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SACRO E PROFANO

Maradona, l’eroe che unisce ogni generazione

Identità | 27 Novembre 2020

Io non l’ho visto Maradona. Sono parte di una generazione sfortunata nata a cavallo dei grandi successi sportivi e quel lento declino tramutato in fallimento. Troppo piccoli per gioire le gesta di una squadra trascinata dal campione Diego. Grandi abbastanza per osservare sconcertati il fallimento societario e il passaggio alle serie minori.

Io Maradona l’ho sentito. Ogni volta che mio padre me ne narrava le gesta, durante le passeggiate tra le vie della città antica a ridosso di quei luoghi che trasudano la magia, l’arte antica e la storia del nostro popolo. Incrociando le edicole pagane che segnavano il suo nome e adornavano il suo volto. Tra monumenti storici del Dio Nilo e un capello incornicato di un Dio sportivo. Incastonati nella terra e sopra ai muri con evocativo riguardo nei confronti della storia e della tradizione.

E del rispetto, soprattutto. Di una perdita che richiede riguardo e attenzione. Maradona è traguardo di un popolo immenso che parte da Buenos Aires e arriva fino a Napoli. Dell’uomo fragile che tutti accantonano per far spazio allo sportivo e trovare una giustificazione adeguata all’inarrivabile. Citando Malaparte, e scusandomi per la storpiatura, io vi dico: voi non potete capire Maradona. Voi non capirete mai Maradona.

A capirlo, fortunatamente, sono però in tanti. Figli di un dio che si ritrova nelle generazioni passate e future, tramandate e venerate per quarant’anni. Emozioni chiaroscure custodite in un sacrato di piazza al cui centro torreggia il numero dieci, dipinto sulla tela della città, trascinata fuori dai balconi e legata a piccolissimi fili che uniscono le case e le persone. Fino ad arrivare al mare, attraverso quel Tempio che da oggi ribattezziamo stadio Diego Armando Maradona, in quell’orizzonte immenso che si ricongiunge con il cielo.

Queste che stiamo vivendo sono giornate di cordoglio per Napoli, fatte di ricordi e di commemorazione. Un lutto che per una volta fa accezione del nero, colorandosi d’azzurro.

Gianluca Corradini

Un articolo di Gianluca Corradini pubblicato il 27 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 27 Novembre 2020

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