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SALONE DEL LIBRO

Da Scampia l’editore Marotta e Cafiero: “Disertare Torino? Una cazzata e vi spiego perché”

Battaglie, Cultura | 7 Maggio 2019

Continua la polemica contro la casa editrice vicina a Casa Pound ammessa al Salone del Libro di Torino che ha provocato il ritiro di alcuni editori e scrittori, in aperto scontro con la scelta di Nicola Lagioia di non escludere l’editore (dichiaratamente fascista) dall’evento. Editore la cui casa editrice ha pubblicato un libro intervista su Salvini (come ha fatto Mondadori in passato con “Secondo Matteo” senza che nessuno ne fosse turbato…).

Una polemica che appare ad alcuni editori – di sinistra e di periferia – del tutto strumentale. Come Rosario Esposito La Rossa, editore di Marotta e Cafiero a Scampia, fondatore della Scugnizzeria, animatore culturale – con la moglie Maddalena Stornaiuolo – di un’area raccontata spesso in negativo, nella quale loro sono esempi di resistenza fondamentali. Chi meglio di lui può rappresentare un pensiero libero e altro?

“Se i fascisti vengono al Salone del Libro io non diserto, per carità. Io partecipo. E trovo questa polemica stucchevole – ci racconta proprio mentre è in viaggio verso Torino – soprattutto nei confronti di Nicola Lagioia. Dico: ma avete visto cosa pubblica la casa editrice oggetto della polemica? Libri che raccontano pensieri di destra ma non mi pare ci siano titoli “fascisti” in catalogo. Di contro ricordo che il Mein Kampf di Hitler è stato pubblicato da Rusconi come da Kaos. E potrei fare migliaia di esempi. Cosa doveva fare Lagioia secondo questi che protestano e disertano? Analizzare 1400 case editrici? E con quale criterio, fatemi capire? Hai una casa editrice, una partita iva, paghi stand per partecipare. Se ci sono altre cose, reati come l’apologia del fascismo, il compito di fare qualcosa non è di La Gioia ma della magistratura….”

Per l’editore di Scampia, insomma, la diserzione è una vera e propria idiozia. “Una, e sottolineo una casa editrice fascista parteciperà al Salone Internazionale del Libro di Torino. Vedo intellettuali, scrittori e comuni lettori che dichiarano che non parteciperanno al Salone. Ma che cazzata è? Io non diserto, la Marotta&Cafiero parteciperà al Salone proprio per marcare la differenza che c’è tra chi promuove cultura e chi idee razziste. Ai lettori, agli scrittori, dico che non abbiamo bisogno della vostra assenza, ma della vostra presenza. Venite e boicottate le case editrici fasciste. I partigiani ci mettevano la faccia. Io al Salone del Libro ci sarò, a ribadire che il Salone è casa mia, è casa della cultura, del rispetto delle culture. Il Salone è incontro, accoglienza, confronto. Ci sarò, ci saremo e il nostro stand sarà una barricata non violenta, piena zeppa di Costituzioni italiane che regaleremo. Gli editori, gli scrittori, i lettori non devono lasciare spazi a chi usa la cultura come mezzo di diffusione di idee fasciste. Non dobbiamo lasciare spazio, così come abbiamo fatto nella politica, a persone che fomentano odio”.

Gli editori che intelligentemente hanno deciso di partecipare al salone di Torino tra l’altro hanno anche un appuntamento “canoro” e di protesta. Giovedì alle ore 12 da ogni stand che vorrà parteciparvi si leverà il coro di Bella Ciao:  “Giovedì alle ore 12 il Salone sarà invaso da migliaia di studenti: a loro mi rivolgo, al futuro e al presente dell’Italia. Noi alla 12 canteremo Bella Ciao, per ricordarci da che parte siamo, per ricordarci che al Salone del Libro di Torino i fascisti sono minoranza, sono uno contro 1400. Fatelo anche voi. Non disertate il tempio della cultura italiana, manifestiamo contro la violenza leggendo e acquistando libri. A chi si sta tirando indietro, dico solo che state facendo il loro gioco. Venite e raccontateci perchè oggi bisogna essere antifascisti. Abbiamo bisogno delle vostre parole e non dei vostri silenzi”.

Insomma, conclude l’editore di Scampia, si va avanti. “Si va avanti per non lasciare campo libero. Si va avanti per i lettori, gli scrittori che lavorano con noi, gli organizzatori. E poi i lettori possono boicottare i libri e non comprarli eventualmente…hanno un enorme potere. Io sono della stessa idea della scrittrice Michela Murgia insomma. Andare e lottare sul campo è l’unica strada per me”.

Mentre proseguono le polemiche sulla presenza tra gli stand del Lingotto di Altaforte, casa editrice vicina a Casapound, la scrittrice Michela Murgia chiede ai lettori di venire al Salone di Torino “con un libro che incarni e rappresenti i valori della democrazia, dell’umanità e della convivenza offesi dal fascismo e dal nazismo… vorrei vedere quei libri sollevati come uno scudo silenzioso, come un argine di storie potenti da contrapporre a chi la storia la vorrebbe negare e riscrivere…” – I particolari

La Murgia infatti ha scritto sulla sua pagina fb un post dai contenuti simili: “Se Casa Pound mette un picchetto nel mio quartiere che faccio, me ne vado dal quartiere? Se Forza Nuova si candida alle elezioni io che faccio, straccio la tessera elettorale e rinuncio al mio diritto di voto? Se la Lega governa il paese chiedo forse la cittadinanza altrove?  No. Non lo faccio.  E non lo faccio perché da sempre preferisco abitare la contraddizione piuttosto che eluderla fingendo di essere altrove. Per questa ragione al Salone del libro di Torino io ci andrò e ci andranno come me molti altri e altre… (…) Personalmente non cancellerò alcun incontro, ma userò l’unico in cui presentavo un libro mio per leggere un testo che ricordi cosa ha fatto il regime fascista in questo paese, chi ha perseguitato, chi ha ucciso, chi ha mandato al confino e quale responsabilità mai affrontata si porta addosso chi lo rimpiange. Chiedo ai lettori e alle lettrici che verranno a sentirmi sabato 11 all’Arena Bookstok alle 18:30 di venire con un libro che per loro incarni e rappresenti i valori della democrazia, dell’umanità e della convivenza offesi dal fascismo e dal nazismo. Alla fine del reading vorrei vedere quei libri sollevati come uno scudo silenzioso, come un argine di storie potenti da contrapporre a chi la storia la vorrebbe negare e riscrivere. L’unica difesa contro un presente senza coscienza è ricominciare a proteggere la memoria insieme”.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 7 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 7 Maggio 2019

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