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venerdì 7 agosto 2020
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SCIOPERO SOCIALE

Terzo confronto sul mondo del lavoro del laboratorio di Zero81

Lavoro, Precariato | 20 Ottobre 2014


stop jobs act

Lunedi 13 ottobre si è riunito per la seconda volta il laboratorio napoletano sullo sciopero sociale. L’assemblea ha visto la partecipazione di diversi soggetti del mondo del lavoro (Usb, Cobas, SiCobas, Astir) e del non lavoro (collettivi universitari, centri sociali, disoccupati e precari). Uno spazio aperto che anche oggi si dà appuntamento per la terza volta (stavolta presso Zero81, in piazza Banchi Nuovi, dalle 17). Si tratta di un tentativo di dialogo tra soggetti differenti che provano, dopo anni, a cercare le modalità con cui confrontarsi su tematiche quali l’organizzazione del lavoro precario, lo sciopero, le connessioni tra le vertenze e il mondo della disoccupazione.


Nello scorso incontro si è partiti, anzitutto, dalla riflessione sulle esperienze di lotta maturate in città negli scorsi anni e dalle pratiche messe in atto anche nel resto del paese (vedi vertenze Eataly o Logistica) per poi provare a ragionare su lavoro, precarietà, disoccupazione con al centro jobs act (non ancora protagonista di costruzione opposizione fattiva), sottolineando la necessità di costruire ponti con le varie vertenze in Campania creando attorno una cornice politica di senso (presidio santa lucia, provincia ecc).

L’idea degli organizzatori è che il laboratorio sia uno spazio di indagine e inchiesta, ma anche luogo dove immaginare soluzioni operative che da subito si facciano pratica per costruire, al di là della manifestazione indetta il 14 novembre sullo sciopero sociale, un percorso organizzativo praticamente permanente.

Questo perché, spiegano gli organizzatori, “sentiamo la necessità di mettere al centro di queste mobilitazioni tutti gli attacchi al mondo del lavoro e della formazione (che sono questioni solo apparentemente separate): basti guardare all’uso sempre più massiccio del licenziamento politico (esemplare il caso della fiat di Pomigliano) passando per la questione delle partecipate che vede coinvolte migliaia di persone in questa regione. Altre questioni da tenere dentro questo discorso sono le nuove forme di commissariamento in preparazione (per la città e nel paese – come la questione Genova che rientrerà nello sblocca italia per esempio), i grandi eventi e grandi opere. Si deve inoltre tornare a parlare di giustizia sociale, distribuzione della ricchezza, nuova fiscalità a livello europeo (perché gli attacchi al mondo di lavoro e alle vite vengono dalla finanza che si dà una struttura organizzativa europea); questi possono essere elementi che creano consapevolezza”.

Riflessione aperta, inoltre, anche sui temi della comunicazione, dell’approfondimento, della preparazione, della credibilità degli argomenti e soprattutto del coinvolgimento dei lavoratori precarizzati che sono in ogni settore, aprendo un dialogo con i soggetti “non sindacalizzabili” o di fuori alle dinamiche più strutturate del mondo del lavoro. C’è anche l’idea di creare delle forme moderne di sportelli che cooperino tra loro (come quelli già esistenti per la campagna Magnammece o Pesone) e creare forme di supporto, mutualismo, nei luoghi attorno a noi.


“Dobbiamo moltiplicare gli ambiti di discussione attorno al 14n: l’idea è di creare ,affianco ai workshop, una campagna comune che abbia un nome e un logo riconoscibile e poche parole d’ordine chiare, in cui costruire più percorsi di mobilitazione, azioni, verso il 14”.

Appuntamento dunque oggi alle 17 a Napoli presso Zero81 in piazza Banchi Nuovi per continuare il confronto e la discussione.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 20 Ottobre 2014 e modificato l'ultima volta il 20 Ottobre 2014

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