta opportunità di inserimento nel mondo del lavoro ai numerosi giovani che si avvicinano a questa “arte”.

 

L’emergenza COVID19 ha evidenziato in maniera chiara che l’infezione si propaga attraverso le goccioline di saliva e che queste sono veicolate con grande velocità da soggetti infetti attraverso soprattutto la tosse.

Senza entrare nel merito di spiegazioni mediche che non competono a questa Associazione sicuramente vanno adoperate attenzioni che riducano questo rischio di contaminazione e nel contempo non sacrifichino le attività economicamente e in termini di posti di lavoro che graverebbero prima sulla comunità e, di riflesso, poi sulle attività stesse.

In tale ottica vanno contemperate in maniera il più razionale possibile le esigenze sanitarie con quelle economiche, garantendo a clientela e operatori la massima prevenzione possibile, partendo dal presupposto che gli asintomatici non sono in alcun modo rilevabili se non con test rapidi (ma su tale punto non vi sono pareri uniformi nella comunità scientifica).

Il modello suggerito è quello adottato anche in altre nazioni e parte da un controllo interno per finire ad un controllo esterno. Attività atte a limitare al minimo possibile la diffusione del virus.

Controllo interno (prevenzione, gestione delle emergenze, normali pratiche interne):

Controllo esterno (prenotazione, accesso del pubblico, sedute e fornitori):

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 9 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 9 Maggio 2020

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