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“S’arricorda ‘o cippo a Furcella” | perché si usa dire così?

News | 1 Luglio 2017

Nel quartiere di Forcella, che deve il nome alla sua particolare conformazione biforcata nel tratto finale, come a formare proprio una forcella o una Y, sopravvivono da oltre 2000 anni dei resti di mura greche facenti parti all’epoca della cinta difensiva della città di Neapolis.

Nello slargo antistante il Teatro Trianon, ovvero Piazza Vincenzo Calenda, è oggi ben visibile una sorta di ammasso di antiche pietre circondate da un’inferriata circolare, che da sempre sono state erroneamente definite dal popolo “ceppo”, vista la forma che hanno assunto nel corso dei millenni. In realtà si tratta dei resti di quella che era una porta di accesso alla città di Neapolis, la porta Herculanensis, rinominata poi Furcillensis a causa della particolare conformazione della via di accesso ad essa.

Il “ceppo” rappresenta forse uno dei reperti archeologici più antichi di Napoli, databile intorno al III secolo a.C., ed è per questo che nel gergo popolare napoletano per riferirsi ad una cosa molto vecchia si fa riferimento ad esso, con il’ormai celebre modo di dire: “S’arricorda ‘o cippo a Furcella”

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 1 Luglio 2017 e modificato l'ultima volta il 1 Luglio 2017

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