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SAN SIRO E DINTORNI

Le narrazioni che ci ricordano che Napoli non è Italia

Attualità | 30 Dicembre 2018

A pochi giorni dagli episodi che al San Siro, durante il match tra Inter e Napoli, hanno scritto una delle più brutte pagine del calcio italiano, continuano a rincorrersi notizie, proclami, polemiche.

La complicità delle Istituzioni

L’Italia è un paese anomalo, lo sappiamo.

Come è anomalo che, contro l’indignazione di tutti, politici, opinionisti, giornalisti e persone comuni, il vice Premier nonché Ministro degli Interni Matteo Salvini minimizzi l’accaduto, prima facendo i complimenti a Mazzoleni, poi dicendosi contrario alla chiusura delle curve.

Secondo Salvini, infatti, i cori all’indirizzo di Koulibaly non sarebbero di matrice razziale ma rientrerebbero nei classici “sfottò” da stadio. Per il vice Premier, insomma, dare della scimmia ad un africano equivale, più o meno, a cantare “Milano in fiamme”.

La partita non andava sospesa secondo lui, sebbene la FIGC sia di parere diametralmente opposto.

Non ci stupisce, certo. Da uno che ha vinto le elezioni a suon di ruspe e promesse di barconi lasciati in mezzo al mare non ci aspettavamo nulla di diverso. Ma ciò che lascia quanto meno basiti è la continua distorsione dei fatti che, peraltro, sono ben visibili a tutti.

Persino uno come Gad Lerner, che spesso, in passato, ha fatto sfoggio di un vasto repertorio di luoghi comuni contro Napoli e i napoletani, si è detto indignato per il razzismo feroce che i partenopei devono subire, puntualmente, in tutti gli stadi d’Italia. E non solo negli stadi, aggiungiamo noi.

Altro autogol del vice Premier riguarda la chiusura delle curve. Ci si aspetterebbe il pugno duro da parte di chi si è sempre riempito la bocca con la parola “legalità”. Parole vuote, appunto, prive di senso. Chissà, forse il Ministro degli Interni -che da quando si è insediato non ha mosso un dito contro la criminalità organizzata- avrebbe chiuso tutti gli stadi del mondo se al posto dei napoletani ci fossero stati i “civili” padani…

Connivenze

D’altra parte, appena un paio di settimane fa Salvini è stato fotografato in atteggiamenti amichevoli con un capo ultra del Milan, Luca Lucci, pluripregiudicato e reo, tra le altre cose, di una grave aggressione ad un tifoso milanista.

Salvini prima si è giustificato dicendo che era lì in veste non istituzionale  (e vorrei vedere!), poi che questi non erano altri che “indagati tra tanti indagati” ed infine ha negato di aver mai visto prima Lucci. Della serie “non c’ero, e se c’ero dormivo”.

Narrazioni consuete

Poi, come sempre accade quando si parla di Napoli (e del Napoli) parte la corsa forsennata all’indizio, la foto,  la diceria che inchiodi i napoletani alle loro responsabilità. A prescindere, come direbbe Totò.

Per cui, succede che un centinaio di supporters interisti, in combutta con ultras di altre squadre, accorsi da altri territori, organizzino un assalto ad un pullman di napoletani arrivati a Milano per seguire il Napoli. Dal gruppo di assaltatori si distacca un pluripregiudicato di estrema destra arrivato lì con asce e coltelli che viene investito da un Suv, gli unici a soccorrerlo sono quegli stessi napoletani a cui avrebbe fatto certamente del male. E cosa si sente/legge in giro? Le solite zozzerie sui napoletani e la tifoseria azzurra. Roba che Spielberg è un dilettante…

Quel Suv napoletano che napoletano non è

Sin da subito, la pseudostampa italiana ha titolato a chiare lettere che l’ultra interista sarebbe stato investito da un Suv guidato…indovinate da chi? Da un napoletano, naturalmente.

In realtà, ancora non si conosce l’identità del conducente del veicolo.

Molto più verosimilmente,  si tratta di un locale che si è trovato coinvolto, suo malgrado, nella guerriglia. Uno, insomma, che passava di lì per caso.

Le parole del Questore

Il Questore di Milano, Marcello Cadorna, che per primo ha avuto parole di elogio per i supporters azzurri, ha detto in conferenza stampa che poteva esserci una strage. Ci sono, ad oggi, tre arrestati e sei indagati, tutti di area interista, e quattro tifosi napoletani accoltellati. Eppure, web e social si stanno scatenando alla ricerca del fantomatico accoltellatore napoletano che, allo stato dei fatti, non c’è.

Il tavolo di Salvini con le società

Sempre il Ministro degli Interni Matteo Salvini, nel parapiglia generale, ha dichiarato di voler incontrare società ed esponenti del tifo organizzato, per discutere di violenza, razzismo e tifoserie.

La domanda nasce spontanea: come farà Salvini a spiegare che non è bello fare cori razzisti? Si servirà del noto video in cui cantava :”Senti che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani “?

Non ci resta che ridere per non piangere.

Drusiana Vetrano

Un articolo di Drusiana Vetrano pubblicato il 30 Dicembre 2018 e modificato l'ultima volta il 30 Dicembre 2018

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