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SE LO DICE ALFANO

Il ministro: “A Napoli calati furti e rapine”

Battaglie, Criminalità, NapoliCapitale | 4 Febbraio 2016

 

Forcella anticamorra

 

Dati alla mano a Napoli la microcriminalità è in calo. Almeno secondo quanto dice il ministro dell’interno Angelino Alfano. Smentendo il presunto candidato a sindaco del centrodestra, Gianni Lettieri, che com’era prevedibile sulla sicurezza sta giocando parte della sua battaglia. “Napoli è in emergenza sicurezza. Chiedo al Governo di intervenire subito e far sentire la presenza dello Stato forte in città, visto che sindaco e amministrazione sono totalmente assenti” aveva scritto lettieri in una nota, facendo un elenco interminabile delle emergenze. Che tra l’altro aveva aggiunto: “La movida è tornata ad essere violenta e pericolosa. I napoletani hanno paura e l’amministrazione pensa a tutelare l’illegalità e a dare, ad esempio, sostegno economico a strutture occupate abusivamente da collettivi estremisti. La città è senza guida, siamo allo sbando e all’anarchia più totale. Ecco perché, come sto chiedendo da giorni, urge che il comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico si riunisca in maniera permanente e veda la partecipazione anche del Governo”.

Oggi però è arrivato Alfano e lo ha smentito in gran parte. “A Napoli sono calati i furti e le rapine con percentuali a due cifre” ha detto il ministro nel corso della conferenza stampa tenuta al termine della seduta del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuta stamattina a Napoli.

Questi dati consentono di poter dire “che Napoli sta svoltando, che sta andando nella direzione giusta, che ospita turisti. E’ una città che sta vivendo un suo riscatto e che vuole essere bonificata dalla malvivenza e che chiede, ed ottiene, un risultato dalle nuove generazioni”.

Dati alla mano ci fa piacere che la microcriminalità sia in calo a Napoli. E tuttavia restano – al di là dell’impudica strumentalizzazione del presunto candidato della sua parte politica – altri dati ben più problematici sulla criminalità organizzata, a proposito proprio di nuove generazioni o “paranze” (e chiaramente Alfano non cita Genny Cesarano, Luigi Galletta o Maikol Russo, nè chiede scusa alle famiglie delle ultime vittime innocenti di camorra). E dunque non vorremmo che questa fosse l’ennesima scusa per promettere impegni diversi in termini di presenza – certo la soluzione non possono essere solo le telecamere – ma soprattutto del sostegno e impegno sul territorio e poi, al solito, lavarsene le mani.

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 4 Febbraio 2016 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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