mercoledì 21 novembre 2018
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UNO SCHIAFFO AL BULLISMO

Il sogno del piccolo Alex diventa realtà: dalle offese social ai selfie con i giocatori del Napoli a Castelvolturno

Sport | 17 ottobre 2018

Il potere della solidarietà contro la vigliaccheria e la prepotenza del bullismo. Potrebbe essere riassunta così la parabola agrodolce che ha interessato il piccolo Alex Buonocore, tifoso azzurro di 12 anni ritrovatosi insultato sui social network per la sua stazza fisica dopo che le telecamere lo avevano inquadrato, nel pre-partita di Napoli-Sassuolo di domenica 7 ottobre, al fianco dei suoi amati beniamini.

Quella che doveva essere una giornata memorabile, si è incredibilmente trasformata in un momento di vergogna e di gratuita umiliazione, perlopiù perché rivolta ad un bambino, qual è Alex, che da qualche anno porta avanti con tenacia la sua battaglia personale con un brutto male.

E’ in quel momento che la macchina solidale si è azionata, così da rovesciare lo scempio riversato su Alex e continuare a fargli dimenticare, ancora per un po’, le sofferenze e le difficoltà del suo quotidiano. A promuovere l’iniziativa è stata la onlus partenopea DiamoUnaMano, promotrice da oltre vent’anni di iniziative umanitarie e di volontariato di vario genere.

Così, appena un paio di giorni fa, grazie alla generosità di un gruppo di tifosi della Curva B del quartiere Miano, ad Alex e alla sua famiglia sono stati regalati dei mini-abbonamenti per le prossime due partite di Champions League del Napoli, contro il Paris Saint-Germain di Edinson Cavani e i serbi della Stella Rossa di Belgrado.

Per Alex, il regalo più bello ed emozionante è arrivato questo pomeriggio, quando ha potuto far visita al Centro Tecnico di Castelvolturno e conoscere dal vivo Mister Carlo Ancelotti e i suoi idoli in maglia azzurra. In tanti si sono poi concessi a dei selfie carichi di allegria, che poco potevano nel contenere tutta la gioia del piccolo cuore azzurro nel poter trascorrere del tempo insieme a loro.

Una lezione di civiltà ed umanità come poche, con cui si è riusciti ad isolare i violenti e a restituire serenità ad un bambino che è diventato, grazie all’aiuto della collettività e alla sua straordinaria forza e bontà d’animo, un vero e proprio esempio per chi, come lui, si è ritrovato o potrà ritrovarsi bersaglio della piccolezza e della gogna dei bulli.

Antonio Guarino

Laureato in Economia, in esilio a Milano. Classe 1990, venuto al mondo diciassette giorni prima del secondo Scudetto del Napoli. Tifoso appassionato e passionale degli Azzurri da quando a 5 anni, allettato per la varicella, mio padre ben pensó di farmi trascorrere quella convalescenza in compagnia delle videocassette di Maradona raccontate da Salvatore Biazzo, Luigi Necco e Italo Kuhne. Nella grande famiglia di Identità Insorgenti dal 2015, per cui scrivo e racconto le emozioni a tutto tondo del mondo calcistico partenopeo.

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