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SCAMPIA

L’Auditorium della discordia nel rimpallo istituzionale

Periferie | 10 Luglio 2020

E’ da una settimana che è stata demolita la Vela Verde di Scampia, e mentre tutti erano concentrati a veder crollare il “mostro di cemento”, il consigliere Claudio di Pietro dell’VIII municipalità di Napoli ha lanciato un grido di allarme – a nome del territorio – attraverso una nota istituzionale diretta al municipio e al comune di Napoli che pone l’attenzione sullo stato d’abbandono in cui versa l’Auditorium Fabrizio de Andrè di Scampia.

È da circa dieci anni che l’auditorium non trova pace, e per lunghi periodi – in maniera alterna – è stato abbandonato a sé stesso e inutilizzato. Il consigliere ci spiega che “sarebbe dovuto essere un luogo di cultura e armonia, dove si sarebbero potute sconfiggere tante tensioni sociali e combattere la rabbia e la negatività di una periferia grigia diventata ormai solo un dormitorio”.

L’Auditorium occupato

L’Auditorium è chiuso dal 27 agosto del 2017, quando un forte incendio distrusse il campo rom di cupa Perillo imponendo al Comune di Napoli di spostare tutte le famiglie sfollate nell’Auditorium del quartiere a nord di Napoli. I rom ospitati nella struttura comunale dovevano restarci per pochi mesi, ma in realtà l’ultima famiglia rom ha lasciato la struttura solo il 17 dicembre 2018, ben sedici mesi dopo l’incendio.

Il giorno successivo il presidente di Municipalità Paipais Apostolos, appena ritornato in possesso della struttura, insieme ai suoi collaboratori e al Comandante della Polizia Municipale U.O. di Scampia, si reca nell’Auditorium per un sopralluogo trovandolo in condizioni disastrose.

I danni

Dal verbale di constatazione delle condizioni dell’auditorium emergono tutti i danni recati alla struttura:
– Sono palesi le carenti condizioni igienico-sanitarie in cui versa la struttura;
– Presenza di residui di cibo;
– In alcuni bagni risultano divelti i servizi igienici;
– E’ stata riscontrata la mancanza di circa 40 poltroncine di colore rosso con struttura nera che venivano utilizzate durante le manifestazioni che si tenevano nel foier;
– E’ stata forzata una porta che introduceva ad un vano dove la Napoli Servizi S.p.a custodiva il materiale per le pulizie;
– Sono stati tolti dalle pareti molti estintori svuotati del loro contenuto, sparso sul pavimento, e in alcuni casi sono stati divelti i sostegni;
– Sono stati asportati i bocchettoni delle pompe antincendio;
– E’ stato asportato il proiettore fissato al soffitto all’interno del teatro;
– Sono stati asportati i faretti agganciati alla struttura in ferro;
– Manomessi gli impianti: elettrico e di riscaldamento.

Il rimpallo istituzionale

L’assessore alla cultura Eleonora de Majo ci spiega che nel novembre 2019, poco dopo la sua nomina da assessore, effettuò un sopralluogo nella struttura con la Municipalità da cui emersero – oltre ai vari danni già manifestati dalla municipalità – problemi di infiltrazioni d’acqua e, soprattutto, di agibilità dell’edificio, con le revisioni scadute durante il periodo d’inattività.

Il comune di Napoli, in seguito a ulteriori verifiche tecniche, nel periodo natalizio fino a inizio pandemia, ha provveduto a ripristinare buona parte dei bagni, in attesa di un preventivo che consenta il rinnovo dell’agibilità dell’edificio.

Per adesso non si conoscono ancora i costi per mettere in sicurezza l’Auditorium,  il Comune – secondo l’Assessore – ha più volte sollecitato la Municipalità a quantificare gli interventi da fare, ma non è arrivata ancora nessuna risposta da parte del Municipio Ottavo. Allo stesso tempo, il presidente della Municipalità afferma che l’ultima volta che ha sentito l’Assessore è stato il 10 febbraio, quando in una nota istituzionale il comune aveva dato mandato ai suoi uffici di avviare tutte le procedure necessarie alla sistemazione e riparazione della struttura e all’ottenimento della agibilità definitiva. Il Presidente ci spiega dunque che c’è stato – attraverso questa nota – un interessamento alla questione da parte dell’Assessore ma non c’è stata alcuna traccia delle sollecitazioni  per quantificare i lavori da svolgere.

Successivamente, il 2 marzo, la dirigente del servizio cultura – su richiesta dell’assessore De Majo – ha convocato il servizio tecnico della municipalità e da quella riunione emerse il mandato di elaborare un computo.
Con la ripresa delle attività nel post lockdow,  da quanto ci è stato riferito, la dirigente sta provando a mettersi in contatto con l’ufficio tecnico della municipalità ma senza alcun successo.

D’altro canto il Presidente della Municipalità, in attesa dalla nota dello scorso 10 febbraio, dice che è pienamente disponibile a concludere questa vicenda e a incontrare l’Assessore per restituire l’Auditorium a Scampia.

Mancanza di fondi

Oltre al mancato preventivo dei costi per i lavori, un altro ostacolo da superare sono i fondi per finanziare i lavori. L’auditorium di Scampia ha avuto accesso ad un finanziamento di città metropolitana di circa 300 mila euro che dovrebbero bastare per metterlo in sicurezza, ma per accedere a questi fondi bisognerebbe attendere i tempi della gara di città metropolitana, e Scampia potrebbe non vedere l’Auditorium riaperto prima di maggio 2021.

L’assessore De Majo ci assicura che l’Auditorium di Scampia è la priorità tra le priorità ed è per questo che per anticipare i tempi vorrebbe provare ad utilizzare i fondi comunali per gli interventi urgenti, ma per adesso non è possibile perché l’assessorato alla cultura non ha più fondi propri e fino a quando non arriverà un intervento del governo sui comuni non si potrà fare nulla.

Dunque, sia da parte del Presidente che dell’assessore, al di là degli ostacoli da superare, c’è la volontà di portare a termine questi  lavori che non iniziano ancora per una comunicazione poco efficace tra le istituzioni cittadine.
A oggi, le note istituzionali che partono da Palazzo San Giacomo sembra non riescano ad arrivare in direzione Scampia.
Nei fatti, è davvero assurdo che per l’ennesima volta Scampia sia vittima di una diatriba tra i due enti che non riescono a collaborare per il bene del quartiere. Noi, d’altro canto, continueremo a vigilare sulla vicenda.

Giuseppe Mancini

Un articolo di Giuseppe Mancini pubblicato il 10 Luglio 2020 e modificato l'ultima volta il 10 Luglio 2020

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