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Saviano: assoluzione dei boss al processo sulle presunte minacce

Senza categoria | 11 Novembre 2014

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Il mito mediatico dell’eroe anticamorra Saviano perde un altro pezzo: dopo le dichiarazioni del 2009 dell’allora capo della squadra mobile di Napoli, Vittorio Pisani, sull’assegnazione della scorta a Saviano (“Sull’assegnazione alla scorta a Saviano, il nostro parere fu negativo: le minacce non avevano riscontro”), ieri i giudici della Terza Sezione del Tribunale di Napoli, in merito al processo per le minacce allo scrittore, hanno sentenziato che il fatto non sussiste per Antonio Iovine, Francesco Bidognetti e Carmine D’Aniello. Un anno di reclusione con la sospensione condizionale della pena invece per Michele Santonastaso, l’avvocato storico del clan degli Schiavone.

Saviano non ci sta a perdere l’immagine della vittima sacrificale, e a caldo commenta: “Non si può pensare che l’avvocato dei camorristi possa prendere un’iniziativa personale senza interloquire con i capi. Se così fosse davvero non abbiamo capito niente della camorra“, e con tutta probabilità sarà questa l’unica versione che vedrete discussa sui media mainstream. Difficilmente infatti vedremo riprese le seguenti dichiarazioni, nonostante la stretta attinenza con l’oggetto della sentenza: “Tu sei scemo, ma chi è, ma che ce ne importa a noi di questo Saviano”? Ed ancora: “Santonastà (Michele Santonastaso, il legale dei boss), ma perché non ti stai zitto con questo Saviano? Ma lascialo perdere…”. Si tratta di dichiarazioni del boss Antonio Iovine tratte dal quinto verbale da collaboratore di giustizia, e depositate nella versione integrale fonoregistrata la mattina del 9 Giugno scorso.

Ora che sia chiaro un punto: a noi le mafie fanno schifo dal profondo del cuore fin dalla loro nascita ufficiale, circa un secolo e mezzo fa, ad opera e per mano di quella tragedia spacciata per risorgimento. Per tale ragione solo una cosa è in grado di nausearci più di quest’ultime: chiunque distragga l’attenzione dalla “cooperativa” stato – mafie incentrando ogni discussione a riguardo sulla manovalanza criminale e non su chi la gestisce dall’alto.

Saviano ha definito i boss “guappi di cartone, che si sono nascosti dietro il loro avvocato“, e ha già annunciato che ne parlerà stasera su Rai3 a Ballarò: in sostanza, facile previsione, parlerà di sé stesso e della sua intoccabile immagine di vittima sacrificale. Poiché definisce i boss assolti ieri i veri mandanti delle minacce, lo scrittore potrebbe cogliere l’occasione di stasera per fare ciò che rimprovera alla sentenza. Potrebbe ovvero parlare anche lui dei “mandanti”, delle massime cariche politiche coinvolte nella trattativa stato mafia, di quel Napolitano ministro degli interni quando furono secretate le dichiarazioni del boss Schiavone, e del coinvolgimento dei servizi deviati nel traffico di rifiuti tossici da nord a sud. Potrebbe parlare di questi argomenti, invece di “bannare” dalla sua pagina tutte le persone che negli ultimi anni gli hanno segnalato queste informazioni: ma siamo alquanto certi che ciò non sarà, e si parlerà solo dei guappi di cartone. A conferma del fatto che, oltre a quest’ultimi, esistono anche i giornalisti di cartone.

Lorenzo Piccolo

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 11 Novembre 2014 e modificato l'ultima volta il 11 Novembre 2014

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