fbpx
giovedì 1 ottobre 2020
Logo Identità Insorgenti

RISTORAZIONE

Marianna Vitale nominata Chef donna Michelin 2020

Agroalimentare | 10 Settembre 2020

Questo non è un paese per donne. O almeno non lo è ancora, fino a quando ci saranno premi speciali a noi dedicati. Ma se serve per accendere i riflettori su un mondo ancora troppo maschile come quello della ristorazione e allora eccoci qui a raccontarvi di un nuovo riconoscimento “speciale” conquistato da una donna.

Marianna Vitale, già stella Michelin dal 2012 con il suo ristorante “Sud” a Quarto, è stata nominata “Chef donna 2020 by Veuve Clicquot”.

Gli ispettori della Michelin hanno motivato con queste parole il premio: “per la tenacia con cui ha costruito un progetto di ristorazione di qualità al di fuori dei circuiti turistici della sua regione. Per il suo spirito di avventura, rigore e leadership. Per aver saputo leggere il territorio ma anche inventare.”

Donna, 40 anni, apre il suo ristorante a Quarto, in un territorio di periferia quasi ignorato dai grandi giri della ristorazione e non solo. Ma dopo soli tre anni dall’apertura riesce a portare una stella Michelin lì dove la cronaca si concentra su corruzione e scandali legati alla spazzatura e all’inquinamento ambientale.

E da quel momento in poi  non si è mai fermata e non si è mai allontanata da Quarto, canalizzando l’attenzione su di sé, sul suo staff, sul suo progetto di ristorazione che è sempre in continua evoluzione. Proprio come il suo ragù, piatto di punta, per alcuni considerato vera e propria rivoluzione nell’idea e nella presentazione di uno dei piatti più importanti della cucina napoletana.

Ed ora un nuovo riconoscimento. E questo premio diventa carico di significato non solo per una questione territoriale ma anche per la costante questione di genere, che entra prepotentemente nel mondo della ristorazione portando l’attenzione sui tempi di conciliazione tra lavoro e famiglia, sulla minore possibilità che le donne hanno di farsi sentire e di affermarsi in un mondo prevalentemente maschile.

L’abbiamo raggiunta al telefono e dopo i complimenti per il premio le abbiamo subito chiesto quali sono le difficoltà che una donna e madre, come lei, incontra nel portare avanti lavori e progetti nel mondo della ristorazione.

“Lavorare nel mondo della ristorazione rende impossibile conciliare la tua vita privata con quella degli altri – dichiara Marianna – mentre gli altri escono tu sei lì che lavori e viceversa. Questo stesso discorso si amplifica quando si è madri. Il mio lavoro mi allontana totalmente dall’idea di famiglia tradizionale. Vorrei avere la possibilità di cenare e pranzare insieme a mio figlio, quando io sono libera dal lavoro lui è a scuola o impegnato in altre attività. Ma l’importante è non fossilizzarsi, essere flessibili. Non ho mai sentito la mancanza della vita tradizionale, ho sempre cercato di modellare i miei affetti e i miei spazi di libertà rispetto ad una nuova idea di tempo. E spero che anche mio figlio crescerà senza aspettarsi una relazione standard ma semplicemente bella. Sia ora con me, che in futuro per la sua vita personale”.

Ma dalla nostra chiacchierata viene fuori che la difficoltà delle donne a farsi strada nel mondo del lavoro, a farsi ascoltare, a riuscire a conciliare tutto e sempre, non è una difficoltà legata esclusivamente al mondo della ristorazione.

“La disparità tra uomo e donna è ancora forte in tutti i settori, perché è presente nelle nostre famiglie e soprattutto perché viene ancora trasmessa alle nuove generazioni. Questa è una questione che non va relegata all’ambito professionale ma c’è una riflessione da fare sia in ambito familiare che societario”

Ma Marianna non si ferma. Anzi, ci racconta dei suoi nuovi progetti.

“Ho in progetto di aprire nuovi punti della mia tavola calda “Angelina” perché voglio dare a questo format l’espansione e l’importanza che merita. Soprattutto dopo il lockdown. Siamo ripartiti con “Angelina” e abbiamo intenzione di continuare. E poi, dei corsi di cucina, che partiranno ad ottobre, a Quarto, organizzati in collaborazione con la Fondazione Regina Pacis e che avranno come obiettivo il reintegro nel mondo del lavoro dei ragazzi di Nisida, o di chiunque viva una situazione di fuga, chiunque voglia con questo mestiere avere la possibilità di affermare se stesso, di realizzarsi, o di cambiare vita”

“Noi donne dobbiamo liberarci dagli stereotipi, da questi giochi mentali che ci tengono intrappolate. Solo così potremmo sentirci davvero libere di esprimerci e di brillare”

Parola di Marianna Vitale, stella Michelin, e Chef Donna 2020

Valentina Castellano 

Un articolo di Valentina Castellano pubblicato il 10 Settembre 2020 e modificato l'ultima volta il 10 Settembre 2020

Articoli correlati

Istruzione, scuola, università | 29 Settembre 2020

LA BEFFA

L’indicatore che punisce le università del Sud: meno entrate, meno fondi assegnati

Infrastrutture e trasporti | 18 Settembre 2020

L’ABBANDONO

Infrastrutture allo sfascio, il Sud sempre più lontano dall’Europa

Emigrazione | 12 Settembre 2020

SOUTH RETURNING

Dopo il Covid studenti e lavoratori scelgono di restare al Sud

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi