sabato 8 maggio 2021
Logo Identità Insorgenti

SINDROMI E RIFIUTI

Altro che Nimby, siamo tutti Bisb (Basta con gli Incapaci, le Sanguisughestragiste e i Bugiardi)

Ambiente, NapoliCapitale, Politica | 7 Novembre 2013

nimby

Vari autorevoli personaggi che hanno avuto un ruolo nel determinare e gestire lo scandalo rifiuti mentre erano distratti e non vedevano l’intenso traffico di rifiuti industriali e non urbani inquinanti continuavano a lanciare appelli, anche dai mass media nazionali, ai cittadini campani invitandoli a liberarsi dalla deleteria “Sindrome di NIMBY”, nota sigla che tradotta vuol dire “Non (la discarica) nel mio giardino”, e a collaborare per uscire dalla scandalosa emergenza rifiuti accettando i lobbypiani che di volta in volta venivano spacciato come quelli risolutori del problema. Naturalmente spacciando per unico problema lo smaltimento dei rifiuti urbani senza tenere presente che il vero dramma era ed è rappresentano dai rifiuti industriali (di volume complessivo almeno doppio dei RSU) per i quali non esiste alcuna discarica.

Negli ultimi anni ho frequentato assiduamente cittadini e amministratori comunali e mi sono reso conto che i cittadini della Campania non sono affetti dalla sindrome di NIMBY bensì da una nuova sindrome che dilaga irresistibilmente: si tratta della “Sindrome di BISB”. Che vuol dire? Basta (B) con gli Incapaci (I), le Sanguisughestragiste (S) e i Bugiardi (B). E’ agevole riscontrare che lo scandalo dei rifiuti e dei roghi tossici è visto in maniera totalmente differente da parte degli inquilini e frequentatori del “Palazzo” e da parte dei cittadini disseminati sul territorio oggetto degli incontrastati attacchi criminali e inquinatori.

Per oltre 15 anni la struttura speciale e potente del Commissariato Straordinario, creata dal Consiglio dei Ministri e mantenuta in vita acriticamente da coalizioni partitiche diverse, non è stata in grado di risolvere il problema della raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti in Campania. Sono state finanziate profumatamente le strutture commissariali, le opere finora realizzate, i trasporti e smaltimenti di rifiuti vari in Campania, fuori regione e all’estero. Le risorse finanziarie utilizzate sono risorse pubbliche e sono state alimentate dalla tassazione dei cittadini. Quindi i cittadini sono i finanziatori che hanno sostenuto il proliferare di tutto quanto ha girato attorno ai commissari straordinari nominati dai governi nazionali finora succedutisi ed espressione di varie coalizioni politiche. Si deve constatare che dopo oltre 15 anni i costosi interventi non hanno risolto il problema rifiuti in Campania e che i governi non hanno mai fatto chiarezza sulle cause che impedivano la risoluzione dell’emergenza, reiterando ciecamente gli incarichi a vari Commissari Straordinari. Tale circostanza appare strana e fa sorgere il dubbio che i governi abbiano obbedito a comandi imposti da chi aveva forti interessi a mantenere attiva una lucrosa situazione e un territorio indifeso nel quale smaltire vari milioni di tonnellate di rifiuti industriali ogni anno. Il flusso di risorse finanziarie pubbliche ingoiato dall’emergenza-scandalo rifiuti è stato consistente. Sono stati realizzati impianti che dovevano essere CDR e che invece sono dei tritovagliatori che non hanno prodotto ecoballe con i requisiti imposti dalla legge vigente. L’inceneritore di Acerraè stato realizzato in un sito già inquinato oltre i valori previsti dalla legge.

Sono state realizzate discariche per accumulare rifiuti tal quale prodotti fuori legge dagli impianti definiti Ex CDR dallo stesso Commissario di Governo. E’ evidente che gli attori succedutisi nel ruolo di Commissario di Governo hanno dimostrato una palese incapacità. E’ palese che, di fatto, la Struttura Commissariale si è rivelata una efficace sanguisuga di risorse finanziarie pubbliche provocando un dannoso e grave inquinamento ambientale nelle aree urbane (nelle quali i rifiuti giacevano per lunghi periodi e spesso venivano incendiati nelle strade) e nelle aree circostanti le discariche eseguite spesso in siti non idonei determinando inquinamento del suolo e delle acque superficiali e sotterranee (ad esempio a Lo Uttaro vicino a Caserta e a Basso dell’Olmo sul fiume Sele). Non si sono mai interessati dello smaltimento di almeno 4 milioni di tonnellate di rifiuti industriali prodotti in Campania che hanno continuato ad essere incendiati e distribuiti sul suolo, nell’immediato sottosuolo e in cave a fossa con pericoli seri non solo per i cittadini attuali ma anche per le generazioni future.

Tali evidenti situazioni di inquinamento ambientale hanno ripetutamente determinato la diffusione a scala mondiale di un’immagine regionale squallida con conseguenti danni economici per le attività turistiche ed agricole e produttive in genere. I cittadini campani sono stati sottoposti per lunghi anni a ripetute situazioni di rischio sanitario e non hanno goduto e non godono tuttora del diritto alla salute previsto dall’articolo 32 della Costituzione Italiana. Da questi e altri elementi trae origine la nuova “Sindrome BISB”. I cittadini richiedono che si chiuda definitivamente lo scandalo dei rifiuti industriali e della filiera diabolica, criminale e stragista che li gestisce a danno della salute dei cittadini. E’ evidente che, per la maggior parte dei cittadini, i rappresentanti di varie istituzioni elettive, che i cittadini stessi hanno contribuito ad eleggere, non sono più credibili e in essi non individuano i personaggi che possano stroncare la filiera criminale dei rifiuti che inquinano aria, suolo e acqua e minano la salute umana. A questo punto vi è una sola possibilità: fare emergere definitivamente dal degrado reale e virtuale un territorio ricco di risorse umane, storiche, archeologiche, naturali e produttive uniche al mondo. Attenzione, quindi, a non parlare più di sindrome di NIMBY. La vera e unica sindrome da esorcizzare è quella di BISB: Basta (B) con gli Incapaci (I), le Sanguisughestragiste (S) e i Bugiardi (B).

Solo una svolta democratica scaturita da un voto responsabile può mettere le basi per l’isolamento ed emarginazione dei “nemici della salute e delle risorse naturali di importanza strategica e vitale come suolo, acqua ed aria”.

Franco Ortolani

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 7 Novembre 2013 e modificato l'ultima volta il 11 Novembre 2020

Articoli correlati

Ambiente | 28 Aprile 2021

Baia di Ieranto: nei fondali censite 260 specie marine e 16 specie da proteggere

Ambiente | 21 Aprile 2021

Da Taranto una proposta per risanare e riconvertire i territori inquinati d’Italia per il PNRR

Ambiente | 21 Aprile 2021

Inquinamento ambientale: riflessioni sulle “Terre dei fuochi” d’Italia dopo l’incontro di Acerra