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SCUOLA

Caos graduatorie, la rabbia dei docenti tra disagi e assegnazioni errate

Istruzione, scuola, università | 4 Novembre 2020

È caos graduatorie nel mondo della scuola napoletana. Oltre alle incertezze create dall’emergenza epidemiologica, l’inizio del nuovo anno scolastico è stato ulteriormente e negativamente segnato dagli errori commessi nella compilazione delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS).

Si tratta del nuovo elenco istituito lo scorso luglio dal Ministero dell’Istruzione per l’assegnazione delle supplenze. Le GPS hanno sostanzialmente affiancato le preesistenti Graduatorie ad esaurimento (GAE), limitando al contempo le Graduatorie d’Istituto al solo conferimento delle supplenze brevi. Il termine per l’inserimento nelle Graduatorie Provinciali è scaduto lo scorso 6 agosto, mentre la loro pubblicazione è avvenuta alla fine dello stesso mese.

Dopo neanche trenta giorni e proprio in concomitanza con la riapertura delle scuole, l’Ufficio Scolastico Provinciale (USP) ha provveduto a ritirare le GPS a causa dell’enorme numero di errori commessi nella loro compilazione e nella relativa assegnazione dei punteggi. Non sviste, ma vere e proprie mancanze, che hanno letteralmente sovvertito l’ordine di posizionamento degli insegnati interessati. Per farlo, poi, basta poco. Tra le segnalazioni pervenuteci, ci è balzato agli occhi una riduzione del punteggio di “soli” nove punti che, tradotto in termini di collocazione in graduatoria, ha significato un indietreggiamento di ben 1500 posizioni.

Un vero e proprio salto nel vuoto.

Le imprecisioni hanno riguardato anche la pubblicazione delle disponibilità nelle singole scuole, causando l’assegnazione di docenti ad istituti senza posti vacanti. Al contempo, le scuole che avevano manifestato l’esigenza di coprire le proprie vacanze non sono state soddisfatte, poiché non comparivano affatto nell’elenco redatto dall’USP.

La sagra dell’assurdo e dell’inefficienza

Ritirate le graduatorie della discordia, l’Ufficio Scolastico Provinciale si è poi trincerato nel silenzio più assoluto. Da oltre sette mesi, la sede di via Ponte della Maddalena, in zona Marina, è chiusa al pubblico per l’emergenza Covid-19. Mail, PEC e telefonate sono cadute nel vuoto. E a nulla son serviti i sit-in di protesta e le richieste di ricevimento avanzate da delegazioni di docenti negli ultimi giorni.

Il paradosso non finisce qui.

La data di ripubblicazione delle GPS non è ancora stata annunciata. E, pur trattandosi di graduatorie sbagliate e ritirate dallo stesso Ufficio Scolastico, le nomine e le assegnazioni stanno comunque proseguendo in virtù dell’errato ordine di piazzamento presente al loro interno.

Come si rimedia a questo genere di errori?

L’unico strumento a disposizione dei docenti è quello di un reclamo dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). Si tratta comunque di una via dispendiosa dal punto di vista economico, che esporrebbe gli insegnanti al sostentamento di un costo ingente funzionale al risoluzione di un errore non a loro imputabile. Una circostanza che allunga i tempi di attesa e genera ulteriore insoddisfazione e frustrazione, in un contesto umano e professionale sospeso tra la precarietà del presente e un futuro adesso ulteriormente incerto e condizionato.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 4 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 4 Novembre 2020

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