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RUOTA DEGLI ESPOSTI

Simbolo di Napoli comunità aperta, rischia la chiusura: esclusa dai fondi Unesco

Arte e artigianato, Cultura, Identità, NapoliCapitale | 13 Febbraio 2014

ruota esposti

Nel cuore di Forcella si trova la Basilica della Santissima Annunziata, la chiesa resa famosa nel mondo per aver regalato ai tanti bambini orfani uno dei cognomi più diffusi in tutto il Sud : Esposito. Nella Chiesa, infatti, è presente la Ruota dell’Annunziata, un meccanismo di legno e marmo, con una fessura esterna in cui venivano lasciati i bambini che le madri non potevano mantenere, con un campanello venivano avvisate le sorelle dell’ordine che girando la ruota accoglievano nella loro grande famiglia i trovatelli.

Oggi, questo simbolo identitario tanto importante per ricordare a tutti di essere figli della comunità intera, rischia di sparire.

Dal primo dicembre, infatti, la struttura è stata chiusa per il rischio della caduta di calcinacci, a lanciare l’allarme è Luigi Carbone, assessore della II Municipalità, nonostante la Basilica dell’Annunziata sia un vero gioiello architettonico.

Realizzata dagli Angioini grazie alla Regina Sancia di Maiorca moglie di Roberto d’Angiò nel 1343, che vi fonda la Real Casa dell’Annunziata. Nel 1500 la Chiesa venne distrutta da un incendio, nel 1757 i lavori di restauro vennero affidati a Luigi Vanvitelli, il quale restrutturò parte inferiore,il succorpo sotterraneo, e superiore della chiesa, superando se stesso per la bellezza della struttura. Luigi, non riuscì a finire i lavori, che furono portati a termine dal figlio Carlo.

La basilica e la ruota dell’Annunziata sono accessibili solo grazie all’ingresso dall’ospedale omonimo, ma Carbone denuncia la completa mancanza d’informazioni per i visitatori e i turisti, che ha provocato un calo di visite pari all 85%.

Gli edifici rischiano la chiusura, sebbene dieci anni fa l’associazione Incontri Napoletani in accordo con la Sovrintendenza per i Beni architettonici finanziassero il restauro della ruota denunciandone lo stato di abbandono.

Dopo dieci anni, la situazione pare non essere cambiata, e il Comune continua a non vigilare sui propri beni: gli oltre 100 milioni di euro di fondi europei per la tutela del patrimonio Unesco stanziati dunque per il centro storico non toccheranno la chiesa e la ruota, per cui annuncia il direttore del complesso ospedaliero, Bruno Zampella che la direzione ospedaliera potrebbe essere disposta ad anticipare la quota necessaria. Intanto Carbone lancia l’appello per la ruota della speranza: Esposito di tutto il mondo unitevi!

Elena Lopresti

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Febbraio 2014 e modificato l'ultima volta il 13 Febbraio 2014

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