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NAPOLI A PIEDI

Salita Cacciottoli: diserbo perfetto, l’immondizia invece lì sta per diventare d’epoca

Ambiente | 12 Settembre 2018

Vogliamo ringraziare gli “LSU giardini” i Lavoratori Socialmente Utili napoletani, ed il presidente della Municipalità 5, Vomero-Arenella, Paolo De Luca che pochi giorni fa si sono interessati del diserbo dell’antico percorso pedonale (in parte scale, in parte normale tracciato) di Salita Cacciottoli, dopo una nostra segnalazione. Ce ne eravamo occupati circa due anni fa, il 5 novembre 2016, in questo articolo. All’epoca eravamo speranzosi anche nell’arrivo dei fondi per il “Patto per Napoli”, di cui una parte (alcuni milioni di euro) era stata destinata al recupero delle antiche scalinate della nostra città ed avevamo dedicato alle scale napoletane un intero reportage in dieci puntate (poi diventato un libro, “Napoli a piedi” edito da Homo Scrivens).

L’idea di fondo di quel reportage era andare a vedere in che stato fossero i principali percorsi pedonali antichi che collegano quartieri diversi di Napoli. Era un mondo di cui avevamo spesso sentito parlare, alcune di quelle scale le avevamo percorse negli anni, altre le conoscevamo solo di nome, altre neanche.

Da quella specie di “censimento camminato” avevamo tirato fuori l’impressione che la maggior parte di queste antiche arterie cittadine, ai nostri giorni scadute al rango di percorsi secondari, pochissimo usati dai napoletani, molto di più dai turisti e da chi ci abita accanto, stesse in forma non diciamo ottimale ma molto accettabile; che potessero costituire già da subito delle ottime alternative ai mezzi pubblici o privati per muoversi da un quartiere all’altro. Eravamo rimasti sorpresi infatti non solo del loro stato di salute ma soprattutto dai tempi di percorrenza veramente ridotti che richiedono per andare da un capo all’altro.

Bene, benissimo; questo però eccetto in due casi: c’erano due scalinate, delle nove indagate, che qualche problema lo avevano e ve lo diciamo subito ancora ce l’hanno. Sono Salita Villanova, che va da via Manzoni a via Posillipo, e Salita Cacciottoli che dal Vomero, dall’ex gasometro sulla collina di San Martino, arriva a piazzetta Olivella, a pochi metri da piazza Montesanto.

Allora pochi giorni fa, quando abbiamo visto sui social che stavano ripulendo un po’ di scalinate che dal Vomero vanno verso la città antica, con un post gli abbiamo ricordato che Salita Cacciottoli di un poco di pulizia ne aveva proprio bisogno e che visto che si trovavano a fare quel lavoro, non si sprecasse l’occasione, non se ne dimenticassero. Perfetto.

Dopo qualche giorno vediamo di nuovo qualche post, stavolta dei lavori di pulizia ultimati, ci sono anche delle foto inconfondibili: chell’è Cacciottoli, pensiamo, che bella emozione!

Allora il giorno dopo, ieri mattina, andiamo a vedere, non ci possiamo far scappare quest’occasione. Nel corso dei quasi due anni che sono passati da quel primo articolo, da quella prima volta in cui di là eravamo scesi, c’eravamo tornati a vedere altre due o tre volte e avevamo trovato sempre la stessa situazione.

Bene, iniziamo a camminare dall’ex gasometro del Vomero (pure qui, per quello che dovrà essere un parco pubblico, abbiamo constatato che i lavori sono fermi, per l’ennesima volta, di nuovo), dall’inizio di Salita Cacciottoli, per rivederla tutta anche se il tratto sporco era quello subito sotto l’incrocio con via Girolamo Santacroce.

Scendiamo. Superato l’incrocio con Girolamo Santacroce la scalinata non presenta neppure un filo d’erba fuori posto: CHE BELLA SENSAZIONE!

Ora non resta che vedere com’è la situazione dopo. Qui due anni fa avevamo fotografato un cappotto appeso al muro e il materasso che probabilmente qualcuno usava per dormire sotto un piccolo cavalcavia che si trova poco più avanti. Da lì in poi era la parte con non solo erba ma anche immondizia; è quello il posto dove siamo curiosi di vedere com’è adesso.

Arriviamo alla curva. Ecco: CHE DELUSIONE!

Il cappotto non c’è più, sono rimaste solo le scarpe infilate in una nicchia di tufo. Il materasso che era avvolto nel muro adesso sta per terra in mezzo a moltissimi altri rifiuti e, sorpresa più grande: si vedono delle siringhe sparse in giro e altre infilate in un buco del muro.

Insomma era meglio quando ci abitava il barbone: le siringhe all’epoca non c’erano, probabilmente lui faceva in qualche modo da custode di questo luogo oscuro. Continuiamo a scendere per vedere più avanti, anche se ormai è evidente, l’immondizia che vediamo ha sopra un velo di ragnatele, è proprio la stessa che due anni fa fotografammo.

Più giù stessa scena: l’erba non c’è, lavoro perfetto degli LSU, complimenti, ma c’è un altro bel mucchio che contiene addensati un tronco, un materasso e diversi altri oggetti non esattamente da arredo urbano. Sono gli stessi tronchi e lo stesso materasso che trovate nelle foto dell’articolo di due anni fa. Se siete curiosi andate a vedere: il materasso è esattamente quello che all’epoca chiamammo il sedile dell’ “auto del mondo di sotto”.

Grazie agli LSU ed al presidente della Municipalità 5, però qui forse qualcun altro dovrebbe intervenire. Possiamo capire che questa non sia un’arteria trafficata (non lo diventerà mai, neppure di striscio, se la lasciamo in questo stato) e che quindi non sia in cima alle priorità del servizio rifiuti della nostra città, però signori, ad una decina di metri da quei cumuli di rifiuti la gente ci abita, c’hanno pure a piano terra il cortile, e soprattutto: due anni so’ due anni!

Testo e foto Francesco Paolo Busco

Un articolo di Francesco Paolo Busco pubblicato il 12 Settembre 2018 e modificato l'ultima volta il 8 Dicembre 2018

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