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SCOPERTE

Al MANN è custodito l’olio più antico al mondo

Beni Culturali | 6 Novembre 2020

Al MANN è custodita la bottiglia contenente l’olio più antico al mondo. Lo hanno stabilito gli studi effettuati dal Dipartimento di Agraria della Federico II di Napoli. Si tratta della stessa bottiglia ritrovata nei depositi del Museo Archeologico di Napoli nel settembre del 2018 da Alberto Angela durante le riprese televisive di “Stanotte a Pompei”, poi mostrata al pubblico nella conferenza stampa di presentazione della trasmissione.

Benché già conosciuta e indagata, oltre che esposta alla mostra Res Rustica, servivano studi che datassero con certezza il contenitore e il suo contenuto. Gli esperti supponevano che la sostanza solida di consistenza cerosa nel contenitore di vetro fosse olio. Per non essere smentiti e incappare in un falso storico settecentesco, hanno ben pensato di effettuare appositi e specifici approfondimenti.

Le ricerche sono state condotte da un team interdisciplinare coordinato dal professor Raffaele Sacchi, che ha verificato l’autenticità di questo olio d’oliva di circa 2000 anni. Tecniche molecolari e la datazione al carbonio-14 non hanno lasciato dubbi. Si tratta realmente della più grossa quantità di olio antico di epoca romana di cui siamo in possesso.

Ritrovata probabilmente a Ercolano in una dispensa e recuperata dagli scavatori borbonici, l’oliera era stata esposta con del pane carbonizzato come in un affresco che ne riprendeva sorprendentemente la forma.

L’olio di Alberto

Fin dalla sua riscoperta durante le riprese Rai, chi lavora al MANN aveva soprannominato la bottiglia come “l’olio di Alberto”. Un olio  che ora siamo certi essere non solo il più vecchio di nostra conoscenza, ma anche un condimento che era già essenziale nella dieta quotidiana degli antichi.

“Si tratta – ha spiegato il professor Sacchi – del più antico campione d’olio di oliva a noi pervenuto in grosse quantità. L’identificazione della natura della ‘bottiglia d’olio archeologico’ ci regala una prova inconfutabile dell’importanza che l’olio d’oliva aveva nell’alimentazione quotidiana delle popolazioni del bacino Mediterraneo ed in particolare degli antichi Romani nella Campania Felix”.

Lo studio svolto dal Dipartimento di Agraria della Federico II di Napoli è stato pubblicato sulla rivista NPJ Science of Foods del gruppo Nature.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 6 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 6 Novembre 2020

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