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SENTENZA NO MUOS

La Cga si affida alle scelte politiche

Ambiente, Attualità, Battaglie, Diritti e sociale, Giustizia | 6 Settembre 2015

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Il fatto che sia una sentenza non definitiva, come confermato dalla dicitura iniziale, non inganni: il Consiglio di giustizia amministrativa, organo giudiziario al quale ci si rivolge per appellare le sentenze del Tar in Sicilia, mette in chiaro le cose forse una volta per tutte.

La vicenda del Muos è una vicenda politica e come tale va affrontata.

La lunga battaglia giudiziaria che va avanti da anni sul sistema di comunicazione satellitare Usa si sposta quindi sul fronte governativo. E’ curioso che a sancire la supremazia della politica sia un tribunale, ma tant’è. Ancora una volta le vicende del Muos si rivelano utili a mostrare gli inganni e le contraddizioni del potere.

Nella lunghissima sentenza n.581/2015 i giudici accolgono parzialmente i motivi d’appello del Ministero della Difesa.

Concordi col Tar sull’approssimazione delle scelte della Regione Siciliana guidata prima da Raffaele Lombardo e poi da Rosario Crocetta, il Cga stabilisce sostanzialmente che le competenze sono ministeriali. Soprattutto su fattori come il traffico aereo (a pochi km di distanza dalle onde elettromagnetiche emanate in quel di Niscemi sorge l’aeroporto di Comiso) e la tutela ambientale e di salute delle popolazioni.

Non a caso il Collegio scrive che “la vicenda offre un eloquente spaccato delle difficoltà in cui spesso si imbatte l’azione amministrativa a causa della frammentazione e della eccessiva moltiplicazione dei centri decisionali”.

Un giudizio squisitamente politico che dà ragione a quanti, premier Renzi in primis, spingono per un rinnovato decisionismo che si traduce spesso in autoritarismo.

Per questo motivo i giudici stabiliscono che “l’accertamento sulla eventuale pericolosità del Muos debba essere affidato, collegialmente, a due scienziati di chiara fama e a tre Ministri aventi investiture istituzionali nelle materie lambite dalla controversia”. Ovvero: Salute, Ambiente e Trasporti.

La valutazione è presto fatta: i giochi sembrano già decisi. D’altra parte il governo Renzi tenta da tempo di legittimarsi come il miglior alleato del presidente Obama. E fa riflettere il fatto, messo da parte dalla corte, che l’attuale governo non ha neanche la legittimazione popolare, non essendo stato eletto. Invece la commissione stabilita dal Cga è fortemente sbilanciata dalla parte governativa.

E sull’indipendenza delle nomine da parte del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e del CNU (Consiglio Nazionale Universitario) permangono forti dubbi.

Due osservazioni a latere. Per il Comune di Niscemi oltre il danno c’è la beffa: dovrà accollarsi “tutte le spese della verificazione (vitto, alloggio, viaggi, copie, esami strumentali, ecc.)”. Mentre toccherà al Ministero della Difesa curare i rapporti tra i verificatori e l’ambasciata Usa: lo stesso Ministero che ricorrendo contro la pronuncia del Tar ha mostrato di portare avanti gli interessi degli Stati Uniti. Un’istituzione insomma non esattamente imparziale.

Ricordando che la prossima udienza è fissata per il 16 dicembre 2015, non rimane da fare che tenere a mente che “il Muos è già funzionale, seppur non operativo”. Ciò vuol dire che è pronto e, dopo questa sentenza, ci sono tutti i segnali affinchè venga riacceso a breve.

Un’altra fase di lotta è necessaria, che vedrà come avversario netto il governo italiano, finora rimasto mascherato. Gli attivisti sono anch’essi pronti, dovrà esserlo a breve anche il resto della popolazione siciliana ed italiana.

Andrea Turco 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 6 Settembre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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