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Se la politica soffia sul fuoco…

News | 28 Maggio 2018

L’era dei galantuomini può dirsi ampiamente conclusa. Il dibattito politico si caratterizza per la veemenza delle discussioni. Dimentichiamoci pure di Voltaire il quale – come trasmesso da una delle sue citazioni maggiormente celebri – si dichiarava disposto a donare la vita pur di garantire la possibilità al suo interlocutore di esprimere la propria opinione, anche se distate anni luce dalla sua.

Una prece, dunque, al dialogo costruttivo ed arricchente. Da anni si è chiuso il sipario su un costume politico caratterizzato, almeno, dalla correttezza e dal rispetto. Non sono mancate nella storia le dovute ed inevitabili eccezioni e coloro che, magari, possono vantare qualche capello bianco in più sulla testa potrebbero, con dovizia di particolari, raccontare quante difficoltà hanno accompagnato la classe politica, anche nei decenni passati.

Non vuole essere, questo, un giudizio su quanto di positivo o di negativo è stato fatto in passato. Certo, non si può negare che le dinamiche “politiche” destino, oggi, più di qualche preoccupazione.

Questa mattina, a Qualiano in provincia di Napoli – dove è in corso la campagna elettorale per le amministrative – è stato aggredito il primo cittadino. 
Accadimento, senza alcun dubbio, deprecabile. Gesti di violenza, di ogni violenza, vanno sempre condannati. Inevitabile, però, l’associazione con un certo stile di politica che, ormai, si muove attraverso i social network con linguaggi, modalità d’espressione e – talvolta – di azione oggettivamente aggressivi.

L’avversario politico diventa un vero e proprio nemico da combattere, capro espiatorio per tutti i mali e i disagi che caratterizzano ogni “casa comune”. In questo modo, a colpi di post e condivisioni, di dirette Facebook e commentatori cronici si è finiti per rendere il dibattito politico uno scontro sleale tra i vari schieramenti.

Tutti contro tutti. Dalla mia parte ci sono i buoni. Sul versante opposto, i cattivi. Una dinamica avviata, senza dubbio, da esponenti di partito i quali hanno ben compreso che canalizzare rabbia e frustrazione a proprio vantaggio è ben più semplice che proporre ideali forti, significativi, accompagnati da programmi concretamente realizzabili.

Giunga chiarissima la condanna contro qualsiasi forma di violenza, ma sia, questa, anche motivo di profonda e seria riflessione che inevitabilmente esula dallo specifico caso qualianese: soffiare sulle ceneri incandescenti è facile. Il problema sta nel cercare di domare le fiamme che ne nasceranno. Il fuoco si dipana ovunque e con facilità e può bruciare chiunque. Anche chi lo ha appiccato…

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 28 Maggio 2018 e modificato l'ultima volta il 28 Maggio 2018

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