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SARDEGNA

Accordo chiuso a 75 centesimi al litro. Per Coldiretti ora occorre vigilare

Agroalimentare | 10 Marzo 2019

Raggiunto l’accordo sul prezzo del latte da pagare ai pastori della Sardegna. Davanti al prefetto di Sassari Giuseppe Marani le parti hanno raggiunto un accordo per il pagamento del prodotto 74 centesimi al litro. Una soluzione di compromesso dopo che nei giorni scorsi il dialogo si era arenato sulla cifra ritenuta insoddisfacente di 72 centesimi.

La parole ora passa alla «base» degli allevatori: la loro rabbia aveva portato nelle scorse settimane a compiere numerosi atti plateali in tutta l’isola: latte versato in strada, blocco di caseifici, in alcune circostanze anche assalti armati a cisterne che trasportavano il latte. La rabbia era stata provocata dal precipitare del prezzo del loro prodotto, finito sotto i 60 centesimi al litro a causa di una crisi di sovraproduzione del pecorino, in particolare quello romano, a cui gli allevamenti sardi forniscono la materia prima.

La posizione di Coldiretti

“Serve ora vigilare attentamente sul rispetto dell’accordo per fare in modo che si trasferiscano ai pastori gli effetti positivi sul mercato del pecorino determinati dall’intervento pubblico e dall’aumento delle vendite stimato pari al 30% dalla grande grande distribuzione, per effetto delle campagne promozionali. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’accordo sul prezzo del latte ovino raggiunto a Sassari dopo quasi un mese di negoziati iniziati al Viminale con il Vicepremier Matteo Salvini dopo la manifestazione della Coldiretti guidata dal presidente Ettore Prandini in piazza Montecitorio.

Da allora circa tre milioni di litri di latte sono stati lavorati per essere dati in beneficienza, dati in pasto agli animali o gettati in strada per colpa di una situazione insostenibile che – ricorda la Coldiretti – ha portato i pastori all’esasperazione. Abbiamo firmato per ultimi con senso di responsabilità un accordo che – sottolinea la Coldiretti – aumenta del 20% l’acconto sul prezzo del latte consegnato dai pastori rispetto all’inizio del negoziato, con l’obiettivo però di arrivare a quotazioni finali di un euro per effetto della griglia di indicizzazione che è stata impostata.

Restiamo impegnati per ottenere nuove regole che valorizzino il lavoro dei pastori nella formazione del prezzo e vigileremo affinché, dopo le evidenti disfunzioni,  si arrivi al piu’ presto una corretta gestione del Consorzio di tutela del pecorino Romano che veda protagonisti i pastori, ai quali devono essere assegnate le quote di produzione. In gioco – conclude la Coldiretti – ci sono 12mila allevamenti della Sardegna dove pascolano 2,6 milioni di pecore, il 40% di quelle allevate in Italia, che producono quasi 3 milioni di quintali di latte destinato per il 60% alla produzione di pecorino romano (Dop)”.

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 10 Marzo 2019 e modificato l'ultima volta il 11 Marzo 2019

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