domenica 15 dicembre 2019
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SENTENZA CUCCHI

Alessio Forgione: “Un pensiero per Davide Bifolco, per il quale non ci sarà giustizia”

Attualità, Giustizia | 16 Novembre 2019

Ospitiamo una riflessione dello scrittore  Alessio Forgione, autore di “Napoli Mon Amour”, dopo la sentenza Cucchi. Sentenza che rende felice chiunque creda ancora nella giustizia di questo Paese. Ma che apre altre riflessioni amare. Come ben sa chi ci segue, questo giornale è nato nei giorni dell’omicidio di Davide Bifolco, iniziando la sua narrazione proprio da Rione Traiano, un quartiere che voleva risposte, raccontando sulla nostra pagina fb e sul giornale dei suoi ragazzi, amici di Davide, in piazza per settimane. E noi con loro, sempre: fu per questo che fummo tra i fondatori, con la famiglia di Davide dell’associazione “Davide Bifolco – il dolore non ci ferma” oggi gestita con buona volontà e pochissimi mezzi dai ragazzi di Soccavo e di Rione Traiano. Un’associazione che meriterebbe maggior attenzione istituzionale e generale. Come del resto l’intera vicenda processuale di Davide, ucciso da un carabiniere “per errore” e di cui ormai, a parte i lavori di Riccardo Rosa e di Ascanio Celestini, non parla più nessuno: il suo assassino condannato a 2 anni, suo fratello morto di crepacuore, una famiglia distrutta per sempre. Per questo abbiamo chiesto ad Alessio, che a Soccavo è cresciuto, di poter offrire anche ai nostri lettori la riflessione che ha buttato di getto nei giorni scorsi sul suo profilo fb. 


 

La sentenza Cucchi m’innervosisce molto.
perché la metto in relazione a quella di Davide Bifolco, ragazzo di 16 anni, del Rione Traiano, assassinato volontariamente da un Carabiniere; Carabiniere condannato, in appello, a 2 anni, con pena sospesa.
E il fratello di Davide, Tommaso, è letteralmente morto per l’ingiustizia di quella sentenza.
E allora penso. Cose brutte, purtroppo.

E cioé che chi non ha i mezzi, ogni giorno che passa, avrà sempre meno mezzi; che la povertà è una malattia genetica; che dei sottoproletari non è mai fregato un cazzo a nessuno, soprattutto alla cosiddetta “sinistra”; che se non ti sai muovere, se non sai fare “informazione”, per quanto tu possa aver ragione, la sacrosanta ragione, passerai inosservato, non importa il senso o il valore del tuo messaggio o l’ingiustizia che hai subito.


e questa cosa mi fa schifo. punto. con tutto me stesso.
mi fa schifo che nasci in un posto e quel posto attribuisce un valore alla tua esistenza, e quel posto ti rende meno umano e, in quanto meno umano, meno soggetto al dolore.
non è vero. tutti soffrono, e questa è la sola cosa che ci connette l’uno all’altro.

detto questo, la massima solidarietà a Ilaria Cucchi che, con la sua determinazione, ha fatto qualcosa di buono per l’Italia tutta. e vergogna per tutti quelli che nel corso di questa battaglia l’hanno offesa e oltraggiata.

Alessio Forgione

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 16 Novembre 2019 e modificato l'ultima volta il 16 Novembre 2019

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