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Scuole in Campania, il tar dà torto a De Luca: vanno riaperte elementari e medie

Istruzione, scuola, università | 20 Gennaio 2021

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quinta) ha dato torto a Vincenzo De Luca su un ricorso al tar presentato da genitori di alunni campani dell’Associazione Pillole di Ottimismo di scuole medie e elementari che avevano presentato ricorso contro la chiusura delle scuole nella regione. Come già accaduto con analoghe sentenze in Lombardia e Puglia in queste ultime settimane, stavolta il tar – che in precedenti ricorsi aveva dato ragione a De Luca – si pronuncia contro il governatore.

I ricorrenti: Campania non si adeguata a norme statali

“I ricorrenti – si legge nel pronunciamento del tar – in proprio e quali genitori di figli minori iscritti a classi del primo e secondo ciclo di istruzione (rispettivamente, prima media, terza elementare e terza media), lamentano che, con le ordinanze impugnate, emanate sul presupposto della persistente necessità di contenere il contagio da COVID-19, tuttora permanga la sospensione delle attività didattiche in presenza oramai risalente a diversi mesi, nonostante le pertinenti disposizioni normative emanate a livello statuale prescrivano un diverso regime di interventi e, per quanto rileva, garantiscano, “per i servizi educativi per l’infanzia, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione”, in via esclusiva, la modalità in presenza e, per le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, “forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica”, a condizione della fruizione in presenza almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca”.

Il tar non nega l’emergenza sanitaria

Nel suo provvedimento, il Tar non nega l’emergenza sanitaria.  Ma rileva alcune “criticità” nel potere esercitato dalla Regione Campania. “Non si è dato conto  – si legge – di un’attività di rilevazione sul territorio che desse conto dell’effettiva utilità della misura restrittiva, incidente sul diritto all’istruzione, sul contenimento del contagio, che ha, nonostante le disposte sospensioni della frequenza scolastica (anche per effetto della chiusura natalizia), continuato a diffondersi”.

Per il tar “i dati acquisiti, anche quelli “aggiornati”, dimostrano invece che il contagio si sviluppa anche quando le scuole sono chiuse (durante le vacanze natalizie)” e il presidente del tar solleva il “legittimo dubbio sull’effettiva idoneità della misura restrittiva dell’attività scolastica in presenza ai fini della riduzione del contagio”. Per il tar dunque occorrerebbe dimostrare che si tratti di misura anche indispensabile, escluse tutte le altre ipotizzabili, a tale scopo; e che si tratti di misura “proporzionata” (cosa da escludersi se si pensa a tutta la Regione). Per tanto il tribunale definisce “non più ragionevole la imposta restrizione”.

Per il tar è leso il diritto all’istruzione

I ricorrenti, per il tar, “Rappresentano l’emergenza di un danno di estrema gravità e urgenza, come tale valutabile nella presente sede cautelare monocratica, sotto il profilo del pregiudizio, de die in diem aggravantesi, in punto di lesione del diritto all’istruzione dei propri figli, tenuto conto della perdurante sospensione dell’attività didattica in presenza (di fatto, da oltre 10 mesi), impingente anche sul diritto allo sviluppo della personalità dei minori, compressa dalla obbligata modalità a distanza, come documentato da studi scientifici in materia, nonché sul diritto di essi genitori, costretti a vigilare sulla fruizione a distanza del servizio scolastico dei propri figli, al libero svolgimento delle rispettive attività, del pari compresso dal prolungamento delle misure sospensive” si legge ancora nella sentenza, dove dopo una serie di considerazioni, accoglie positivamente richiesta e spiega che “la sospensione delle ordinanze impugnate in parte qua (nei limiti dell’interesse dei ricorrenti, e dunque relativamente alle scuole elementari e medie) è da intendersi autoesecutiva quanto alle classi della scuola elementare, che sono allo stato già aperte sia pure per un numero più limitato di studenti e che non richiedono misure ulteriori ai fini della riapertura totale; quanto alle scuole medie, essendo invece necessarie attività propedeutiche alla materiale riapertura, di competenza dei singoli Dirigenti scolastici, l’accoglimento deve intendersi nel senso che non possa essere reiterata analoga ordinanza soprassessoria disponente ulteriore sospensione delle attività didattiche in presenza oltre il 24 gennaio 2021, e che incomba agli organi regionali impartire ogni disposizione necessaria o opportuna per consentire la riapertura delle scuole medie entro il 25 gennaio 2021, fatte salve le competenze dei Sindaci e del Dirigenti scolastici”.

No a misure generalizzate su tutta la Campania per la scuola

In ogni caso, l’eventuale ulteriore dilazione, purché di ragionevole e certa durata, spiega ancora il Tar, potrebbe essere presa in considerazione solo quale misura determinata da specifiche e peculiari difficoltà operative locali, ma non potrebbe comunque essere giustificata come misura generalizzata su tutto il territorio regionale.

Il comunicato della regione Campania

A seguito della decisione del TAR la regione Campania ha diramato il seguente comunicato stampa.

Il Tar della Campania si è pronunciato sull’ordinanza relativa all’attività scolastica nella nostra regione, stabilendo l’adeguamento alle disposizioni nazionali per quanto riguarda la scuola Primaria. Si ricorda che la Regione aveva già consentito l’attività didattica in presenza fino alla terza classe elementare, cui si aggiungono ora anche la quarta e la quinta, a partire da domani, 21 gennaio 2021. Rimangono in vigore le disposizioni regionali relative alla scuola secondaria di primo grado, le cui attività in presenza restano pertanto sospese fino al 23 gennaio. Per la Secondaria di II grado si deciderà, come previsto nell’ordinanza regionale, dopo il 23 gennaio alla luce delle verifiche dell’Unità di Crisi. A breve sarà emanata un’ordinanza che riassumerà l’insieme delle decisioni relative all’attività scolastica, coerenti con quanto stabilito. Sarà consentito ai sindaci e alle autorità sanitarie locali di assumere decisioni connesse ai contesti locali.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 20 Gennaio 2021 e modificato l'ultima volta il 21 Gennaio 2021

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