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SAN GREGORIO CENSURATO

Vietato fotografare i pastori: per l'Ansa creano ingorghi e favoriscono borseggi

Identità, NapoliCapitale | 8 Dicembre 2013

Il cartello situato all'altezza della statuina di Papa Francesco che invita i turisti a San Gregorio Armeno a non fare foto per evitare ingorghi di folla che favoriscano i borseggiatori, Napoli, 7 dicembre 2013. ANSA / CIRO FUSCO

Compere, divertimento all’aria aperta e lunghe passeggiate tra le vetrine illuminate. Anche questo è il Natale per le strade di Napoli, dov’è a dir poco piacevole fare due passi tra le innumerevoli bancarelle a fronte strada, i negozi e gli stand che ogni anno offrono a turisti e visitatori il meglio della produzione natalizia nostrana. Qualcuno però, forse troppo protettivo e conservatore, esordisce con simpatici cartelli affissi sui propri prodotti che invitano i pedoni a non fotografare la merce esposta.

Cartelli che fanno sorridere, se non altro per il semplice fatto che trovandosi in luoghi pubblici è possibile fotografare qualsiasi cosa, tranne in luoghi ove vigono norme specifiche (come ad esempio in certi musei). Sta di fatto che cartelli come quello in oggetto, specie a San Gregorio Armeno – strada partenopea celebre in tutto il mondo per i presepi, i pastori e quanto di natalizio e meglio si possa trovare sul mercato – ne sono spuntanti diversi.

Le motivazioni non sono ben chiare, ma consultando qualche amico della zona, deduciamo che il fine degli stessi sta nell’evitare che troppe immagini dei loro prodotti viaggino sul web, rischiando che qualcuno li copi e riproduca vendendoli per molto meno. Insomma un metodo maldestro quanto approssimativo per non farsi “rubare” le idee e non correre il pericolo di perdere “l’esclusiva” di determinate materie. Ma per il sito dell’ANSA Campania, la matrice di tale iniziativa dei commercianti (citiamo testualmente ) risiede nell”evitare gli ingorghi di folla che favoriscono i borseggiatori i quali approfittano della calca per sfilare i portafogli agli ignari turisti”

Addirittura si aggiunge “I vicoli sono stretti e la gente è tanta e basta che due o tre persone si intrattengano a scattare foto con telefonini e computer davanti ad uno degli scaffali e si paralizza il flusso; nella folla c’è chi non è affatto interessato ai pastori ma solo ad infilare le mani e le pinze nelle tasche degli altri”. Dichiarazioni che potrebbero contenere anche del vero, ma addirittura affibbiare all’abitudine di scattare foto, la causa scatenante del borseggio locale, ci sembra esagerato oltre che controproducente.

E’ palese che tra le attività più amate dai visitatori, v’è quella di immortalare ciò che vedono, ma se a questo passatempo si accolla una provocazione per i delinquenti a sfilare macchine digitali, smartphone o ipad, si rischia seriamente di disincentivare il flusso turistico in quest’area e colpire la già precaria economia partenopea. Un articolo a nostro avviso fuorviante e fortemente denigratorio, nei confronti di una Napoli che soprattutto in questo periodo non ha di certo bisogno di ulteriori colpi mediatici tesi a screditarne la vivibilità

Maria Rosaria Schiano

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 8 Dicembre 2013 e modificato l'ultima volta il 8 Dicembre 2013

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