lunedì 21 ottobre 2019
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RISVEGLIO DEL SUD

Ma qualcuno si è accorto che il popolo del Mezzogiorno si sta mobilitando?

Ambiente, DueSicilieOggi, Economia, Emigrazione, NapoliCapitale | 29 Ottobre 2013

presentazione libro pino aprile orta d atella

 

Cosa succede in questa Italietta da niente dove “ex-dormienti” ora si agitano, alzano la testa e scendono in piazza? Cosa succede a questi piccoli uomini e piccole donne da niente considerati solo elettori, nei momenti di magra, dai “gestori il potere” in cerca di affermazioni e “comprati” con pacchetti di pasta e buoni benzina? Cosa succede?

Perché questo popolo di inquinati, di massacrati da giochetti per dementi, studiati a tavolino nella penombra di stanze maleodoranti di fumo e caffè dei palazzi del potere… ha preso a guardare oltre un palmo dal proprio naso?

Questo popolo di addormentati, apparentemente senza speranza, si agita, si organizza, scende in piazza e protesta… da sud a Nord, da est ad ovest… Possibile che i signori dei piani alti dei palazzi del potere non si siano accorti della strana brezza che parte da sud, da nord e si incrocia in un abbraccio al centro?

E’ solo per caso che negli ultimi giorni ci siano state manifestazioni ovunque sul territorio italiano e contemporaneamente? Ma domenica 26 si è raggiunto davvero il clou del malcontento in tutta Italia, manifestazioni ovunque, dalle strade del centro di Torino, dove un migliaio di persone hanno sfilato in corteo per chiedere nuovamente la chiusura dell’inceneritore del Gerbido dopo Il settimo stop all’impianto per “anomalie tecniche”, cosa che ha fatto mobilitare quei Comitati che da anni si battono per fermare l’inceneritore torinese, alle Val D’Agri, in Irpinia, dove cittadini della provincia di Avellino si sono recati per gridare forte di non volere le ricerche di petrolio in quel sito. E poi a Napoli quella organizzata da “Terra dei fuochi”.. Ma anche in Sicilia, quando sono partita per Napoli, ho deciso di rinunciare a due grandi manifestazioni che si sarebbero svolte sulla mia isola ed entrambe, ancora, per domenica 26. La prima a Milazzo dove non si sa più se ad ammazzare Milazzesi e abitanti del circondario, siano le ciminiere della città tirrenica o l’elettrodotto della valle del Mela che Terna, ignorando le richieste di interramento arrivate da associazioni di ambientalisti e semplici cittadini, ha già ultimato e alla luce del sole? L’altra manifestazione, un sit-in ad Augusta, laddove i russi hanno acquistato vecchi stabilimenti altamente inquinanti e già in via di disfacimento per via dell’uso e dell’abuso fatto negli anni scorsi. Questi, com’ è il corso naturale delle cose, prima o poi verranno chiusi e fin qui niente di strano se non fosse che…. I russi hanno acquistato senza l’obbligo di occuparsi né dello smaltimento dei materiali, ne della “bonifica” dei terreni utilizzati…e quindi? Chi si occuperà delle necessarie ma scomode e costosissime faccende che seguiranno la dismissione degli impianti?

Decido, dunque, di partire per Napoli e dopo un estenuante viaggio in pullman e le limitazioni “oggettive” provocate da un recentissimo incidente stradale, arrivo finalmente ad Orta di Atella, Napoli, dove sono stata invitata dal giornalista e scrittore Pino Aprile, alla presentazione del suo ultimo libro e poi, avrò la possibilità di parlare di tutti i casini che stanno massacrando la mia isola… Il pretesto, infatti, è la presentazione del libro ma la vera motivazione che spinge tantissima gente all’interno di quel palazzetto dello sport di Orta di Atella, nel casertano, è invece il bisogno di guardarsi in faccia, conoscersi, contarsi e stringersi in un abbraccio ideale ed è proprio questo quello che avviene. Serata magnifica, dunque, densa di partecipazione e calore, di testimonianze arrivate da tutte le regioni del meridione e commozione quando a parlare sono le mamme di quei bellissimi bambini le cui gigantografie occupano tanto spazio sul palco e tutto intorno. Occhi di bambini che non vedranno più luce perchè qualcuno l’ha spenta per loro, bambini e bambine che non ci sono più perché hanno deciso così degli adulti bastardi, profittatori e incoscienti… spinti da interessi personali di partito e “familiari”… e penso che è strano che le “mafie” abbiano da sempre usato il termine sacro “famiglia” per dare una parvenza di legittimità ai loro loschi affari…

Ora ci sono nuovi fratelli e sorelle, noi, pronti a smuovere finalmente le acque, per riappropiarci della nostra terra, della nostra dignità, della nostra vita, del nostro futuro.

 

Daniela Giuffrida

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 29 Ottobre 2013 e modificato l'ultima volta il 29 Ottobre 2013

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