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SCUOLE IN CAMPANIA

Le voci delle mamme contro la riapertura: già in 20mila sul gruppo fb

Istruzione, scuola, università | 20 Novembre 2020

Il governo regionale della Campania in questi giorni ha ipotizzato una possibile e parziale riapertura delle scuole da martedì 24 novembre. Le attività in presenza dei servizi dell’infanzia e delle prime classi della scuola primaria dovrebbero riprendere tra qualche giorno, previa effettuazione di screening su base volontaria del personale docente e non docente e sugli alunni. Per gli ordini e gradi scolastici diversi, l’Unità di crisi regionale all’unanimità ha ritenuto di dover confermare la didattica a distanza.

Ma è già caos, come si poteva immaginare, per lo screening – facoltativo – e le prenotazioni per i tamponi. La scuola è sicuramente un tema “caldo” e, com’era prevedibile, l’opinione pubblica si spacca in due fazioni: favorevoli e contrari.

L’opinione dei pediatri

Ad avere le idee chiare sono i pediatri che, attraverso la Società italiana di Pediatria, esprimono grosse perplessità sul rientro a scuola in sicurezza:

“La maggior parte (dei contagiati, ndr) ha manifestato forme cliniche lievi, con un tasso di letalità bassissimo. Se i contagi dovessero aumentare, soprattutto i fragili potrebbero andare incontro a problemi importanti”.

Dall’inizio della pandemia, infatti, secondo i dati diffusi dall’Istituto superiore della Sanità,  sarebbero almeno 126.622 i bambini e gli adolescenti risultati positivi al Covid-19, incidendo almeno per il 12% sul totale dei contagiati.

Di questo folto campione, almeno 36.622  hanno un’età compresa tra 0 e 9 anni, e almeno 90.000 tra 10 e 19 anni. I numeri sono tutt’altro che rassicuranti, dunque.

Preoccupazioni condivisibili di molti genitori

Pertanto, sono condivisibili le preoccupazioni dei genitori che, pur consci del fatto che la didattica a distanza non è sovrapponibile alla didattica in presenza e pur comprendendo le difficoltà e i bisogni dei bambini, non se la sentono di esporre i propri figli ai rischi connessi alla pandemia.

Insomma, la scuola è importante ma la salute lo è di più. Ci è parso giusto, quindi, dare voce anche ai genitori che vorrebbero si procrastinasse il riavvio della didattica in presenza. Un fronte molto nutrito ma che finora non ha ottenuto grande risalto mediatico.

Le testimonianze delle mamme

Pubblichiamo, di seguito, alcune testimonianze raccolte tra le mamme “dissidenti”.

Iniziamo con una mamma che ha due bambini alla primaria e parla nella doppia veste di genitore e Medico. Valeria F.: “Noi Medici siamo distrutti, allo stremo delle forze. Lavoriamo in condizioni terribili, senza mezzi e senza alcuna tutela. Non si racconta affatto la verità. Per la scuola, discorso analogo. Non c’è chiarezza su nulla, la situazione è fuori controllo. Non è il momento di pensare ad una riapertura delle scuole”.

Un’altra mamma di due bambine e rappresentante di una classe delle primarie, Simona Colantuono, ci dice: “Al di là del grado, le scuole in questo momento non devono essere riaperte. La scuola non è un luogo asettico, i virus circolano come in qualunque altro posto. Inoltre, andiamo incontro all’inverno, con ciò che ne consegue. Per questo motivo, la DaD risulta il mezzo più sicuro per non far perdere neanche un giorno di lezione ai bambini, anche per quei genitori che risultano positivi al COVID-19 e sono costretti alla quarantena e, di conseguenza, non potrebbero comunque mandare i bambini a scuola. Bisognerebbe, inoltre, programmare fin d’ora il post-pandemia, permettendo a chi ha avuto problemi di recuperare in ambito scolastico.”

Sabina Trotta, Medico veterinario e mamma di un bambino delle primarie ed una bambina delle medie: “Sono contraria alla riapertura delle scuole in quanto luoghi chiusi ad alta densità, promiscuità, che comportano una lunga permanenza (6 ore di lezione) a favore del contagio virale. La condizione di seguire una lezione in classe comporta inevitabilmente un aumento del rischio di contrarre un qualunque virus, a prescindere dalle norme igieniche che vengono attuate e dai detergenti disinfettanti  che, a mio avviso, per i virus non sono efficaci e che, anzi, espongono al rischio di reazioni allergiche ed asmatiche. Detto ciò, sarebbe giusto che per tutto il periodo invernale, che rappresenta il picco per tutti i virus, le scuole continuassero a restare chiuse”.

L.R. è un’altra mamma lavoratrice  nel settore privato e ci racconta le sue difficoltà: “Anch’io, in questo momento, sono per il rimandare la riapertura delle scuole. Per carità,  l’istruzione è sacra, ma la salute viene prima. Credo che se De Luca abbia deciso di chiudere le scuole in Campania in un momento in cui la situazione Covid era già critica, ma non al collasso come oggi, non abbia senso riaprirle adesso. Almeno fino a quando la curva dei contagi ricomincerà a scendere, preferirei continuare con la DaD. Sono una mamma lavoratrice dipendente del settore privato, per cui mi sarebbe più “comodo e conveniente” usufruire delle scuole aperte, ma con  mille sacrifici, economici e non, preferisco tutelare la salute delle mie figlie e della mia famiglia”.

Anche Ilaria Colantuono, mamma di due bambini, è dello stesso avviso: “Trovo folle, assurdo ed irresponsabile riaprire le scuole in un momento come questo in cui la curva epidemiologica sale e siamo in piena Pandemia. Noi in zona rossa dobbiamo mandare i bambini a scuola con ansia e paura che possano infettarsi o  portare il virus in casa? Non è per niente un luogo sicuro la scuola. Al momento io lavoro in  Smart per fortuna, ma con me ci sono i miei genitori anziani ed un bimbo di tre anni considerato soggetto fragile. Solo perché noi mamme non scendiamo in piazza a protestare, non veniamo considerate  da nessuno. Qui si parla della salute non solo dei nostri figli  ma di tutti”.

Stefania Balzano, mamma di due bambini alle primarie, rincara la dose: “È follia pura aprire le scuole in questo periodo con numeri così  elevati di contagi. Da sempre la scuola è  una grande comunità, sono tutti a stretto contatto, per cui è inevitabile che ci saranno dei contagiati, è inutile nasconderlo. È inutile dire che la scuola è sicura, perché non è un monumento nel deserto, ma un edificio frequentato da persone che hanno una vita nel sociale, che si spostano, vuoi per lavoro, vuoi per altre esigenze e così via. I nostri figli certamente non possono essere le cavie di  questo sistema, bisogna garantir loro il diritto alla salute. Quando la Campania era in zona gialla, abbiamo svolto regolarmente le lezioni in DaD ed ora, in zona rossa, si rientra a scuola?  Assurdo!  Assurdo!  Assurdo!”

Ultima testimonianza, Maria Grazia Gentile, che di figli in età scolare ne ha addirittura tre: ” Riaprire la scuola in questo momento significa buttare al vento tutti i sacrifici fatti da noi in Campania finora. Mentre girano messaggi su ogni canale, privato o pubblico, di personaggi del mondo dello spettacolo, del personale sanitario, di politici, che ci esortano a restare a casa -cosa che stiamo facendo – trovo illogico  anche solo pensare di riaprire le scuole! Siamo stati in gamba a marzo a gestire la pandemia e ci siamo distinti per il nostro spirito di  sacrificio e la nostra lungimiranza. Dimostriamo nuovamente la nostra coerenza, proteggiamo i nostri cittadini, le loro famiglie, il nostro sistema sanitario, per avere domani un tesoro da cui ripartire. Non rischiamo il collasso del nostro sistema sanitario già in ginocchio. E cosa non meno importante, ricordiamoci che non potremo affrontare questo virus tutti in egual modo, per ragioni personali o familiari. C’è chi rischia più degli altri e chi in questo modo non verrà tutelato.”

La mobilitazione social

Segnaliamo, infine, la mobilitazione – social ma non solo – delle mamme contrarie alla riapertura scolastica attraverso alcuni gruppi Facebook. Uno in particolare, molto attiva e che raccoglie già oltre 20.000 adesioni: “Tuteliamo i nostri figli scuole chiuse in Campania”.

Buonsenso e lungimiranza

Ci auguriamo che chi in queste ore è chiamato a prendere decisioni tanto delicate lo faccia non sulla scorta di pressioni mediatiche ed onde emotive ma tenendo conto della situazione epidemiologica attuale, tenendo conto anche delle proiezioni a breve termine della curva dei contagi e soprattutto che si riesca a pianificare un ritorno a scuola in assoluta tranquillità. Perché, come abbiamo già detto, la scuola è un diritto ma la tutela della salute pubblica è un dovere di tutti.

Drusiana Vetrano

Un articolo di Drusiana Vetrano pubblicato il 20 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 20 Novembre 2020

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