martedì 17 settembre 2019
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SALONE DEL LIBRO

Fuori Casa Pound. Oggi l’inaugurazione dopo giorni di polemiche

Cultura | 9 Maggio 2019

Gli enti e le associazioni che organizzano il Salone del Libro di Torino hanno rescisso il contratto con Altaforte, la casa editrice vicina a CasaPound, come richiesto ieri dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte in seguito alle grosse polemiche che andavano avanti da giorni. Comune e Regione avevano motivato la domanda spiegando che la presenza di Altaforte al Salone stava causando un grave danno di immagine all’evento e alla città e aveva anche reso impossibile una lezione agli studenti di Halina Birenbaum, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, che aveva annullato per protesta la sua presenza. Si è trattata, hanno detto, di una «una scelta politica di cui ci assumiamo tutta la responsabilità».

Francesco Polacchi, editore di Altaforte ed esponente di Casapound, ha detto che avrebbe fatto ricorso in caso di recessione: «È una richiesta assurda, abbiamo pagato lo stand e siamo giustamente al Salone del Libro. Se dovessero rescindere il contratto, faremo causa». Il 7 maggio il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e la sindaca di Torino Chiara Appendino avevano anche denunciato Polacchi per apologia del fascismo.

Il Salone ha anche deciso di affidare l’inaugurazione a Birenbaum, che ha risposto con un video di ringraziamento.Il direttore del Salone Nicola Lagioia ha detto di aver chiamato gli autori che avevano annullato la loro partecipazione invitandoli a «preparare le valigie e venire a Torino»; uno di loro, il fumettista Zerocalcare, ha confermato la sua presenza su Twitter.

L’editore Francesco Polacchi, fondatore della casa editrice Altaforte, sfida l’esclusione dal Salone di Torino, decisa mercoledì dopo la richiesta di Comune e Regione, e annuncia: “Alle 10 ci sarò per ribadire che la logica di Altaforte non si piega al pensiero unico”. Regione Piemonte e Comune di Torino hanno presentato un esposto contro Polacchi e la procura ha aperto una inchiesta per apologia di fascismo.

“Sono assolutamente d’accordo con le scelte fatte insieme dal sindaco Chiara Appendino e dal presidente della Regione Sergio Chiamparino perché quando si fa politica si tratta anche di scegliere”. Lo ha detto il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, a margine dell’inaugurazione del Salone del Libro di Torino 2019, sottolineando che “sono state dette delle cose gravi, di cui non si può far finta di nulla. E bisogna prendere delle posizioni”.

“Siamo passati in cinque, sei giorni da un problema di contrattualistica privata a un problema di politica. La questione dal punto di vista simbolico si era fatta talmente grande che è anche giusto che sia passata al livello politico e quindi il presidente Chiamparino e la Appendino hanno preso una decisione politica. E per come si erano messe le cose è la decisione migliore” ha detto il direttore editoriale del Salone del Libro di Torino, Nicola Lagioia al suo arrivo al Lingotto nel giorno d’inaugurazione della Fiera preceduta da infinite polemiche.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 9 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 9 Maggio 2019

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