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SCAMPIA

Aggiudicata la gara d’appalto per la rimozione dei rifiuti di Cupa Perillo

Periferie | 23 Dicembre 2020

E’ stata  finalmente aggiudicata la gara d’appalto riguardante la procedura di rimozione dei rifiuti che attualmente si trovano sull’area ex campo nomadi, ovvero la zona interessata dal famoso incendio del 27 agosto 2017 dell’area di Cupa Perillo a Scampia dove andarono in fumo carcasse di auto, pneumatici e baracche.

Attraverso l’operazione strategica denominata “Piano regionale di bonifica” la regione Campania e Invitalia – società per azioni e partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia – lo scorso luglio hanno individuato la ditta aggiudicataria dell’operazione della rimozione dei rifiuti combusti, ovvero i rifiuti bruciati.

Mentre per quanto riguarda gli altri tipi di rifiuti, il comune di Napoli già da un anno programma ogni 15 giorni interventi per la rimozione di ingombranti per impedire che i rifiuti vadano a fuoco. Purtroppo però in quell’area nuovi rifiuti sono all’ordine del giorno perché gli incivili vedendo l’area che è degradata e abbandonata pensano di essere in diritto di scaricare di tutto. L’opinione pubblica spesso pensa che quei rifiuti siano lì solo per colpa dei rom, ma in realtà attraverso dei controlli da parte delle forze dell’ordine  si è visto che a contribuire a quel degrado siano  anche i cittadini campani, che arrivano dai vari comuni confinanti con Scampia che per poche decine di euro commettono dei reati ambientali.

Ad oggi sono state terminate anche tutte le attività preliminari ed è stato approvato dall’Arpac  – l’agenzia regionale  per la tutela ambiente- il piano di lavoro ed a giorni, probabilmente dopo le feste natalizie, si inizierà anche con la rimozione dei rifiuti combusti. L’area del campo rom occupata dai rifiuti andati a fuoco è di 120mila metri quadri e il tempo stimato per completare l’operazione di rimozione è di circa 30 giorni.

Di queste tematiche importanti per il territorio di Scampia se n’è parlato anche domenica scorsa in una conferenza stampa indetta dal “Coordinamento territoriale Scampia”  dove erano presenti diversi attivisti del Fronte Popolare, comitato lotto P,  l’associazione “Chi rom e chi no” e in via telematica anche l’assessore all’ambiente del comune di Napoli Raffaele Del Giudice che mentre spiegava ai presenti tutti i passaggi avvenuti per raggiungere l’obiettivo della bonifica, ci ha tenuto a sottolineare che “ha funzionato la Cooperazione istituzionale con Regione Campania, Arpac e Invitalia. E’ un risultato insperato se si considera la complessità tecnica che ruota attorno al piano di bonifica. Abbiamo fatto un lavoro lungo, siamo sempre sul pezzo”.

La bonifica è necessaria sia per gli abitanti di Scampia che vivono nei pressi del campo rom, ma anche per la dignità degli stessi abitanti del campo. In seguito alla bonifica il Comitato lotto P chiede fortemente anche la riapertura degli svincoli dell’Asse perimetrale – che tutt’ora sono chiusi perché nei pressi sorgono molti degli insediamenti abitativi del campo rom – attualmente i camion dell’ASIA che passano a prendere i rifiuti fanno il giro di tutto il quartiere passando vicino alle abitazioni mentre basterebbe prendere lo svincolo dell’asse mediano senza disturbare i cittadini nel pieno della notte e senza rischiare che durante il cammino ci siano delle perdite involontarie di rifiuti.

Il Coordinamento ha indetto questo incontro perché vuole chiarezza su tutti gli avanzamenti dei lavori ed ha chiesto espressamente all’Assessore Del Giudice di voler partecipare come fronte popolare anche nella fase di analisi dei progetti e di avere l’opportunità di conoscere da vicino le fasi di sviluppo: una sorta di controllo popolare su tutto quella che sarà la procedura delle attività.

Spiega il Presidente del Coordinamento, Gino Marrone: “vogliamo dialogare a 360 gradi con le istituzioni per innalzare il PIL del quartiere di Scampia e proiettarlo nel futuro”.

Scampia è uno dei quartieri più poveri di Napoli e subito dopo la bonifica bisogna partire anche con un piano economico istituendo la cosiddetta “ZES”, ovvero una zona economica speciale che servirebbe ad attrarre nuovi investitori.

Giuseppe Mancini

 

 

Un articolo di Giuseppe Mancini pubblicato il 23 Dicembre 2020 e modificato l'ultima volta il 23 Dicembre 2020

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