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SKY E SPUTTANAPOLI

Quell’agguato mediatico di Mauro e D’Amico a Mertens

DueSicilieOggi, NapoliCapitale, Sport | 14 Aprile 2014

mertens

 

Sky è un termine anglosassone che in italiano si traduce con ” cielo”, un cielo però sempre più cupo e pieno di nuvoloni scuri quando all’orizzonte si prospetta l’ azzurro… e per azzurro intendo quello del Napoli calcio.

Non è di certo una novità, purtroppo, che l’ emittente di Murdoch non ami in modo particolare “quel colore” di cielo e tenti, con le facoltà che ogni mezzo di comunicazione possiede, di manipolare la verità, dando versioni distorte di fatti spesso oggettivamente chiari ai normodotati, sembrando così più uno strumento di qualche propaganda pro-strisciate- con visione spudoratamente nord-centrica di ogni accadimento- piuttosto che una semplice testata di giornalismo sportivo.

Ma veniamo ai fatti: Dries Mertens, nella gara casalinga contro la Lazio, segna un gran gol da fuori area e successivamente si procura un rigore NETTISSIMO con conseguente espulsione dell’autore del fallo.

Da protagonista del match viene quindi invitato ai microfoni di sky, dove però, più che i complimenti- come sarebbe d’obbligo fare dopo una prestazione del genere – il piccolo grande belga viene accolto come peggio non ci si potrebbe aspettare: la premiata coppia italiana (ovviamente in senso dispregiativo) Ilaria D’Amico-Massimo Mauro tenta infatti in tutti i modi di far ammettere al malcapitato Dries che quel rigore non c’era, che la caduta era eccessiva e che, una volta finita la gara, un calciatore dovrebbe dire la verità, ovvero che quel fallo non era da rigore.

Invocano a gran voce una verità, per loro assoluta, sebbene le immagini la smentiscano lasciando davvero pochissimi dubbi sull’accaduto: il tocco c’è, e non serve di certo uno scienziato o un super tecnico per capire che, a quella velocità (cui procedeva Mertens ) anche un semplice tocco dell’avversario può sbilanciarti e farti cadere rovinosamente in terra… tra l’altro, l’espressione basita e attonita del calciatore azzurro, sembra proprio voler ribadire questa evidenza macroscopica.

I due soci, comunque, non demordono, vanno avanti ancora per un po’ tentando anche di assolvere l’arbitro- parlando di decisione tecnica corretta- a voler sottolineare che è la caduta ad ingannare l’arbitro incolpevole… e che quindi la responsabilità di tutto sia solo ed esclusivamente del belga, la cui espressione, nel mentre, si fa sempre più perplessa. Nemmeno Marchegiani, ex portiere della Lazio, riesce a far desistere i due dal triste spettacolo: per lui il rigore c’è, ma il gatto e la volpe fanno quasi finta di non sentire.

Scandaloso, sì, tutto ciò è scandaloso: non solo perché si tenta di manipolare in modo vergognoso una verità che le immagini ribadiscono a gran voce, ma soprattutto perché si ignora il fatto che il canone – tra l’altro salato – di sky sia pagato anche da chi quei colori li ama e li sostiene, da chi è stanco di sentirsi sempre maltrattato e sputtanato da tv e giornali, da chi ora la verità inizia a pretenderla non solo per quello che accade in un campo di calcio, ma in un senso ben più ampio e importante.

Molti di quelli che si sono indignati oggi, erano il 16 novembre a protestare in 100 mila e più per la verità sulla terra dei fuochi, sono gli stessi che si indignano per l’immotivato caro assicurazioni in Campania, così come per l’iniqua distribuzione di risorse tra nord e sud nella sanità piuttosto che nella scuola, per la Pompei abbandonata a sé stessa, per i treni da terzo mondo che ci propinano, per l’unica tangenziale a pagamento d’Europa e per altre 10,100,1000 ingiustizie che sono quotidianamente costretti a subire, per fortuna, non più in silenzio.

Ci chiediamo, insomma, il perché di questa disparità di trattamento a 360 gradi, ma, per restare in tema di calcio, basterebbe chiedere a Mauro se la domanda fatta oggi a Mertens, egli la fece anche, a suo tempo, ad un certo Buffon, portiere della “sua” Juve, in occasione del gol fantasma di Muntari del Milan, in una partita che decise lo scudetto di un paio di anni fa: Buffon paro’ un tiro che era andato ben oltre la linea del gol e non poteva non esserne consapevole.

La risposta, ovviamente, la conosciamo già tutti, questo era un semplice esercizio di retorica. Una cosa comunque è certa: siamo stanchi e ci stiamo svegliando, non ve ne lasceremo passare più manco una… e siamo sicuri che, se ora addirittura il calcio viene usato per fare propaganda contro di noi, beh, qualcuno lassù se n’è accorto e ci teme. E fa bene: attaccano le nostre eccellenze, vedi pizza, mozzarella e ora addirittura il caffè, altre ce le copiano tristemente, come accaduto per baba’ e pastiera; il turismo funziona e quindi vediamo tg pieni zeppi di servizi su disagi, disservizi e criminalità in Campania a più non posso… addirittura un servizio sulla coppa Davis diventa buono per colpire Napoli.

La domanda sorge spontanea: facciamo davvero così paura a quest’ italietta? Evidentemente, sì… e non avete ancora visto niente.

Floriana Tortora

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 14 Aprile 2014 e modificato l'ultima volta il 25 Settembre 2014

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