fbpx
venerdì 14 agosto 2020
Logo Identità Insorgenti

SCAMPIA

Gli studenti della “Melissa Bassi” traducono in napoletano i classici, da Dante a Petrarca

Lingua Napoletana | 9 Giugno 2020

Nonostante le difficoltà della didattica a distanza che hanno affrontato gli istituti scolastici per l’emergenza Covid-19, a Napoli dall’Istituto di istruzione superiore “Melissa Bassi” del quartiere Scampia, in questi mesi è nata un’iniziativa editoriale importante: una raccolta dei classici della poesia italiana tradotti in napoletano e calabrese  .

Il progetto prende il nome di “Tradurre è un po’ produrre ” e ha l’obiettivo – spiegano la prof.ssa Marta Compagnone e il preside Domenico Mazzella di Bosco – di «far comprendere ai ragazzi il valore della propria cultura e delle proprie radici».

Gli studenti che hanno partecipato al progetto hanno realizzato un e-book(https://www.epubeditor.it/ebook2/182907.html) gratuito, messo a disposizione per tutti:  all’interno del libro digitale vengono riportati i testi originali delle opere con le traduzioni in napoletano o calabrese accompagnati anche da un file audio con la lettura e interpretazione degli studenti.

Tradurre è un po’ produrre è una raccolta realizzata grazie all’impegno e all’entusiasmo degli studenti delle classi III A (professionale per i servizi commerciali) e IV C (tecnico turistico) dell’I.S.I.S Melissa Bassi di Napoli che hanno tradotto in napoletano e, considerando il background linguistico di un’allieva, in calabrese, alcuni testi della letteratura italiana che abbracciano epoche e movimenti diversi: da Io m’aggio posto in core di Jacopo da Lentini, ideatore del sonetto e poeta della scuola siciliana a Shemà di Primo Levi, con la sua drammatica e forte testimonianza della Shoah, passando per lo stilnovismo di Guinizzelli, Cavalcanti e Dante, per la poesia comico realistica di Cecco Angiolieri, per il Canzoniere di Francesco Petrarca, per il gusto barocco di Giambattista Marino e quello preromantico di Alfieri e Foscolo. Ogni traduzione è accompagnata da un file audio con la lettura e l’interpretazione degli studenti.

“E’ stato un lavoro molto stimolante per gli studenti dice – spiega la professoressa Marta Compagnone – perché questo progetto ha permesso di riattualizzare l’immaginario poetico della tradizione letteraria italiana, attingendo all’iconicità dei dialetti napoletano e calabrese, la cui ricchezza espressiva è riuscita a ridurre la distanza cronologica dai testi originali.

Portare un po’ di napoletano a scuola  è una buona occasione per far  avvicinare con più passione come in questo caso gli studenti alla letteratura e anche per correggere un napoletano che spesso è alterato dal linguaggio di strada”.

Da Scampia un esempio di come potrebbero lavorare, insomma, le scuole di Napoli sulla nostra lingua proprio nei giorni in cui la Regione Campania ha finalmente scelto i commissari del comitato scientifico che andranno a difendere e diffondere negli istituti campani, come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi su queste pagine, il napoletano scritto e parlato.

Giuseppe Mancini

Ph Sergio Valentino

Un articolo di Giuseppe Mancini pubblicato il 9 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 9 Giugno 2020

Articoli correlati

Lingua Napoletana | 12 Agosto 2020

LINGUA NAPOLETANA

Il Console ucraino Hamotskyi a fine mandato: “Amo Napoli e la sua lingua”

Campania | 18 Luglio 2020

IL RICORDO

Luciano non morirà mai per noi, generazione cresciuta con le sue storie

Lingua Napoletana | 7 Giugno 2020

IL DECRETO

Nominato il Comitato Scientifico per la Valorizzazione del Patrimonio linguistico Napoletano

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi