mercoledì 17 luglio 2019
Logo Identità Insorgenti

RITORNI

Nuovo album di Clementino: Tarantelle. “Io black Pulcinella tra musica nera e Pino Daniele”

Musica | 8 Maggio 2019

Un piccolo giro per lo Stivale (ieri a Roma, domani a Catania e Messina, il 9 maggio a Torino e Varese, il 10 a Firenze) per Clementino, che torna dopo due anni con un nuovo album e la salute riconquistata. Il nuovo disco, “Tarantelle” è uscito lo scorso 3 maggio e in copertina c’è lui a 16 anni, quando già sognava di fare il rapper. Un disco concepito in modo molto diverso dai lavori degli ultimi anni, che lo avevano sfiancato per il ritmo soffocante dei Festival di Sanremo, dei tour, degli impegni di lavoro senza sosta. Oggi Clemente Maccaro ha 37 anni e non ha paura di raccontare i problemi con la droga, il percorso nella comunità e la riscoperta del “ritmo lento” come nuovo ossigeno anche per la vita professionale.

«In fondo il rap è solo e semplicemente una cosa: a’verità» spiega, raccontando di quest’album ricco e sofferto, concepito tra Napoli Nola, Cimitile, Lisbona, Milano, Alberobello, Vietri sul Mare, il Cilento e molte altre città in cui il rapper ha trascorso del tempo concentrandosi sul lavoro. «Mi considero l’unico esponente napoletano del black pulcinella: “black” perché figlio della musica black, “pulcinella” perché figlio di Pino Daniele».

Molte le collaborazioni incluse in questo nuovo lavoro, tra cui i migliori della scena rap italiana: Fabri Fibra in “Chi Vuole Essere Milionario”, Gemitaiz in “Alleluia”, Nayt in “Hola!” e Caparezza in “Babylon”.

«Non è solo il nome del ballo: a Napoli vuol dire anche un’altra cosa, è sinonimo di guai, casini e burdell’» spiega Clementino che proprio a questi guai affrontati a testa alta dedica il suo disco.

«La musica aiuta sempre; mi ha salvato la vita. Nei momenti di difficoltà ti chiudi in studio e tiri fuori le canzoni, invece di fare danni fuori in giro. Sarei potuto finire male, se non avessi fatto il rapper. In Europa i concerti saranno delle prove generali; in Italia sarà bella tosta. Ci sarà la band, chitarra basso batteria, una bella scenografia. Con il tour si parte in autunno». Mentre le tappe europee di giugno e luglio porteranno Clementino ad Amsterdam, Parigi, Londra, Dublino, Lisbona, Madrid, Barcellona e Valencia.

Quattordici canzoni per ricominciare, per tornare là dove tutto è iniziato e ritrovarsi dopo vent’anni di rap, ma soprattutto dopo un percorso estremamente difficile e doloroso, come quello dell’uscita dalla dipendenza da cocaina. Le Tarantelle che intitolano questo nuovo lavoro della Iena White, il più maturo della sua carriera, non si riferiscono solo alla varietà stilistica delle canzoni che lo compongono, ma anche a tutte le sofferenze, alla malinconia, al disagio e al dolore attraversati negli ultimi anni ed entrate nelle rime catartiche di queste canzoni.

“La musica – spiega ancora Clemente – è stata determinante, perché mi ha spinto a fare altro, a pensare ad altro e a non cadere nel baratro», ha raccontato il rapper di Nola oggi in conferenza stampa a Milano. Certo, ho passato due anni d’inferno, in comunità per due volte, dallo psicologo e chi più ne ha più ne metta, ma non ne voglio parlare, ne ho già parlato abbastanza. Posso solo dire che ora sto bene, sono felice e mi voglio godere la vita da cantante… famoso, perché, sai, molte volte ti chiedi se il pezzo va bene, sei assuefatto da quel genere di pensieri, invece basta essere lineari e mantenere il proprio equilibrio. Insomma, sono Gandhi fuori e vafammocc’ dentro. Dopo tante tarantelle, mi guardo allo specchio e dico: Ci sono riuscito, ma adesso bisogna mantenerla quella cosa. Per questo c’è il riferimento a me in piena adolescenza, quando io e il mio amico Marco scrivevamo le città con la data del nostro tour immaginario e facevamo finta di essere famosi. La cosa bella è che io le cose le ho fatte un po’ alla volta, sono diventato famoso un po’ alla volta, ho fatto la gavetta. Al mio primo instore per Iene disumane a Firenze c’erano tre persone, e io continuavo, giorno dopo giorno, ascoltavo Pino Daniele, guardavo i film di Vincenzo Salemme e poi, finalmente, mi sono ritrovato sul palco con questa gente ed è un’emozione incredibile».

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 8 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 8 Maggio 2019
#Clementino   #Rap  

Articoli correlati

Eventi | 16 Luglio 2019

IL CONCERTO

Al Noisy Festival l’inedito duo Enzo Avitabile e Kamasi Washington

Musica | 16 Luglio 2019

RAVELLO FESTIVAL

Concerto al plenilunio e la magia della costiera per omaggiare l’allunaggio

Musica | 16 Luglio 2019

ESTATE A NAPOLI

Concerti al Maschio Angiono: ci sono anche le Ebbanesis, voci da sirene

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi