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SICILIA MAGICA

Ibla Buskers, il festival degli artisti di strada che illumina Ragusa sempre più

Teatro, Turismo | 11 Ottobre 2015

iblabuskers_2015

Ormai se dici Ragusa dici Ibla Buskers. Dopo 21 edizioni, il festival degli artisti di strada continua a sorprendere. Se consolidarsi in Sicilia è difficile, in una terra che continua ad essere terra di emigrazione ed immigrazione allo stesso tempo, lo è ancor di più migliorarsi.

Ma l’edizione 2015 di Ibla Buskers, che si chiude oggi, ha alzato ulteriormente l’asticella. Gli splendidi scenari barocchi, resi familiari dalla serie televisiva di Montalbano, fanno da 21 anni da sfondo a giocolieri, musicisti, equilibristi, contorsionisti.

Quest’anno poi gli organizzatori hanno voluto puntare sulla riscoperta dei quartieri antichi di Sud-Ovest di Ragusa Ibla, dalla zona araba al ghetto ebraico. “Luoghi sconosciuti, a volte agli stessi autoctoni, se non nella memoria dei nostri nonni – si legge nel comunicato di lancio dell’iniziativa. Saranno i suoni delle trombe e delle grancasse, le performances dei mangiafuoco e le intriganti proposte circensi della sempre più numerosa carovana internazionale degli artisti di strada a trascinare anche in questi piccoli cammei nascosti le migliaia di spettatori, tra cui molti giovani, ma anche famiglie e turisti, in una riscoperta dei luoghi”.

Così è stato per moltissime persone. Un fiume di gente eterogeneo e variegato, che ha continuato ad affluire nonostante i capricci del tempo. Famiglie e fricchettoni, turisti ed hipster, gente proveniente da ogni angolo della Sicilia: tutti insieme ad applaudire i tanti artisti internazionali che per una settimana fanno riscoprire ogni anno il piacere e la gioia di vivere le strade, di meravigliarsi per un’acrobazia, di sorridere allo stesso modo dei tanti bambini presenti.

Il festival poi ne ha fatta di strada, è proprio il caso di dirlo. Il bilancio delle scorse 20 edizioni parla di oltre 600 artisti provenienti da 56 nazioni diverse. Il pubblico invece non si può quantificare, ma a parlare sono le piazze strapiene di Ragusa Ibla. A sorprendere ogni volta è la predisposizione alla condivisione, al rispetto dei luoghi e della città. Tra chi scende e chi sale lungo le tortuose vie ed i numerosi scalini (o per chi preferisce prendere le navette messe a disposizione, perdendosi però il suggestivo panorama) non si riscontrano mai ostilità o lamentele di sorta. E’ veramente suggestivo scivolare tra le cave (all’andata) o inerpicarsi per le lunghe salite (al ritorno), e riscontrare tutt’attorno come il gioco e l’arte da strada abbiano allietato spazi ed esseri umani. Da registrare infine la felice convergenza tra pubblico e pubblico, tra il patrocinio del Comune di Ragusa e il sostegno economico degli sponsor privati.

Andrea Turco

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 11 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 11 Ottobre 2015

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